11 gennaio, 2006

La notte non è uguale per tutti

La questione della movida napoletana è una metafora seria del problema del governo cittadino.
La notte non è uguale per tutti. C'è chi vuole dormire. C'è chi vuole ballare. C'è chi vuole guadagnare soldi facendo mangiare, bere, ballare. Tutte cose legittime. Vi sono, poi, delle norme che regolano i reciproci rapporti tra queste categorie di persone che aspirano a cose legittime. Le regole sono a loro volta rese effettive da misure di vario tipo: amministrative, giudiziarie ecc.
Tuttavia tali misure, sempre più - e non solo per la movida e non solo a Napoli - sono condizioni certamente necessarie ma altrettanto insufficienti a regolare le cose in ogni metropoli che ha diverse culture, esigenze, linguaggi, ritmi di vita ecc..
Così serve un "di più". Questo "di più" lo può fornire solo la politica, quella vera, quella che oggi è debole e che ci manca. Che può fare la politica se fosse tale? Farebbe una cosa, codificata ormai internazionalmente, che si chiama negoziazione e decisione partecipata: la promozione, cioé, di processi di incontro e di mediazione che portino a patti sottoscritti tra cittadini che esprimono esigenze e interessi diversi entro lo stesso spazio e lo stesso tempo.
Un sindaco, insieme alla sua giunta, oggi deve assumere come suo il problema e farsi subito garante della possibilità di questa ulteriore risorsa civile: la promuove prima che le situazioni di sofferenza e conflitto degenerano o ristagnano, chiama specialisti a farla, è presente nei momenti e nei punti di crisi per avviarla, ne controlla il processo, apprende da questa esperienza e pubblicizza i risultati.
Governare Napoli, ben oltre la movida, deve diventare anche questo.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

ma tu sei un candidato sindaco o un candidato....guru???

Nunzio Rovito ha detto...

Concordano in massima parte con la tua analisi, però, mi permetto osservare, che il problema della movida non è solo una questione che riguarda interessi contrapposti. Essa attiene, in talune situazioni, alla natura ed al tipo di sviluppo economico che si desidera per la città. E' evidente che concedendo e concentrando permessi e licenze commerciali in una determinata zona della città si indirizza anche lo sviluppo economico di quella stessa zona.
Allora mi chiedo come è possibile che nelle zone del centro storico, dove andrebbero sviluppate e promosse attività di ben altra natura economica, vi è una impressionante concentrazione di pub, club privé (che tanto privé non sono) discoteche ed altre attività la cui natura stride con la vocazione commercile della zona?
Tali attività oltre a porre questioni di ordine pubblico, comportano spesso un degrado della zona, basti pensare ai manifesti selvaggi che vengono sistematicamente appiccicati su ogni cm2 di spazio libero.

Norberto Gallo ha detto...

scusami per la banale considerazione: il problema della movida non esiste se non in termini di pura incapacità amministrativa del Comune di Napoli.
In primo luogo i locali sequestrati non avevano autorizzazione ed impianti insonorizzati a norma, mentre per gli schiamazzi notturni è facile che capitino se i vigili urbani (preposti a sanzionare questo tipo di reato) non ci sono di giorno, figuriamoci di notte...

clark kent ha detto...

e bravo Marco....
(mi consenti di darti del tu??)
ho letto la tua intervista su repubblica stai andando bene.
Posso dirti che cominci ad essere temuto nei "palazzi" e questo vuol dire che non sei affatto una chimera utopistica.
Chiedi ai tuoi sostenitori anche(anzi soprattutto) a quelli dubbiosi di intervenire numerosi su questo blog .
Apriamo una discussione franca in questa paiazza virtuale.
a presto
clark

nicorosa ha detto...

caro marco,

ho letto la tua intervista su repubblica napoli: concordo in pieno.

mi sento di far parte della tua squadra e di tra i "tuoi magnifici venti".

la tua azione va supportata e aiutata.

la città ha voglia di reagire.

è anche un senso di responsabilità verso le generazioni future.

a presto.

nicola campoli

Angela ha detto...

Condivido fermamente quello che ha detto Walter Veltroni alla trasmissione di Fabio Fazio e cioè che mai come oggi politica deve corrispondere a bisogni e concretezza e soprattutto che non è detto che chi oggi fa politica deve farlo a vita. Si faccia da parte chi non crede alla politica intesa come impegno civile e fatti concreti e risolutivi per una città che ha delle potenzialità grandi soprattutto di risorse umane che credono ancora ad una "movida sostenibile".

luciano brancaccio ha detto...

Caro Marco,
ti scrivo per incoraggiarti a prendere la decisione di candidarti. Se formi una lista civica, avrai senz'altro il mio sostegno.
Io mi occupo di ricerca in campo sociologico e politologico e ti assicuro che il "blob" che colpisce la città domina anche la ricerca accademica.

Ma noi non demordiamo vero?
Tu c'hai messo la faccia, il minimo che posso fare è metterci la firma.

A presto.

Luciano Brancaccio

Anonimo ha detto...

ce la fate vedere anche a noi l'intervista su repubblica?

Norberto Gallo ha detto...

l'intervista la trovate qui
http://www.napolionline.org/index.php/2006/01/12/rossi-doria-mi-candido-se/

Pier ha detto...

Scusa Professore capisco voler essere moderati ed ascoltare tutti ma sull'argomento pero non dici cosa faresti. Al di la dell'usare il buon senso ed ascoltare, come risolvi il problema delle incompatibilità di alcune attività con un vivere umanamente decente ?
Schiamazzi, meccanici di auto, carrozzieri, lavaggio di auto (e si potrebbe continuare) sono incompatibili con le abitazioni che hanno la sfortuna di trovarsi sopra sotto di fronte affianco etc.
I controlli ? Ma che non hai mai chiamato i vigili Professo'? E professo' tu ti rivolgi ad un avvocato gratuitamente ? Vai a far valere le tue ragioni mostrando i tuoi bicipiti ? Io se fossi assessore e non riuscendo a far funzionare la macchina comunale (come appunto la giunta attuale) dovendo sceglire non darei la licenza in queste condizioni. E tu ? Sai gia' ho un meccanico che si e' impadronito di 40 metri di strada, una palesta di danza che spara musica 6 ore al di, due fruttivendoli che scaricano quintali di munnezza in contenitori inesistenti non vorrei che votando te mi ritrovassi anche un lavaggio auto e dover tenere sempre le finestre chiuse come succede alla Scuola Panzini... ecco vedi volendo posso anche darti suggerimenti.