04 febbraio, 2008

Le domande vere di una politica che ci piacerebbe

La crisi politica sta avendo il suo corso. Su cui poco possiamo noi cittadini. Vedremo cosa succede. Con un pensiero, però: non è indifferente se ci sarà o meno questa stessa terribile legge elettorale. La quale ci costringe o a usare il “libero voto” solo per ratificare l’elenco degli eletti già deciso nel chiuso delle segreterie dei partiti oppure a non votare.
Ma la questione, ben più grande, che si apre ancora una volta – dal punto di vista della presenza civile e partecipativa – è racchiusa nelle domande che già stanno in giro tra le persone normali di questa città e delle altre. Sono le domande vere di una politica che ci piacerebbe avere.
Come faremo valere le istanze dei più deboli, le volontà costruttive, il lavoro sociale ed educativo in mezzo alla ennesima campagna elettorale urlata e furiosa?
Come farlo se tutto è appuntato sui leader e sugli insulti e sui balletti per i posti in lista tra i fedeli e gli eterni mestieranti della politica come arte separata da tutto?
Sarà possibile creare almeno un po’ di rete che parli ostinatamente del merito delle cose della vita: come far funzionare meglio le scuole, quali contratti di lavoro favoriscono produzione e redditi per chi è lavoratore e povero, come sostenere i poveri veri, come aggredire la distruzione dell’ambiente, a partire dalla Campania, come sostenere un po’ di regole e un po’ di effettiva concorrenza, come accogliere davvero le differenze tra noi tutti (grandi piccoli, maschi femmine, gay non gay, malati non malati, meno abili più abili, italiani stranieri, alfabeti analfabeti ecc.)?
E come favorire ricambio nella politica con gente più giovane e che ne sappia davvero di qualcosa e che sappia fare cose vere, non separate dal mondo?
Come provare a muoversi in questa direzione senza essere anti-politica ma senza neanche subire, depressi e disperati, l’ennesimo violento carosello dei mammasantissimi della politica politicante che non si sopporta più?

7 commenti:

un po'eta ha detto...

come fare?
partendo dal famoso detto di eduardo
"futtitevenne" (dei loro giochi e parliamo senza fare calcoli a chiunque)

eddi96 ha detto...

Creiamo una rete italiana tra realtà locali (associazioni, comitati, gruppi di cittadini) che, mentre alla tv la propaganda urla, giri l'Italia raccontando di iniziative positive, di persone perbene e di progetti seri. Si potrebbero invitare anche i rappresentanti più seri della vita politica italiana (qualcuno si trova). Ho notato che queste realtà sono tanto più costruttive quanto più l'ambiente in cui si muovono è difficile (penso, non solo alla Campania, ma anche al Veneto).

eddi ha detto...

La principale richiesta della rete di cui parlavo sopra dovrebbe essere quella di chiedere ai partiti di fare liste di persone designate dai cittadini in una sorta di primarie in cui si eleggono i candidati.

Ercolanese Ebbro ha detto...

Gentile Marco
tutte queste domande sono legittime,riflettono davvero il pensiero comune e meriterebbero una risposta che non sarà immediata, soprattutto nel tempo che ci separa, brevissimo, di qui alle elezioni del 13 aprile.
Il voto è sin troppo ravvicinato per offrire concrete e plausibili soluzioni agli interrogativi che poni ma forse è possibile realizzare sul lungo termine qualcosa di più alto e costruttivo rispetto ai giochini politici in atto e ai mestieranti della politica.
Eddi96 ha centrato quella che è la mia idea, ossia di una piattaforma orizzontale(democratica ma non anarchica)virtuale e reale che raccolga e sintetizzi le innumerevoli realtà piccole e grandi presenti sul territorio, locale e nazionale.
Non è un processo facile, anzi, richiederebbe tempo, dedizione e tanta buona volontà, soprattutto da parte di tutti isoggetti interessati per vincere l'autoreferenzialità che blocca sul nascere ogni progetto.
Le eccezioni collaborative non mancano, c'è solo bisogno di una maggiore maturazione dei corpi associativi e della società civile, allorchè sarà possibile proporre nuove strade partecipative lavorando sulla comunicazione e sul capitale umano a vasto raggio.
Non desidero tediarti, magari mi farebbe piacere parlarne bypassando il pc!

Ercolanese Ebbro
Il ragazzo presente all'anteprima di biutiful cauntri al Modernissimo

daniela ha detto...

@ ercolanese
capisco che vorresti bypassare il pc, però su cose molto simili a quelle di cui parli è aperta una interessante discussione bloggica
vedi, per es., qui e nei vari blog e post linkati

Ercolanese Ebbro ha detto...

Gentile Daniela
grazie per avermi fornito il link, molto interessante..in rete le questioni vengono trattate più diffusamente di quanto sembri, ma dall'idea, dalla discussione, dall'elaborazione di concetti, strutture mentali e argomentazioni è necessario passare ai fatti e alle persone reali.
La rete virtuale è una risorsa dal potenziale ancora inesplorato per certi versi e può davvero contribuire alla democraticità e alla diffusione del pensiero.
Con bypassare il pc intendevo dire andare oltre la dialettica virtuale per conoscersi, incontrarsi, discutere della realtà nella realtà fisica,con voce vibrante e occhi, quelli che un pc non può ancora riprodurre..e che personalmente, ove ve ne sia la possibilità, preferisco ancora di gran lunga :)
A presto

luca stamati ha detto...

Carissimo Marco
ho il piacere (mio) e il fastidio(vostro?) di comunicare che Pangea Blu ha aperto un nuovo blog.
si chiama "I forum di Pangea Blu" e si propone di dare un contributo all'Agorà dei blogger napoletani sui temi che riguardano napoli e i problemi spesso sollevati anche da te sul tuo blog.
come trovarlo?
basta cliccare su http://pangeablu.blogspot.com
proviamo a fare squadra almeno tra noi bloggers..che ne dite?
ps. intanto ti linko sul nostro blog :)