19 settembre, 2007

Concorrere con metodo democratico?


Fa bene Paul Ginsborg a dire che il movimento dei girotondi era stato troppo buono. Perché lo era stato. Cercava il dialogo appena dietro un po’ di conflitto. Certo, c’era Berlusconi al governo. Ci si metteva d’accordo per amor di patria. Qualche lista civica seria – a Firenze – l’ha fatta quel movimento. E’ stata strapazzata.
Adesso quasi tutte le nomenclature di partito attaccano la società in quanto tale, senza ombra di distinzioni. A difesa della politica così com’è. Il presidente del consiglio in testa. Brutta storia. Non c’è alcuna prudenza. Che sarebbe auspicabile. Bertinotti difende pure i 200 euro dati ai deputati per l’aumento della vita. Roba da matti. Prestando così il fianco al crescente delirio di Grillo, il nuovo diciannovista. Viene attaccato tutto quel che non è stato sotto il diretto controllo degli apparati di partito. E ciò fornisce benzina alla demagogia dall’altra parte. Siamo tra incudine e martello. E né l’una né l’altra cosa mi sembrano ispirate all’articolo 49 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.”
E Napolitano? Il presidente è troppo attempato per capire che l’esasperazione deriva in gran misura dalla incontenuta follia della politica di casta in questo decennio e, al contempo, è troppo sapiente per non annusare pericoli veri.
Ma ancora una volta esce dal solco delle sue competenze per commentare tutto in presa diretta. Troppa fretta. E perde un’occasione di autorevolezza. Che servirebbe. E che servirà.
Si deve rompere l’accerchiamento. Provare qualcosa che vada nella direzione del testo della Costituzione. Perciò ripeto quel che vado dicendo. Questa fase costituente del PD, per quanto non è come noi la volevamo, è forse l’ultima sponda per provare a mettere insieme l’idea costruttiva di politica e i cittadini, la rappresentanza e la effettiva spinta partecipativa. E su tale crinale Rosy Bindi tiene meglio.
Ma c’è bisogno di maggiore conflittualità verso la politica. In particolare in Campania. Subito. Perché noi viviamo la forma estrema di tutto questo.

Perciò voglio fare una battaglia aperta.
E presentarmi in un collegio contro De Mita o Sassolino, dove si possa esprimere in modo diretto, chiaro, evidente che ci sono due modi di intendere questo PD: uno è quello che sta davanti agli occhi e l’altro, difficile, è quello partecipativo, costitutivo di proposte per migliorare la vita quotidiana, apertamente agli antipodi di una politica fondata solo sul controllo di potere.
Candidarsi per dire questo, renderlo ancor più visibile. Oppure trarre le conseguenze della situazione e non presentarsi. Semplicemente.
Un po’ di radicalità ci vuole. Non si può essere troppo buoni, appunto.
Ma per quanto riguarda il domani temo che saremo davvero stretti tra due mali: una ulteriore sclerosi auto-referenziale dei partiti, che sempre più tradiscono la funzione che la Costituzione attribuisce loro e la crescita del populismo e dei caudillo di turno, quali che siano. In fondo Berlusconi lo abbiamo avuto. E non siamo certi di non riaverlo o di dover subire qualcos’altro. E sarà dura scegliere tra rincorrere gli apparati della casta e cercare di moderare le escandescenze populiste. Molto dura.

14 commenti:

Norberto Gallo ha detto...

Marco, alla fine lo so che si fa quel che si può... l'importante è salvare l'onore.
Per il momento, ti propongo il mio commento allo scioglimento del sangue di San Gennaro
http://www.napolionline.org/rubriche/warning/san-genna-futtetenne.html

fraba ha detto...

Occhio al correttore automatico di Word. Bassolino lo trasforma in Sassolino.
Bassolino come un sassolino che infastidisce i piedi di ogni napoletano? forse si.
Ma questo è OT.

Condivido in parte ciò che affermi. Dissento tuttavia sulla tua visione del PD e sulla tua adesione allo stesso.

Ti preferirei a capo di un movimento autonomo, fortemente motivato da concreti obiettivi e rafforzato da progetti amministrativi e politici veramente innovativi.

Certo, io sono uno ma forse la mia idea non è dissimilee da i tanti che ti circondano.
Pensaci.

Con stima.

franco ha detto...

E non ce la pigliamo tutti con Beppe Grillo con i guai che abbiamo!!!!!!!Prodi appunto fa il politico cosa avrebbe potuto dire in televisione che la classe politica è migliore degli italiani???Avete visto l'ultimo gioco di prestigio DS-FI: il GIP Forleo fa una figuraccia, perchè ora, come il coniglio dal cappello esce fuori che D'Alema come europarlamentare deve essere giudicato dalla corte europea. I DS come la Casa delle Libertà contro la magistratura. Io dico che D'Alema è peggiore di Craxi e il patto -neanche tanto segreto - tra le due forze politiche esiste e non da ora e si vede pure a livello locale, qui in Campania soprattutto .Con tutte queste vergogne pubbliche stiamo a criminalizzare Beppe Grillo che non è un capetto come dice Marco Rossi Doria, portando esempi vecchissimi che non possono più definire il fenomeno Grillo. Lui che gestisce un blog dovrebbe sapere cosa significa avere uno strumento che può dialogare con migliaia di persone e confrontare idee solo per il gusto di farlo in libertà.Quindi Grillo non è il capetto di nessuno ed è avvilente vedere che chi vuol far finta di fare politica seria prende le distanze da lui: Italia ultima provincia dell'impero. Io invece dico che tra poco saranno tutti distrutti da un gigantesco boato simile ad una risata e saranno distrutti attraversola messa a nudo del ridicolo delle loro pose seriose e della loro finta responsabilità in giacca e cravatta scura, ostentae nei talk show televisivi attraverso un linguaggio asettico e modulare:va bene per tutto e per tutti senza dire niente. I Meet up e le prossime liste civiche dimostreranno che la gente non ne può più dei parolai che fanno solo i cavoli loro e i loro interessi. La gente ha voglia di partecipare e lo fa con i mezzi che il proprio tempo gli mette a disposizione.E tutto questo ma non per fare un altro partito politico, ma semplicemente per ridare dignità ai discorsi veri contro l'informazione falsa di stampa e televisione. Io consiglio a tutti di togliersi la televisione come ho fatto, vi assicuro si comincia a pensare meglio e non mi sento un diciannovista.

elettricista ha detto...

@ fraba
Gli errori sono tra noi, ma word da queste parti non è una bella parola. Sassolino

Anonimo ha detto...

Il flop dell’ultimo Consiglio Comunale di Napoli è stato spunto per Mimmo Carratelli, su Repubblica Napoli, per ripensare com’era diverso lo spessore politico degli anni cinquanta. Quando in Consiglio sedevano i giganti. Gerardo Chiaromonte, Abdon Alinovi, Carlo Fermariello, Maurizo Valenzi. Questa era la sinistra che sapeva trasformare la Sala dei Baroni in una grande giostra equestre della politica. La tensione civile era al massimo. Quella sinistra premeva, incalzava, una squadra mai eguagliata, e uno dei suoi leader Carlo Fermariello, fu convinto dal regista Francesco Rosi ad interpretare se stesso nel film “Le mani sulla città”.
A Vico Equense, il Comune dove Fermariello è stato Sindaco, stanno per costruire, come qualcuno già lo definisce l'Aequamostro. E' l'albergo da 18.000 metri cubi che, come prevede l'accordo stipulato a luglio tra il Ministro Rutelli, la Regione Campania, la Provincia, il Comune di Vico e la società Sa.An, i proprietari del rudere di Alimuri, sulla costa tra Vico e Meta, hanno ottenuto di costruire in cambio della rinuncia ad opporsi, in sede giudiziaria, all'abbattimento dello scheletro in cemento armato. Dell’ Aequamostro l’Ulivo locale non ne parla, quasi certamente condividono la concessione di un trattamento favorevole alla società della moglie dell’assessore Andrea Cozzolino. Ebbene questo desolante quadro, fatto di silenzi e difese d’ufficio, evidenzia la pochezza, l’incoerenza, la presunzione e la qualità dei ceti dirigenti. La stagione dei grandi ideali, delle contrapposizioni nette, senza compromessi è finita da tempo a Napoli ma anche in tanti paesi compreso Vico Equense. Questi atteggiamenti non fanno certo bene alla sinistra e anche per questo c’è un rifiuto dei partiti e della politica. Purtroppo i giganti se ne sono andati, e il loro posto è occupato dai nani.

giovanna ha detto...

marco,

ma perchè invece di inseguire "il blocco" sul suo terreno (la sfida alle persone) non svolgi il tuo ruolo anche e sopratutto sui contenuti ?

Il PD campano cosa si propone per il sud e per la sua capitale ? Tra tante chiacchiere nessuno ha profferito verbo, ed è ben chiaro che in queste condizioni sono titolati a farlo. Occupano tutti gli spazi con quello che interessa loro (il controllo delle posizioni) senza alcun contenuto.

Perchè non diventi, tramite la lista Bindi, un "megafono" dell'agenda delle grandi tematiche che abbiamo faticosamente snocciolato in occasione delle ultime elezioni napoletane ? Quel che vale per Napoli vale per la Campania e per il sud.

La tua specificità si deve fondare e intercettare con il territorio e i suoi problemi, altrimenti a che servi tu e sopratutto la Bindi a questo stesso territorio (non oso pensare al PD) ?

Che agenda del PD campano per la:
criminalità e controllo del territorio fisico, umano ed economico
ambiente e rifiuti
cura e sviluppo
rapporto politica (istituzioni e rete derivata)/società


?????

non dimenticare che qui siamo all'abc dei diritti di cittadinanza, che molti portano essenzialmente il fardello dei propri doveri del contratto sociale e sono maledettamente soli come nella giungla (direi che oltre che post-industriali siamo al post-accademie, prendendo Vico come riferimento - difatti siamo allo smarrimento complessivo di un percorso di civiltà)

adrianocelentano ha detto...

maa me sembrerebbe tutto così semplice...le cose che dicevamo un anno fa ora hanno un'evidenza ancora più forte...quelli contro cui le dicevamo sono molto di più allo scoperto...e deboli...il crollo dell'impero appare sempre più evidente..
Solo che ci vorrebbe troppo tempo e troppo impegno, forse, rispetto alle prospettive e alle frette biografiche...se non tutto e subito, almeno qualcosa domani...
tornare sui propri passi, come dice - non scherzo - la canzone di celentano, sarebbe la strada più dritta...Se i tempi della politica si accorciano sulle nostre frette, siamo più simili a bassolino di quanto pensiamo o vogliamo far pensare...solo se pensiamo, ma penso di no, che siamo in un ciclo di felicità pubblica che nasce dalla e alimenta la felicità della presa di parola, possiamo vedere le cose e le scelte in altra luce...eravamo a un passo dall'exit, stiamo un'altra volta vicini alla voice e ancor dentro la felicità privata condita con un po' di etica e qualche allucco...questo riguarda anche, ovviamente, chi scrive. fermo estando che se uno come marcord (che carino: amarcord di marcord) andasse alla Politica, io ne sarei contento,perchè sarebbe uno dei pochi capacissimi di ascoltare - ma bast e far vederea, che palle quest'ascolto - di vedere cose che bladerunner. terrei a chi parlare, terrei, a parte la palla moralistica, uno che CAPISCE e se tenesse genio farebbe capire; avrei un politico di strada.
comunque, forse, per le primarie, nun tengo 'e spicci.

Luca ha detto...

Salve
sono un anonimo ragazzo di provincia nato nell'84,laureando in scienze politiche.
Condivido ciò che dice e soprattutto quando afferma con piglio che un pò di radicalismo ci vuole. In troppi si rifugiano, non si espongono eppure non vanno a votare, criticano tutta la casta come tanti amici sinistroidi ultima moda.
Invece no. Bisogna sporcarsi le mani. Provarci. Lo sa lei che parlo con coetanei che a 20 22 25 anni sono spenti, senza entusiasmo, quasi come avessero perso la speranza di cambiare.Mortificati dagli abusi di potere, dalle promesse, dalle parole e dalle illusioni. Tutti sanno che dovranno lasciare questa terra perchè lavoro non c'è. Mola se la prende con i parcheggiatori abusivi, per ripristinare la legalità: sa cosa è illegale e anticostituzionale?La mancanza di un lavoro, parola che non sento pronunciare da molto tempo. Capirei una battaglia simile in una città come reggio Emilia, dove una volta iscritti al collocamento si ricevono offerte di lavoro. Qui i collocamenti sono archivi infiniti di nomi che non hanno nessun senso.
In questo tempo cupo noto un lento logoramento degli animi, lo spegnimento dei sogni, l'aborto della capacità di astrazione sul proprio futuro. Sarà il frullatore mediatico con nuovi valori e modelli che si impongono prepotenti facendoci perdere di vista le cose vere.
Saranno i politici lontani anni luce, pare non esistano piu le mezze misure, del tipo "voto il meno peggio"...a cosa siamo ridotti.
Per Napoli ci vuole un cambiamento radicale. La classe dirigente in sella da 15 anni ha fatto tanto ma è stata sostanzialmente miope.Volutamente? Non so.Mi guardo in giro, e i problemi sono gli stessi ovunque. Da anni e si sono aggravati.Si moltiplicano le iniziative culturali estemporanee pagate profumatamente, credendo i cittadini come i bambini, bisognosi di un ciucciotto, per stare un pò zitti e magari godersi la meravigliosa Festa di Piedigrotta, iper pubblicizzata su tutti i giornali, inclusi quelli nazionali. Risultato? programmazione 4 mesi= tour operator zero= 4 carretti bianchi (tipici di chi arronza senza dipingerli per la fretta) di cui uno, il vesuvio si suicida dandosi fuoco..(questo è uno scoop).
Posso sognare un pò?E' anche lecito alla mia età.
Un sindaco e una squadra di assessori tutti under 30, laureati e plurilingue. Tasche vuote ma ricchi di fantasia, idee e voglia di fare. Perfetti sconosciuti della società civile, che applichino la teoria alla prassi, non robot da 110 e lode imbambolati.
La città sarebbe irriconoscibile.
Muterebbe pelle. Città giovane, colorata, svecchiata, moderna.
Vabbè magari nella prossima vita..per ora dobbiamo accontentarci del giovane Montemarano detto Mr 7000 preferenze...
Caro maestro
non perda l'entusiasmo e la voglia di lottare.

franco ha detto...

chissà chi è questo anonimo ds nostalgico di Fermariello di Vico Equense, anche se credo di aver indovinato. Forse farebbe meglio a tacere:tutti i giganti che lui rimpiange avevano piedi di argilla e lo scempio della Marina di Aequa è cominciato proprio con il "grande" Fermariello e il suo accordo sottobanco-ma neanche tanto- con Armando De Rosa. Quel qualcuno che lo ha definito Aequa mostro sono io e quel qualcuno è stato il primo-nel silenzio generale a denunciare l'accordo/affare. Non so a chi si riferisce a proposito di nani, certamente però lui a me è sempre sembrato una ballerina.

http://interfaceworld.splinder.com

Nazarin ha detto...

"E sarà dura scegliere tra rincorrere gli apparati della casta e cercare di moderare le escandescenze populiste. Molto dura".
La forbice è questa, ma non credo sia così ardua la scelta.
Adoro Grillo come comico, e ne depreco la deriva populista e demagogica. Ma non è questo il punto. La vera antipolitica non è quella dei grillini, ma quella dei poteri forti che hanno solo da guadagnare da un indebolimento dei partiti e della politica tradizionale. La politica è fondamentale, è una diga contro la straripante invadenza dei poteri non democratici. Non è Grillo il nemico della politica, ma proprio la Casta di cui si parla tanto (e a buona ragione) ultimamente. Perchè allontana la gente dalla politica, crea diffidenza verso chi la pratica, provoca disillusione e disfattismo. Quanto di meglio per i poteri sopracitati. Per me la battaglia dei grillini è condotta male e in modo demagogico, ma la struttura e la natura dei nostri apparati di partito è davvero un problema, e qui a Napoli lo sappiamo meglio che altrove. Il problema della Casta c'è, ma la soluzione deve essere politica. In questo senso Decidiamo Insieme si è mossa prima e meglio dei grillini, e di questo credo ci si possa pavoneggiare un pò. Ma giusto un pò, visti i risultati deludenti.

Anonimo ha detto...

Non vedo nessuna deriva populista.
La demagogia è la parola più spesa dopo il v day per screditare l'evento agli occhi di chi si ciba solo di televisione.
Battaglia condotta male?225 GRUPPI di ragazzi in Italia, i meetup: una rete formidabile che raccoglie 350.000 firme? Grillo fa da cassa di risonanza,tutto qui. Le proposte, le segnalazioni, le denunce arrivano dai cittadini. Le provocazioni, le esternazioni seguite da "italianiii", sono divertentessime. Molto meglio Grillo che le dichiarazioni spiattellate dei politici doppio petto sul tg1 delle 13.30.

Anonimo ha detto...

In riferimento all'intervento di "nazarin" che riprende una posizione di Grillo secondo cui sarebbe la "casta" a fare antipolitica non lui. Io penso invece che la casta faccia politica, antipopolare, corrotta,ecc., ma politica. Chi li accusa, se chiarisce questi politici, questi partiti, questa casta, vanno cacciati, fa politica. Se, invece, attacca i partiti in generale, faccia pericolosa antipolitica.

Nazarin ha detto...

Per la precisione, non ho scritto che la "Casta" fa antipolitica, ma che con i suoi intollerabili eccessi la provoca, esacerbando gli animi dei già esasperati cittadini. Ho detto invece che sono i poteri forti la vera antipolitica.
Solo per amore di chiarezza

Anonimo ha detto...

Certamente la "casta" in termini molto generali è causa sia della sua politica che delle reazioni che suscita, positive o negative che siano. Io però sono per un'attribuizione più puntuale e precisa delle cause. Perciò ritengo che la "casta" sia causa diretta della sua politica; che Grillo sia causa diretta di posizioni antipolitiche con i suoi attacchi ai partiti in generale; che altri, eventualmente, saranno causa diretta di risposte giuste ed efficaci alla politica della "casta". Indirettamente la "casta" è causa di tutto ciò, ma le cause dirette sono diverse, e l'attribuizione corretta delle cause dirette e quindi delle specifiche responsabilità non è obiettivo da trascurare.