09 maggio, 2007

Sguardo preoccupato su family day e dintorni


Il bombardamento integralista della Chiesa è e sarà uno dei grandi temi che ci accompagnerà. Dobbiamo dirlo chiaro: non è una mera questione di Dico o non Dico né solo la questione della famiglia. Lo Stato Italiano non è mai stato, dal suo sorgere a Porta Pia e dal tempo del Sillabo, così supino rispetto alla Chiesa. Sembra finita davvero la spinta propulsiva del Risorgimento che, bene o male, aveva tenuto, anche influenzando il partito e la cultura cattolica, che restò esterna alle motivazioni risorgimentali ma memore di Porta Pia. Sì, aveva tenuto fino alla Grande guerra, durante lo stesso fascismo nonostante il Concordato, nella DC della Costituente e di De Gasperi. Il divorzio e l'aborto, poi - non dimentichiamolo per favore - furono possibili perché vi erano ancora spezzoni conservatori e di destra liberale (il PRI, il PLI, lo stesso Psdi) che avevano ruolo di governo anche conservatore ma che "tenevano" su principi di distanza dai diktat della Chiesa, principi ancora risorgimentali. Oggi a destra c'è solo clericalismo, fatte salve alcune isolate personalità. E la Chiesa non è mai stata, da parte sua, così hegeliana, così priva di pietas e di missione accogliente, così poco curiosa e attenta all'altro da sé, così evidentemente anti-conciliare. Certo, ci sono tanti suoi esponenti che sono allarmati e provano altro - penso al cardinal Martini, tra tanti. Ma la Chiesa di Roma, impaurita dal "moderno", si sente debole proprio in merito alla sua missione precipua e attacca. Ma trova una classe dirigente nazionale supina. Non si tratta solo dei vecchi DC. Si tratta, appunto, di tutta l'area conservatrice del Parlamento, come non era stato mai. E si tratta anche di quel scivolamento a sinistra, condito da ricerca interiore o Monte Athos, che dimostra come, con la formazione materialista dialettica o affine, non si tiene di fronte ai nuovi quesiti del mondo perché si è stati, appunto, nutriti solo di dialettica hegeliana e di positivismo logico rassicurante e ora si tentenna e gravemente e, peggio, si rende cosa pubblica e dunque politica, la del tutto naturale ricerca umana individuale intorno agli eterni misteri. I neofiti della ricerca sono pericolosi. E si tentenna tanto più quanto non si ha una tradizione laica vera, liberale, di ricerca aperta e quanto più si è respinto l'etica kantiana in nome di sistemi di pensiero integrali, rigidi o, specularmente, strumentali. C'è dunque una situazione nuova e assai pericolosa nella cultura profonda del Paese. Di fronte a questo stato di cose, davvero preoccupante, la "minorità" dei laici è tanto reale quanto a sua volta creatrice di autogol. La manifestazione a favore dei Dico nella data del family day è il segno e l'emblema della mancata comprensione della gravità e profondità della crisi in atto. Sarebbe stato meglio aprire un fronte più largo, preparare in altra data e altro modo una campagna lunga sul valore dello Stato liberale e laico in una democrazia complessa, tessere qualche alleanza nel fronte avverso, esplorare trasversalità politiche nel nome di principi più larghi. Poi io andrò a difendere i Dico, sia chiaro. Perché è una battaglia di libertà fondamentale. Ma sia altrettanto chiaro: non capire la portata delle cose trascina verso sconfitte. E anche la vicenda del PD non si risolve mica urlando slogan laicisti per salvarsi la coscienza. Il problema è come dare senso e forza alla diversità oggi, a ogni diversità - davanti ai nuovi integralismi. L'insistenza dei Mussi and company su appartenenza e identità in politica è la testimonianza speculare e asserisce a sua volta una cosa grave che è l'idea che i contenitori politici debbano avere sempre a monte e a suggello identità e dunque appartenenza. I lari e i penati per tutti uguali a me fanno schifo e voglio identità plurime e messe in gioco. Da questo punto di vista il PD è meglio perché mescola. Poi: io sono un ebreo di tradizione laica - che si è anche molto incazzato con il rav. Di Segni e ha tifato per Grillini. Ma attenzione: ieri si sono visti i due aum aum e gli ebrei italiani, per quanto "spostati a destra" su molti temi in questi anni, non marceranno uniti tra i monoteisti come è stato in Francia sui temi della famiglia. Dunque, forse, nel conflitto e nella comunicazione, spazi utili se ne trovano, accogliendo le reciproche diversità. E, poi, facciamo pure la nostra doverosa testimonianza ma non ci coglioniamo più di tanto nel bearci nella laicità minoritaria che "tiene". Ci vuole altro pensiero e non è oggi a facile portata di mano.

Le cose dette qui sopra sono un mio commento a una discussione in famiglia nata su "decidiamoinsieme.it"

5 commenti:

Antonio Candeliere ha detto...

Bellissimo articolo!

Anonimo ha detto...

Il Pd è la collocazione per chi non vuole essere legato a nessun principio o valore, ma prendere la posizione più utile al momento. L'ideale per una pratica politicista di risulta che possa coprire una politica sempre più spostata a destra. Magari lasciare spazio a qualche arrampicatore sufficientemente scaltro da infilarsi tra le maglie delle oligarchie, senza intaccare il peso di queste. Mussi e co. sono in ottima compagnia in Europa con i socilalisti e la sinistra europea. Chiederei come fa un Rossi-Doria e co. a convivere con chi scende in piazza contro i Dico e agli integralisti cattolici affiliati all'Opus dei come Paola Binetti. Come farà a convivere con un Pd in cui i leader (tanti) sono sempre a rincorrere la destra sul proibizionismo, sul familismo, sul neoliberismo. Se ci sta allora è il posto ideale per lui. E per favore, non ci assillasse più con le sue prediche contro la politica politicante. Ha avuto il suo quarto d'ora di notorietà che gli fruttato il suo dividendo.

Luciano ha detto...

Naturalmente non condivido nulla di ciò che sostiene l'anonimo, però vorrei soffermarmi su una cosa che mi colpisce.
Perché le posizioni ideologiche (in senso lato, quelle connotate da valori forti e univoci) vengono in Italia scambiate per pratiche politiche pure, non consociative, non clientelari, non politicanti? Quando tutto attorno a noi ci dice che ad onta delle posizioni rigide di facciata (a volte con velleità "antisistema") sono proprio i partiti identitari a dare esempio di sottogoverno? Forse che Rifondazione e Pdci non hanno votato gli aumenti degli emolumenti per i consiglieri comunali? Forse che non hanno votato i famosi rimborsi elettorali? E come avvengono gli avanzamenti di carriera all'interno dei loro apparati? Come si diventa redattore di Liberazione?
Allora discutiamo di contenuti che la diversità identitaria pensata come purezza politica è una balla gigantesca.

Anonimo ha detto...

I contenuti sono esattamente quello che manca nella processo di costituzione del Pd. si costruisce solo il contenitore e dentro può starci di tutto.

la sorella di pandora ha detto...

Sono d'accordo con rossi doria sull'inopportunità strategica della manifestazione di piazza navona.
passerà che, se da una parte c'è la manifestazione a favore della "famiglia",dall'altra c'è necessariamente una manifestazione "contro" la famiglia.
E non è questo il punto.
Il punto è proprio "il pensiero della differenza" (altra cosa è la "diversità"che presuppone una normalità imposta in questo caso dalla chiesa)sul quale mi sembra corretto aprire un dibattito con onestà intellettuale senza prendersela con la sinistra del monte athos che sta scivolando solo sulla impossibilità di prendere una posizione potendo solo dimenarsi tra mantenere il patto con l'elettorato o far cadere il governo.
Su certe cose non è disinvolta come vecchi marpioni della politica politicante che affollano il sedicente nuovo Pd.

p.s.per il collega mrd
ma la scuola meritava qualcosa più di un fioroni?