25 gennaio, 2006

Serata casalinga


Freddo di pazzi. Ero appena rientrato che mi hanno chiamato dei giornalisti. Mi fanno sapere che il centrodestra penserebbe di indicare come candidato il questore Malvano.
Anche lui ottima persona. Lo dicono anche di me. Qui siamo tutte ottime persone.
Poi mi dicono che però non è certo: devono chiedere conferma a Roma.
Possibile che tutti devono chiedere conferma a Roma? Io chi chiamo? A Roma c’ho solo mamma e fratelli.
Ma poi il questore Malvano non aveva già governato Napoli insieme alla Iervolino? E’ un impressione mia?

10 commenti:

sergio ha detto...

Bè MARCO, fa freddo si.... e devo ancora portare il cane.... mi sembra di aver capito che proprio a Napoli hai almeno 500 persone da chiamare e che potrebbero probabilmente confermarti............ ovviamente se servono a qualcosa......

Anonimo ha detto...

farà anche freddo ma mi sembra che la canditatura del "maestro" prometta una primavera napoletana. Mi piacerebbe crederci, soprattutto perchè mio figlio ha subito cinque scippi in tre mesi, ma avendo incrociato il progetto chance con tutti i sette o otto coordinatori, mi viene soltanto in mente una storiella che mia nonna soleva raccontarmi.
Un contadino aveva nel suo campo un pero che non dava più frutti, decide pertanto di abbatterlo e di farne legna per il fuoco.Si trova a passare di lì il parroco del paese e chiede al contadino per quale motivo ha abbattuto un albero così bello.
" sono cinque anni che non dà più frutti, ho aspettato, ho aspettato inutilmente, ma adesso almeno mi darà legna da ardere!
"perchè non lo doni alla chiesa, ne faro un crociffisso per l'altare maggiore.
E così fu.
Qualche tempo dopo il contadino, avendo gravi problemi, si reca in chiesa e prega due ore davanti al crocefisso che troneggia sull'altare maggiore.
Dopo qualche giorno torna in chiesa, fissa per qualche minuto il crocefisso che impettito e sicuro non fa una piega, poi esclama con triste rassegnazione
"TI SACCIO PERO CHE NON FACEVI LE PERE; MO CHE STAI LI' SOPRA VOLESSI FARE I MIRACOLI!

anonimo non troppo ha detto...

Chiedono tutti a roma perchè o sono servi del potere, o sono servi del nano

Anonimo ha detto...

La tesi di G. Bocca è semplice: il rinascimento napoletano di Bassolino è stato una rivoluzione fallita.
Sicuramente ha suscitato speranze, ha avuto punte di buongoverno in molti settori (dall’impegno per il verde all’edilizia pubblica, dai trasporti ad un’onestà complessivamente maggiore dei governanti), ma non è riuscito a incidere nel senso comune dei napoletani, nella loro inclinazione quasi naturale al compromesso con il potere costituito, alla distrazione nei confronti del perpetuarsi infinito delle illegalità piccole e grandi, all’ accettazione di una burocrazia borbonica e inefficiente.
E’ la normalità la grande assente all’appello di un governo del quotidiano che diviene sempre più complesso in una metropoli che vive processi di trasformazione simili ai grandi agglomerati urbani europei: periferie dormitorio, luoghi di socialità scarsi e inadeguati, emarginazione giovanile sempre più segnata da fenomeni di violenza e vandalismo.
E, sullo sfondo, una borghesia timida e compromessa, incapace di guardare oltre il cortile di casa, mai stata, fino in fondo, convinta della sfida di riprendere, riattualizzandola, la lezione dei giacobini del 1799.
Napoli è l’Italia, dice Bocca. Certo, con accenti diversi e contraddizioni più drammatiche, caratterizzata da una ferocia ed una grandezza, allo stesso tempo, che la rendono un segmento anomalo di un paese che complessivamente regredisce, smarrendo il senso dello stato e le regole di convivenza minime.

Anonimo ha detto...

sono d'accordo con Bocca sulla napoletana mentalità, aggiungo che l'aspetto più tragico è che quando si parla di questo ognuno, a tutti i livelli, se ne tira fuori con spudorata ingenua naturalezza, tanto che viene da chiedersi di chi stiamo parlando visto che alla fine non riguarda nessuno.
Ma visto che a napoli siamo quasi arrivati ad un punto di non ritorno e i giochetti del cacchio ci hanno abbondantemente stancati, penso sia arrivato il momento di abbandonare quel perbenismo buonista, anche un po snob ed ipocrita degli intelletuali napoletani di sinistra,e dire che nessuno ne è fuori,neanche tu, marco rossi doria.Ti abbiamo visto muoverti molto a tuo agio nel pantano della classe dirigente napoletana...
devo ammettere però che oggi il Tecce non può chiederti il conto di chance(io per te non ho mai votato, ma per rifondazione comunista si,da sempre, e chiedo a Tecce come ha permesso che fossero dati tanti soldi a chance ed ad altri progetti senza mai chiedere il conto della ricaduta ecc.)Ma , caro marco, non venire a dirmi che a roma c'hai solo la mamma e la zia...
Io una proposta un po' provocatoria ed un o' ingenua la farei: invece di cercare la firma dei sedicenti intellettuali napoletani, che poi, non ho capito, basta firmare e si diventa automaticamente intellettuali, interessante...ed anche fuori da certi giochetti, ancora più interessante...lancia una campagna per la raccolta di firme di chi non si ritiene al di fuori di una certa mentalita, però ne ha almeno coscienza.Sarei la prima a firmare.Sarebbe già un inizio interessante...Hai ancora tanta strada da percorrere e devi ancora convincere gente come me che però ha tutta la disponibilità a farsi convincere e quindi stai attento a non vendere fumo.

Pietro Spina ha detto...

Io non sono napoletano e vengo da un paese in cui di solito fa più freddo ancora che qui... ma ora sono residente e devo votare per il sindaco. Ci vivo e ci lavoro a napoli da 10 anni e io non mi ritengo al di fuori di una certa mentalità, io SONO consapevole di esserne TOTALMENTE AL DI FUORI e intendo restarci, anche votando ROssi-DOria. Anzi, proprio per questo ho intenzione di votarlo e di sostenerlo.
La sua candidatura, in quanto frutto di una mobilitazione spontanea, è di per sè un evento di rottura, che riattiva speranze ed energie disperse, come molti hanno già scritto e solo per questo merita di essere sostenuta.

Non si dovrebbe mai, a mio avviso, candidare a sindaco un questore, per ragioni di opportunità e di "decenza democratica", per lo stesso motivo per cui non si dovrebbe candidare un magistrato che ha ricoperto
nella stessa città le funzioni di PM, come si è fatto a Venezia (a
parte le ragioni politiche che mi fanno rifiutare di votare per
questori e giudici).
IN effetti ricordo anch'io che Jervolino e il questore hanno entrambi concorso a ridurre la città allo stato in cui si trova ed erano anche "tazz'e cucchiara" come si suol dire. e non lo dobbiamo dire a mezza voce, ma "gridarlo dai tetti"!

NOn lasciamo che la questione della sicurezza e della malavita restino appannaggio delle truffe mediatiche di chi ha gestito il potere e cominciamo a denunciare la corruzione politica che permette tale degrado e priva i cittadini degli strumenti che lo stato democratico pone a loro disposizione per reagire alla violenza camorrista.

NOn vogliamo che i cittadini abbiano il diritto di sparare ai ladri,
vogliamo che non ce ne sia bisogno, vogliamo vivere in una città normale, vogliamo poter avere fiducia nelle istituzioni democratiche.
questa fiducia non ce la può dare che ci l'ha tolta, chi ha ridotto i luoghi del potere pubblico nel posto in cui si realizza la mediazione
tra i poteri occulti che divorano la città!
perciò sostengo Rossi DOria e gli chiedo di dichiarare esplicitamente fin da ora, che, nel momento in cui lancerà al propria conditatura,
rifiuterà ogni incarico che dovesse essergli offerto in futuro dagli attuali concorrenti alla carica di sindaco e così faranno anche i componenti della "sua squadra". non vorrei trovarmi a votare un futuro
assessore della giunta jervolino!

Anonimo ha detto...

Caro Marco, ti sto seguendo da tempo in modo "silente" e adesso sento di potermi pronunciare: io ci credo! ho voglia di crederci....ho bisogno di credere che Napoli non finisca definitivamente in mano ai disonesti, arroganti, accaparratori di potere e di denaro! Ho aderito all'appello, ma aspetto ancora la risposta che tu hai promesso sulla questione del finanziamento a "Chance" che Tecce ha sollevato. Non tanto per i soldi che il progetto ha ricevuto: non avrei le competenze per decidere se era un finanziamento adeguato o esagerato, ma per vedere il mio (spero) futuro sindaco mantenere le promesse con dignità e trasparenza.
Ho apprezzato molto la tua scelta di non rispondere subito, di non alimentare il clima di "rissa" verbale......io adesso, però, sto aspettando.
Ti auguro di riuscire nella tua impresa e voglio farti sapere che sono con te!

daniele ha detto...

Caro Marco, i tanti sottoscrittori dell'appello in tuo favore, i commenti presenti sul tuo blog, l'incertezza presente tanto a sinistra quanto a destra sui candidati sono senza dubbio elementi positivi, non foss'altro perchè dimostrano che siamo in tanti a credere in un modo diverso, nuovo, sano di fare politica. A questo punto, però, credo che sia giunto il momento di sciogliere le riserve. Noi siamo qui, pronti a sostenerti, e tu? Che cosa intendi fare?
A presto....spero

sergio ha detto...

Marco, ultimamente ci scrivi poco... quasi degli haiku...
immagino il tuo da fare e il tuo riflettere personale....
Tu o qualcuno dei presenti sa spiegarmi o darmi riferimenti sulla questione delle municipalità?
Non nè so molto.... teoricamente mi sembra un discorso interessante.... ma praticamente?....

Anonimo ha detto...

la battaglia è molto più grande di quanto non s'immagini.
si tratta di tentare di dimosrtare che un sistema di consenso -silenzio basato sula mediazione-corruzione non è l'unico possibile.
che questo sia un sistema inefficiente,costoso,irrimediabilmente vecchio è sotto gli occhi di tutti.
da dove iniziare?
mi sembra che tu abbia scelto d'iniziare con l'esempio,...
ammirevole,ma temo totalmente inefficace.
prova col denunciare tutti i misfati grandi e piccoli perpetuati da questa classe politica.
sbilanciati,attacca con forza tanto te la faranno pagare lo stesso