15 maggio, 2007

Come si scardina questo sistema?

Grazie tutti per il dire nel merito.
Parto dall’idea di blocco di potere che viene ri-evocata da Norberto. E dico subito e con forza che io continuo ad essere per scardinare il blocco di potere qui, a Napoli e in Campania.
Una sola domanda, a me stesso, a noi, ai commentatori: come?
Per favore: non rispondete dicendo che ho tradito la mission perché ho firmato un appello di merito, per il sapere nel PD, insieme alle persone che in Italia sono le più competenti di scuola e di educazione - che è il mio campo di lavoro e di passione civile. Sono contento di averlo fatto insieme alla gente che più si è dannata per migliorare il nostro sistema pubblico di istruzione. Ieri ha firmato, per esempio, Clotilde Pontecorvo. L’altro ieri Anna Maria Ajello e Cesare Moreno.
Il fatto che io abbia firmato quel appello, in termini logici, politici e umani, non corrisponde al fatto che uno scelga di stare dentro al blocco di potere campano o di avere trovato un posto al sole altrove….
E' una conclusione impropria. Questo tipo di sillogismi sono una modalità di ragionamento degli hegeliani d'accatto, di cui l'Italia è piena.
E io non lo sono. Vengo da una tradizione che afferma, anzi, il contrario. E voglio citare, per una volta, quella tradizione. Mio padre ha fatto la riforma agraria, oggetto del suo mestiere e della sua competenza, con la DC degli anni '50. Lo ricordate Scelba? Ecco: quella DC. E ha espropriato milioni di ettari di latifondo, assegnandoli a contadini poveri e braccianti, d'accordo con gli USA.
Non è mai stato clericale, non è mai stato anti-comunista, non è mai stato supinamente filo americano. Andava dai politici e dai partiti, belli e brutti, per fare cose possibili. Che erano di merito e non prevalentemente di schieramento. Gli hegeliani del suo tempo lo hanno insultato per decenni così come hanno fatto con Ernesto Rossi, con Capitini, con tanti altri di una Italia ragionevole e riformatrice. Era il PCI a condurre queste danze. Salvo poi, anche qui a babbo morto (in senso letterale, per me), chiedere scusa a quasi 40 anni dai fatti.
Ci sono 1000 altri esempi analoghi nella storia d'Italia e di Napoli, non sono particolarmente illuso ne particolarmente originale (Pirozzi su questo fa alcune citazioni molto appropriate): si possono fare cose imperfette ma buone, nel proprio ambito e non essere a favore del blocco di potere dato.
Perciò, quando mi si ripete che, dato che ho firmato una cosa che ha firmato anche Fioroni il quale è andato alla family day allora vuol dire che sono un potenziale clericale nemico dei DICO e un candidato sostenitore di Bassolino e De Mita mi tremano i polsi. E per favore basta con la cialtroneria intellettuale.
La domanda la ripeto: "come si scardina questo sistema di potere campano?". E posso permettermi di fare di nuovo questa domanda dato che nel mio piccolo la faccia ce la ho messa, i rischi li ho presi, a differenza di troppe anime belle e malpanciste, che hanno sempre criticato più me che Bassolino & Co. O no?
Per onestà intellettuale devo dire che, in democrazia, le ipotesi di risposta sono due:
1 - sostenere l'opposizione, che è la destra, nel nome dell'alternanza e dunque darle quel quid culturale e politico che non ha e provare ad affrancarla dalla evidente collusione con il bassolinismo (ma bisogna anche essere di destra per cultura e sentire personale; io non lo sono);
2 - provare ad usare il PD come un grimaldello, pur nutrendo dubbi e anche pronti a dichiarare fallimento se non funziona.
Questo è, in politica per come è la politica.
C'è qualche altra cosa in giro che sia possibile e dunque realistica? Risposte nel merito, per favore.
Naturalmente, poi, c'è un'altra politica, quella dei diritti e degli spazi pubblici, a partire da quelli degli esclusi. E' la politica di cui ho parlato al congresso DS di Firenze - andatelo a sentire il mio intervento. La conosco bene: è quella che ho praticato ogni giorno dall'aprile 1975 (presa di Saigon da parte dei Vietcong, quando ho smesso di militare in una organizzazione politica) fino ad oggi: 32 anni di vita. Perciò: la battaglia per gli spazi pubblici e di cittadinanza io continuo a farla, sia chiaro e la so anche fare, immodestamente. La farò in DI, finalmente liberata dal mito oppressivo, per me e per tutti, di candidato sindaco – grazie Pirozzi per averlo detto chiaro-chiaro.
Ma non risolve la questione del blocco di potere, anzi, per poter funzionare, un po' la elude.
Vogliamo parlare di questo?

14 commenti:

daniela ha detto...

Marco,
insisto, non è solo un problema napoletano.
Prova a leggere qui, anche i commenti ...

dibattito Scalfarotto

paolopantani ha detto...

Allora parliamoci chiaro: credevo che fare un programma, una lista e chiedere i voti e soldi alla gente non è una "pazziella", una comitiva, un famiglione di spiriti liberi, promulgatori di nuovi stili di vita soprattutto .
E' Politica-Politica!
Pensavo a una Alternativa-Napoli fase 2, senza ammiccamenti questa volta, senza civettare, in senso di lista civetta.
Credo di essere stato fatto fesso stavolta.
L'altra volta andò benissimo, ho capito che tengo il campo politico anche con cose nuove come le liste civiche e i risultati arrivarono.
Fu il fronte istituzionale bassoliniano che venno meno, già nella prima giunta, in verità.
Questa volta pensavo a un risultato minimo, un consigliere comunale.
Non avete idea quante cose si possono fare con un consigliere comunale!
Facemmo cadere le giunte Tagliamonte e Cortese con Peppe di Costanzo, Mario Esposito e Gianfranco Nappi.
Detto questo, anche se in grave ritardo e da solo,per giunta di sponda da Roma, ma cosa deve fare uno che vuole fare politica?
"Addà fa' a guerra cu e' surdate che tene!"

Nunzio ha detto...

Alla tua domanda su come si scardina il sistema di potere campano aggiungerei una terza risposta, che è scritta nel nostro statuto: ridare senso e forza alla politica...spezzare la spirale fra un sistema politico autoreferenziale e una società locale passiva. La mia idea su come riuscire in tale impresa ti è nota. Tallonarli, sucutarili ad ogni passo, inchiodarli alle loro contraddizioni, inserirsi nelle maglie che il sistema lascia libere per sfruttarne la debolezza, senza ma scadere nel qualunquismo e fare tutto ciò qui a Napoli e in Campania, dove maggiore è il bisogno di innovare la politica. Hanno detto che vogliono il partito nuovo, ebbene da giocatore di poker vengo a vedere e chiedo resta. Forse perderò la partita ma avrò sgamato il loro bluff. Sedendoti al tavolo verde di Roma sei sicuro di riuscire in questa impresa? Non era forse meglio provare a giocare qui la partita?

paolopantani ha detto...

Bravo Nunzio!
E' qui e oggi che si gioca e si gioca duro a Napoli e in Campania.

Non sono molto verace come napoletano, ma sento che come diceva nel suo ultimo libretto,usato anche in campagna elettorale,che ho comprato in libreria e letto pochino e senza genio in verità, che è qui la battaglia grossa italiana.
Io la sento la battaglia,la annuso, è nell'aria.

E di battaglia grossa si tratta, non è un fatto aleatorio, un gioco di società:risiko,mercante in fiera,tavolo verde, roulette russa.

O vinciamo noi,le forze del rinnovamento, o siamo fottuti per sempre.

carla ha detto...

Eh no caro Marco! Non puoi cavartela cosi' facilmente definendo "cialtroneria intellettuale" chi ha fatto certi sillogismi. Li abbiamo fatti finora anche noi e continuiamo giustamente a farli nei confronti di altri. Le regole sono valide per tutti e sempre. Non possono essere cambiate a seconda delle convenienze.

fabrizio ha detto...

Caro Marco,
ma tu ci vai a questa assise degli associati domani a piazza Nilo?????????
Non temere non sei solo!!!
Io ad esempio, che sono riuscito a scambiare con te giusto 4 parole il dì che cadde il governo, non mi sento affatto tradito.
D'altronde come poteva accadere ciò?
Ti ho forse delegato a rappresenatarmi in una disputa? Ti ho forse giurato eterno amore?Ti ho forse siglato col sangue una pergamena conetenente un particolare contratto?
In fondo in fondo non ti ho nemmanco votato......
E' vero, in quel caso ero normativamente impedito in ciò essendo residente non nel comune di Napoli.........ma potevo farvi campagna elettorale.
Invece niente.....solo generici apprezzamenti per essere concorrenti da sinistra dell'infelice sindaca.
A me pare che si sentano traditi essenzialmente quelli che stavano nel movimento originale e che penso si siano pure candidati "appresso", e sottolineo appresso, a te.
A volte scrivo quì dentro a volte in "decidiamo insieme"; lì non devo essere particolarmente simaptico, visto che ci ho ancora l'uovo pasquale per danieluccia, ben conservato nella sua stagnolea carta luccicante.
Ecco, penso che gli assalti alla tua persona ed alle tue iniziative abbiano una radice comune di tipo antro-psicologico.
quella tipica sindrome dell'abbandono che coglie il figlio "creaturo", cioè giovane, quando un genitore scompare ( non ti toccare....è solo una metafora!!!).
Nel tuo caso io credo che talune recenti critiche sono a-specifiche, nel senso che i pargoletti ti considerano traditore in quanto tale e non in base a ciò che fai o ciò che esterni.
cioè fisiologicamente traditore, trovando forse più di comodo indivituarti capro-espiatorio dell'attuale impasse, piuttosto che riconoscere i propri errori e rimboccarsi le maniche per far "crescere" la creatura messa al mondo.
Invece la creatura è stata abbandonata nella "ruota degli esposti".
Mi permetto di essere così esplicito e tagliente perchè ho avuto la fortuna, ad esempio, di conoscere molti degli ex-candidati e di leggere (io sono un appassionato di comunicazione)i loro programmi elettorali.
Anche belli, ma estremamente sofisticati, nenache fossimo stati nelle città ultramoderne che Wright progettava inizio 900 (città evidentemente fatte di infrastrutture ed homini).
I problemi, e quindi i bisogni, di questa città sono sempre gli stessi e sono pure pochi:
Camorra, lavoro, monnezza, imbarbarimento generalizzato delle costumanze.
Poche sere fa in una cena di lavoro, facendo chiacchiere nostalgiche con un caro amico addivennimmo alla conclusione che con miseri 300.000 euro si conquistava un bel posto di consigliere regionale alle ultime elezioni.
Possibile che per il comune si doveva spendere la stessa cifra?
Parlo ovviamente di un pacchetto di voti totalmente ritirato al super-mercato....
Quel che io noto da esterno è che il "piccolo esercito" difensore di grandissimi ideali, andato alla "guerre", ha perso sì, ma ciò non giustificava lo sfasciamento successivo, semplicemente perchè il comandante anzicchè trafitto dal nemico è ruzzolato dal cavallo...sempre che effettivamente sia andata così
( e che la morte in battaglia del comandante avrebbe dato ai giovani figli soldati la forza divina per diventare grandi una botta ).
Ora però io penso che tu debba chiarire con i tuoi scudieri(e quindi in via totalmente privata)
un po' di passato e molto di futuro.
ci vediamo a Roma al forum P.A???i Hope.........comunque se non dovessimo incontrarci in fiera ricordati di passare il 31 maggio dalle 17.00 alla Libreria Guida Merliani armato di un dieci libri rigorasamente letti da donarci....
ciau ciau
fabrizio capuano

paolopantani ha detto...

Ma si, in fondo, ma che ha fatto di male?
Ha fatto una esperienza elettorale a Napoli prendendo una ventina di migliaia di voti, secondo me molti, con tutti gli errori, le ingenuità e le desistenze, talvolta veramente stucchevoli, mentre si combatte sono disarmanti.
Ha consentito una rappresentanza de-minimis,ma sicuramente dal beneficiario insperata, sovradimensionata.
Si è leccato le ferite, ha meditato e ha cercato una subordinata che gli è stata sicuramente offerta, un contentino, ma comunque accettabile, fallita la scelta primaria: consigliere comunale come minimo.
Altrove chi perde sparisce, chi si ricorda più di Jaqueline Ferraro,Jospin,Dukakis,Ros Perot,Al Gore?
Tutti risucchiati dal potere accademico, economico o mediatico, vedi Al Gore.
Qui si è mosso un poco, è andato al seminario alla stazione marittima con Fassino, ha fatto un intervento programmato, ha smentito che aderiva al pd e poi ha proclamato: "Aho! Civis americanus Sum!"Per cui ha aderito al partito competente territorialmente la nazionalità preferita,una smentita che non smentiva, alludeva.
E poi ha presenziato al congresso regionale,senza intervenire,ha verificato,pensato e capito.
Ergo è stato invitato al congresso nazionale ds per intervento programmato,ha scelto un'area ed ha ederito individualmente insieme con due ministri dell'attuale governo, anche se precario.
Adesso ha ripristinato solo una agibilità politica,ma deve ritrovare consenso per la costituente che si inaugura IL 14 OTTOBRE.
Noi apd-Campania presenteremo ai partiti campani che si sono sciolti, un comitato promotore con 25 associazioni con una nostra proposta.
Lo faremo prima del 23 maggio, data della prima riunione del comitato nazionale nominato da ds, dl e prodiani.
Adesso vedete un po' voi,che volete fa'?
Noi non escludiamo nessuno,ma è inutile recriminare,oggi la politica è in movimento.
Se vi muovete,il lavoro fatto avrà una ragione, un senso, in un verso o in un altro.
Ma non potete puerilmente rimanere così.

Confucio ha detto...

Se continui a parlare di destra e sinistra, continuando a presumere che Vi siano i buoni ed i cattivi vuol dire che -ahinoi- continui ad essere parte di una vecchia politica, continui ad appiattirTi su uno schema vecchio che appartiene ad una vecchia nomenclatura ed una vecchia classe dirigente che ha distrutto Napoli e presto distruggerà quello che resta del nostro paese.

Credo che bisogna avere lo sguardo ben alto... non per ambire carrieristicamente ad un posto di prestigio, il cui corrispettivo sono il silenzio o l'omologazione, ma per guardare oltre questa accozzaglia di opportunisti, fiancheggiatori e trasformisti che si sono riuniti sotto la nuova insegna del PD.

Come può nascere sano un partito del rinnovamento che ha nelle sue fila gli artefici del disastro napoletano e campano ?

Quali prospettive ha un seme già marcio ?

Che senso ha, se non un' ambizione opportunistica, avallare con la propria partecipazione un simile disegno ?

Si parla di scuola e di formazione...ma che razza di cultura e quale formazione, salvo rarissime eccezioni, ha la nostra classe politica ?

Le ambiguità indeboliscono ogni forma civile di lotta... se c'è una guerra da combattere democraticamente contro un nemico politico...-sempre che la si voglia ancora combattere e vincere...-le ambiguità scompaginano il nostro fronte...le ambiguità rafforzano il sistema esistente....e finiscono per accentuare il disastro imminente.

Volevamo una classe dirigente nuova...ma invece ci troviamo a fare gli utili idioti del vecchio che prima avanzava e che adesso dilaga...

la sorella di pandora ha detto...

Il tuo sillogismo giusto invece è

Tutti i comunisti sono cialtroni hegeliani d'accatto(dato evidente)

Io non sono un comunista(dato evidente)

Io non sono un cialtrone hegeliano d'accatto tant'è che schifo i comunisti di cui l'italia è piena(dato evidente)

Non sai come si scardina questo sistema?
Ma e' facile!
Cacciamo chillu fetente di bassolino comunista,e quella schifosa di Iervolino,comunista.
Poi ci mettiamo quelli che non hanno una cultura cialtrona hegeliana d'accatto...ed è fatta!

paolopantani ha detto...

Il candidato e colui che vive la polis e si rende visibile nell foro o nella agorà con la toga candida del probo vir, lindo e solvente pecunia sua all'erario, da cui "candidatus".
Chi è scalfarotto?
No taxation, no rappresentation (e viceversa)
american revolution
Secondo me anche il voto degliitaliano all'estero è una forzatura, figuriamoci un candidato alle primarie che sta a Mosca.

mario mastrocecco ha detto...

caro marco rossi doria,
ti faccio anch'io i miei auguri per il prosieguo del tuo percorso politico e umano, che sia nel PD, in DI o in tutti e due o in nessuno. Sono contento di aver incrociato per un pezzettino questo percorso, credo sia stato molto formativo (e non solo perchè sei un
Maestro). Un po' mi ha meravigliato queta tua decisione, ma non mi scandalizza e anzi un poco mi incuriosisce, perchè mi piace pensare che c'è in giro qualche persona di cui mi fido a cui poter chiedere qualche volta "ma che si dice dentro al P.D. del caso Napoli? che hanno intenzione di fare sui Dico?"e via dicendo.
Mi dispiace che ti abbiano dato del
traditore e dell'opportunista. Troppe volte ho sentito che ti buttavano fango addosso e so che dagli amici fa più male ma, da ex trozkista (quindi due volte traditore), lo considero quasi un complimento e ti
esprimo la mia solidarietà.

però, visto che sei contento se commentiamo nel merito, voglio dirti che non mi convince la strada che hai deciso di tentare. te lo dico laicamente, niente scorciatoie e niente cialtronismi intellettuali. condivido la tua critica allo "hegelismo" diffuso nella cultura politica italiana, specie di sinistra e fa anche piacere sentir chiamare in causa
i padri nobili con nomi e cognomi, senza timori reverenziali.
Ma non credo che la via "empirista" debba necessariamente escludere la possibilità di una valutazione "a priori", seppure, siamo d'accordo, sulla base di analisi e calcoli di prospettiva e non di intangibili valori e identità. Io certe valutazioni continuo a farle, anche se altri le chiamano "preconcetti". per esempio continuo a pensare che la destra sia diversa dalla sinistra e le due categorie abbiano ancora (molto) senso. Su questo ho già altre volte espresso la mia opinione e credo che anche tu sia d'accordo. Non è questione di pregiudizi ideologici, e dici bene che per fare opposizione al bassolinismo con la destra bisogna
essere di destra e "darle quel quid culturale e politico che non ha e provare ad affrancarla dalla evidente collusione con il bassolinismo". tuttavia non credo che l'alternativa unica sia "provare ad usare il PD come un grimaldello". e non solo perchè
per usare quel grimaldello ci si deve "sporcare le mani" insieme ai campioni del blocco che soffoca la democrazia.
il fatto è che il PD nasce nell'ottica di una bipolarizzazione forzata, negazione
intrinseca di un vero pluralismo politico, che è un processo che parte da lontano e che, personalmente, ho sempre avversato (dai tempi in cui facevo la propoganda per il no al
referendum sull'elezione diretta del sindaco, non potendo ancora votare).
per lo stesso motivo non ho votato alle primarie e non lo farò in futuro. ritengo che sia
un processo politico che tende ad aumentare la distanza tra i problemi delle persone e i
luoghi istituzionali deputati alla loro soluzione (o alla loro sintesi, trattandosi di
conflitti sociali), nel momento in cui contringe al voto per una parte, una lista, un
insieme di candidati, distinguibile dall'altra solo per il leader carismatico che ne
costituisce la bandiera. così si rafforza l'idea che a governare debba essere un ceto
politico professionale e tendenzialmente anonimo, che non risponde direttamente nè
all'elettorato nè ad una organizzazione politica. messo da parte il ruolo (pur costituzionalmente rilevante) dei partiti, si mortifica il valore della militanza
politica, poichè in un tale sistema contano solo quelli che vengono eletti, anzi, meglio,
nominati in incarichi governativi, dato lo svuotamento (intenzionale) degli organi deliberativi assembleari (dai consigli circoscrizionali al parlamento).
sarà anche per questo che molti in D.I. hanno inteso il recupero della partecipazione attiva o diretta della cittadinanza come alternativa (a tratti "eversiva") alle istituzioni pubbliche esistenti e, quindi, come progetto politicamente trasversale.
e forse è anche da questo punto di vista che tu stesso dici che la battaglia per gli spazi
pubblici e la cittadinanza non risolve il problema del blocco di potere e un po' la eludono.
In parole più spicce voglio dire che un partito così largo da tenere dentro un'intera classe politica (che fino a qualche hanno costituiva il governo e l'opposizione di questo
paese), non è un partito nel senso che si intendeva prima (e che ha un "senso"), ma un'aggregazione funzionale a tenere insieme il consenso necessario alla permanenza al potere di alcuni dirigenti di professione. Io non voglio militare in una organizzazione
siffatta, nè per fare un giorno il governante nè per fare oggi l'intellettuale che offre la sua scienza al "principe", anche se a volte (penso alla riforma dell'ordinamento giudiziario) questa strada mi si è rivelata più facilmente praticabile.
non so se è questa la tua prospettiva e, nel caso, non la riterrei scandalosa, anche se non la condivido. ma penso che, anche in questo caso, troppo alto è il prezzo da pagare. Da quando si elegge direttamente il sindaco, qui da noi il "blocco" si è rinforzato; non è un caso. l'avanzamento di un sistema del genere, più plebiscitario e impermeabile alle istanze popolari, favorisce il clientelismo e l'annichilimento della coscienza civica e politica
e, lungi dal "modernizzare" il sistema istituzionale, lo riporta indietro ad epoche nemmeno formalmente democratiche. In questi sistemi i vari de mita mettono al potere i vari montemarano i quali continueranno a ritrovarsi con migliaia di voti e, mi dispiace
marco, ma temo proprio che il PD non solo non potrà fare a meno di queste prassi, ma ne rappresenterà la definitiva consacrazione. e non ci consolerà pensare che noi votiamo "spritualmente" per Bastico, Berlinguer o Giuliano Amato anzichè per Rutelli, bassolino o montemarano, poichè i primi stanno in un progetto politico che consapevolmente permette anche ai secondi di stare al potere; un sistema che costringe il cittadino a "schiacciare"
una volta ogni 5 anni il pulsante rosso o quello blu e poi, se proprio non ce la fa a
stare zitto, a ritagliarsi "spazi pubblici e cittadinanza" dove vuole, ma non dove si
comanda.

mi scuso per la lunghezza, spero di aver modo di riparlarne ed essere più preciso.
ti faccio i miei migliori auguri di riuscire a realizzare quei passi concreti, grandi o piccoli, ma concreti, che tuo padre e altri sono riusciti a fare. io non so cosa farò, ma per ora ho bisogno di continuare a credere che rafforzare la democrazia e "fare cose concrete" per le persone non siano due strade diverse.

bruno esposito ha detto...

Cominciamo col dire che il sistema di potere non ha alcuna opposizione. Quindi inutile pensare di schierarsi contro aderendo al centro destra. Il sistema di potere in Italia si chiama politica - affari - criminalità - massoneria. E se qualcuno vuole aggiungere anche il clero è libero di farlo e forse non sbaglia. In questo poker non vi sono distinzioni seppur i semi sono diversi : il cuori vale quanto il fiori o il picche o il quadri. La diversità è solo nella testa di chi guarda, il risultato è unico, vince il banco, sempre.
Quindi, per favore, non parliamo di sistema politico. Questo è un sistema di potere in cui la politica, destra, sinistra, cattolicesimo, liberismo, statalismo, eccetera, non c'entra nulla. Il fine di questo sistema è il mantenimento e la sopravvivenza di sè stesso. Il potere è ormai una cittadella di eletti in cui l'esercizio della delega elettorale è solo la foglia di fico dietro alla quale nascondere mastodontiche vergogne. Non c'è più pudore, è solo un sistema che alimenta sè stesso con le risorse fornite dai cittadini. In nessun paese dell'occidente sta accadendo nulla di simile. Forse ci arriveranno anche loro, ma c'è da dire che come precursori non ci batte nessuno.
Come si scardina ?
Mica difficile, sapete ?
La parola. Si scardina con la parola. Sarebbe opportuno che per spiegarmi postassi qui un articolo di Roberto Saviano a cui mi riferisco. Ma sarebbe lungo, anche se interessente e chiaro nel suo fine ultimo.
Il potere teme solo la parola, la libera espressione. Non teme il voto ( tanto si dividono i ruoli a monte ), non teme il sovversivismo, al lotta armata, non teme il non voto, tanto il 51 % dei cittadini che votano a loro basta e avanza. Non teme le leggi, tanto le fanno loro, non temono la stampa, tanto è sotto controllo, non temono i paese alleati e/o amici, con i quali c'è sempre qualche buon affare da portare a termine. Il potere, lo ripeto, teme solo la libera espressione. Ma non basta dire libera. Deve essere libera, mirata, saggia, supportata da fatti e testimonianza, suffragata da storia e tesi, provata e riprovata, convincente, chiara, pacata, scevra da promesse.
La parola che descrive, mette in mostra la realtà, lascia il giudizio a chi l'ascolta, non orienta ma propone.
Ai fatti.
Marco Rossi Doria è degna persona e spero che stia lontano a lungo dai partiti, democratici e non. Se vuole conquistare ascolto deve cercare gli alleati giusti. Gente pulita, fuori dal sistema, ma che, come direbbe De Andrè, ha "voce potente per il vaffanculo".
Questo paese è più povero da quando ha perso Pasolini, è vero, ma anche è meno attento alle nuove voci.
Roberto Saviano su tutti. Questo ragazzo di 28 anni, dalle idee chiare, dalla cultura mostruosa, dalla capacità di comunicazione naturale, è una risorsa che non può essere lasciata solo sotto la voce "intellettuali".
E' ora che qualcuno, qualcuno al di fuori della mischia, faccia squadra con lui. E che questa squadra si allarghi, superi le diffidenze, le reciproche incompresioni, e formi un movimento di opinione non elitario, da cui scaturiscano messaggi chiari alla gente e al potere.
Marco Rossi Doria ha capacità di leader ? Bene, allora deve essere leader di un manipolo di cervelli capace di fare tutto questo.
Napoli è ormai pronta, questo è il momento giusto.
Lanzetta, Parrella, Perrella, De Luca, De Silva, Braucci, Montesano, Cilento, e tanti altri autori e intellettuali devono riunirsi e esprimere il loro pensiero comune con una voce comune. E con loro gli intellettuali come Niola, Masullo, Marotta, e decine di altri nomi.
Gente che viene dal mondo della scuola, dell'arte, della letteratura, del cinema, del lavoro, dell'associazionismo, dei movimenti cooperativi, del lavoro.
Ognuno di loro da solo può fare poco ma se si coagula questa nuova forza intorno a un leader o a un gruppo di uomini di carattere, con un obiettivo comune, nessuno potrà fermare l'onda di verità che ne verrebbe fuori.
Ce la possiamo fare, basta volerlo e soprattutto, basta mettere da parte il protagonismo di ognuno.

paolopantani ha detto...

La cosa bella di questa cosa, questa lista, questo movimento locale, è che sulla carta, ma solo sulla carta,è alla opposizione a Napoli.
Oggi tanta è la confusione sotto al cielo e la situazione politica è in movimento su scala nazionale e locale, anche da noi,malgrado il disastro ambientale e sanitario che dobbiamo anche affrontare, secondo me.
Ho sempre sentito e affrontato la politica come militanza attiva e volontaria,come valore della gratuità del lavoro cristiano.
E' sempre stato così per me,dall'alluvione di Firenze, al colera, al terremoto.
Oggi il disastro ha evidenti ragioni strumentali politiche.
Se ci riflettiamo un attimo,aveva ragione chi proponeve i "due forni": siamo nel centro sinistra come politica nazionale,ma siamo all'opposizione al livello locale perchè la situazione è drammaticamente bloccata a livello politico,di ordine pubblico, di corruzione morale e di salute pubblica, economica e ambientale.
Io, lo sapete, avrei subito aderito all'Associazione Per il Partito Democratico.
Oppure avrei fatto così,alla Cincinnato, alla Iglesias, quello del PCE che se ne tornò in miniera,non il cantante:
"CCà sugno", datemi una scuola a Scampia o a Barra e avrei fatto sei mesi di lavoro certosino in silenzio fragoroso, così smentivo anche le male lingue...
All'inizio del disastro incombente, mi sarei fatto tirare per la giacchetta per salvare la Patria in pericolo e sarei ridisceso in campo come salvatore della medesima.
Altro che mettermi a rischio di farmi infilzare come un tordo, da altro pollame, per giunta.

bruno esposito ha detto...

A mio avviso non esiste più opposizione degna di tale nome. Esiste un blocco politico che ahinoi conosciamo, composto da coloro che occupano le istituzioni a prescindere dalla fede di partito, siano essi di destra, sinistra, sopra, sotto, ed esiste la gente, il popolo, gli elettori, i cittadini, chiamateli come volete, che non contano nulla se non il giorno delle elezioni.
La battaglia in corso deve sforzarsi di dimenticare nomi e storie. Oggi difendere un ex uomo di sinistra come Bassolino è da folli e penso che nessun cattolico serio e onesto stia dalla parte della Jervolino. Di contro, decidersi di schierarsi dall'altra parte sarebbe peggio di un suicidio. Occorre una rilettura generale della politica in Italia, non solo a Napoli, che descriva quali devono essere con esattezza i ruoli e i limiti di occupazione degli spazi, e occorre un forte e radicale ricambio di persone. Prima nuove regole e poi nuove gente, in parole povere. Altrove non appare necessario ma qui da noi è inevitabile. Siamo un paese incline al cavillo, all'uso distorto del potere conferito dalla delega elettorale, non abbiamo un senso profondo della collettività, siamo spiccatamente individualisti e opportunisti. Pasolini aveva descritto la borghesia italiana come la peggiore del mondo e l'ha fatto più di trent'anni fa. Oggi quel giudizio vale più di ieri.
Per questo penso che prima di cambiare regole, persone, partiti, occorra disegnare le grandi linee di ciò che deve essere la politica oggi e per farlo dobbiamo rivolgerci giocoforza a coloro che hanno chiaro questo concetto. E non possono essere altri politici a rinnovare, questo compito spetta agli intellettuali, gli storici, i politologi, i sociologi, agli analisti del nostro tempo, a coloro che dal di dentro sanno come, dove e quando agire, col supporto essenziale della collettività che si riconosce in questa necessità.