06 settembre, 2007

Pubbliche riforme e personali soddisfazioni


Ieri sono stato molto contento, soddisfatto per i risultati, presentati in pubblico dal ministro e oggi sui giornali (un po’ troppo in forma di spot), di un lavoro tecnico complesso che ho condiviso quale membro della commissione nazionale che ha elaborato le indicazioni (programmi si chiamavano un tempo) della nostra scuola dell’infanzia, della scuola primaria (elementare) e della scuola media. Arriveranno a ogni docente a scuola in forma di libretto. Chi vuole può leggere le indicazioni qui.
Ho dato e soprattutto ho imparato molto dai miei compagni di viaggio in questo lavoro. Ora è cassata l’epoca Moratti. E le nostre scuole hanno programmi seri e anche belli – anche a confronto con quelli degli altri paesi d’Europa e oltre. E innovativi. Perché per la prima volta stanno insieme i programmi dai 3 ai 14 anni, pur nelle distinzioni E una maestra elementare può vedere la continuità con le medie e con la scuola d’infanzia e viceversa. Perché sono stati scritti anche con il documento su competenze e saperi fino a 16 – nuovo obbligo – a cui pure ho lavorato (che potete trovare sul sito del Vice-Ministro Bastico). Perché la commissione che li ha scritti per la prima volta non sparisce ma accompagna, insieme alle scuole, per due anni, la loro prima applicazione, recependo modifiche e miglioramenti entro un processo partecipativo a cui ora dovremo lavorare. Perché sono stati costruiti traguardi e obiettivi chiari, con lessico comprensibile su cui le scuole possono lavorare senza intrusioni dall’alto per elaborare dei curricoli veri e funzionali per i ragazzi e i bambini.
Per me è stato il miglior frutto di trentadue anni di lavoro e riflessione nella scuola pubblica.

6 commenti:

franco cuomo ha detto...

Ti avevo scritto un commento lunghissimo, poi sono andato a controllare l'anteprima e chissà cosa diamine ho fatto si è cancellato tutto. Comunque nell'ordine: la scuola della Moratti era deprecabile, ma quella di Berlinguer o di De Mauro non erano migliori e questa di Fioroni poi non mi sembra questa grande novità. Il fatto è che i ministri considerano la scuola una rappresentazione dei governi che presiedono e invece non è così: Non si possono alternare riforme come balletti. La scuola dovrebbe agire su tempi lunghi, sedimentare, per questo ti invito a leggere un bellissimo saggio di Walter benjamin, scritto nel 1914, ma potentemente attuale, su come si dovrebbe fare una autentica riforma scolastica.Sto parlando di Metafisica della Gioventù edito da Einaudi nel 1982, le prime quaranta pagine e insieme a te lo dovrebbero leggere tutti: ministri, docenti, operatori della scuola.E' un piccolo grande capolavoro di riflessione su cambiamento, innovazione, educazione civica e sociale,comportamenti, formazione, cultura. Leggere per credere.Ciao.

lunanera ha detto...

lunanera ha detto...
Mi sono incuriosita quando ho visto il tuo nome nella commissione e sono venuta a farmi una passeggiata qui nel blog. Ad essere sincera, - a scuola ci stanno facendo studiare le Nuove Indicazioni - io ho delle perpelessità. Non tanto per "il cappello" Cultura scuola persona di impianto facilmente riconoscibile - Morin docet - e condivisibile, quanto per la parte più inerente alle aree disciplinari. In particolare, l'area linguistico espressiva non si discosta molto dall'impianto morattiano e la codifica in traguardi e obiettivi specifici francamente non dice nulla di nuovo. Mi sembra tutto più semplice. Debole è la parte relativa alla storia: come si può dire nella presentazione che "obiettivo della storia è comprendere è spiegare il passato dell'uomo, partendo dallo studio delle testimonianze e dei resti che il passato stesso ci ha lasciato" ???? Ma avete tenuto presente lo statuto epistemologico della disciplina?E poi: può mai essere "la complessità della storia lo sfondo ineludibile del curriculo"? io direi che è il territorio,se vuoi il mondo, se vuoi ancora il globale di cui tanto si parla nel cappello! Inoltre il fatto che preistoria e storia antica si facciano nella primaria e medievale, moderno, contemporaneo nella sec. di I gr. beh! francamente nn tiene conto che a ciascuna fascia scolare bisogna dare pur sempre concetti cognitivi globali.Per la geografia sembra che le cose siano migliori, ma anche lì si capisce poco l'applicazione dei contenuti. Il curriculo verticale è troppo rigido così...Sulla metodologia per il docente, mi sembra che non si spenda una parola, mi riferisco all'organizzazione delle ex unità di apprendimento con OSA e via dicendo...E poi la valutazione?
saluit
m.

Anonimo ha detto...

www.dsvico.blogspot.com

Anonimo ha detto...

rossi doria, se vuoi i commenti vedi un pò che cosa non funziona nel blog che li cancella o li censura?
la sorella di pandora

elettricista ha detto...

Grazie SdP, sono l'elettricista. Vediamo un po' cosa succede a fare un commento.

Anonimo ha detto...

SdP, grazie per la segnalazione, ma io non sono riuscito a trovare intoppi. Temo che dipenda da Blogger, la piattaforma. Comunque tenetemi informato, rispondo io. Come sapete il maestro non solo ha (da sempre) litigato con internet, ma ora è anche impegnato nel ripasso delle tabelline.
L'elettricista che si anonimizza per prova.