18 marzo, 2006

Cinema dopo cinema

Abbiamo riempito anche il Modernissimo. Abbiamo altri duecento soci. Abbiamo parlato di politica con metodo: non si vedeva a Napoli da molto tempo. E' stata una giornata faticosa per tutti. Ma è stato un altro bel sabato. Di entusiasmo, discussione e confronto. Ce ne vorranno ancora e ce ne sarà l'occasione. Già dalla settimana prossima quando apriremo altre sedi nelle municipalità.
Adesso però ho bisogno di godermi questa serata con gli amici al bar. Buona domenica.

46 commenti:

oric ha detto...

18/03/2006
finalmente partecipo all'assemblea indetta dal movimento "decidiamo insieme"
bellissima ,interventi magari brevi, ma motivati,convinti.
il candidato a sindaco è stato perfetto....
Quindi tutto bene, però.. ad essere un pò pignoli .....
non ho capito perchè gli iscritti nella giornata di oggi non hanno potuto partecipare alla seconda parte della riunione.
certamente mi si risponderà che gli ultimi iscritti non avevano avuto il tempo di leggere il documento preparato 72 ore prima.
a me è sembrato che anche i "vecchi" iscritti non l'avevano letto 72 ore prima , forse mi sbaglio.
Ovviamente, quello che mi preme di più e che si riesca ad evitare una eccessiva burocratizzazione .
di finte regole democratiche penso che ne abbiamo piene le tasche un pò tutti.
se la nostra forza è nella diversità, ebbene che questa sia manifesta sia nella sostanza sia nella forma

Anonimo ha detto...

E' stato bello incontrare, conoscere e vedere tante persone.
Perche' non facciamo in modo da far crescere le persone e far conoscere meglio le cose che si vogliono fare,
magari autotassandoci, con degli appuntamente ogni 2 settimana.

C'erano persone che non essendo soci non sono entrate.

Ci voglio dei momenti per decidere con i soci e dei momenti in cui i soci possano invitare altre persone... a conoscere le nostre waves

Ho notato un paio di persone che ci sono venute a studiare... facciamo gia' scuola ;)

Sarebbe bello programmare incontri in posti aperti come i parchi, al centro e in periferia (capodimonte, camaldoli, floridiana, etc.)
Certo ci sono delle difficolta' organizzative, ma a partire dall'uso di un vecchio megafono e un po' di partecipazione collettiva si potrebbero fare delle cose interessanti.

Si sono fatte cose importanti oggi... restano ancora da fare tante cose...
miglioriamo ancora la comunicazione sia interna che esterna.

by
ACG

Anonimo ha detto...

Caro Marco,
sono venuto all'assemblea, dove ho scelto di ascoltare, senza intervenire. La discussione in mattinata è andata avanti ancora con troppa insistenza sul "com'è-bello-trovarci-a-decidere-insieme", cosa che ha fatto perdere un mucchio di tempo, sottratto alla maggiore partecipazione. Tuttavia alcuni hanno lodevolmente portato proposte sintetiche e suggestive.
Tu mi sei sembrato molto persuasivo, ma ancora poco propositivo. Al momento del rinvio al pomeriggio non ho sentito alcun cenno alla chiusura alle 17,00. Ciò ha provocato l'andamento poco corretto ed ordinato del pomeriggio. Occorreva predisporre l'articolazione della discussione in modo da non comprimere la votazione negli ultimi minuti secondi, con il risultato che la stessa è stata molto deludente nel modo e nel merito.
Non ho condiviso il pacchetto precostruito dei candidati al comitato d'indirizzo, votati tutti insieme, perché si è caduti nella stessa procedura che lamentiamo nei partiti. Non ho condiviso la formulazione delle opzioni, sulle quali una più approfondita riflessione sul 'funzionamento' effettivo di ciascuna proposta avrebbe dovuto produrre, già in sede di stesura, le correzioni necessarie. Ho votato la seconda opzione, come molti, perché era quella che rinviava al comitato e non alle liste le relative scelte. Gli spiragli alternativi, pur secondo me necessari, non hanno trovato né tempo né modo di manifestarsi.
La mia raccomandazione è che la prossima assemblea ridiscuta l'aspetto politico della questione, perché - pur confermando la necessità di una scelta di orientamento non ambigua - si lasci tuttavia lo spazio necessario ad un dialogo, e persino ad una convergenza che, nell'amministrazione cittadina, va comunque cercata. Altrimenti la stessa intenzione di fare politica cittadina riesce incomprensibile. Non si vede perché accettare, e cercare di superare le innumerevoli differenze che ci sono tra noi e rifiutarsi invece di fare altrettanto con le differenze che ci separano dagli altri gruppi. Per rispondere a distanza al consigliere Oliviero, non si tratta di fare tattica, si tratta ancora e sempre di fare politica.
Infine, vorrei sottolineare che l'assemblea, così gestita, non è altro che un momento di ratifica di orientamenti e decisioni già prese, e ciò non va bene né come inizio né come prosieguo. Dall'assemblea molti di noi sono ritornati perciò perplessi e scontenti; proprio il contrario di ciò che avrebbe dovuto essere.
Speriamo meglio in futuro.

GP

NeoITC ha detto...

Propongo di creare un tavolo tematico, mi scuso se c'e' e non l'ho trovato e/o visto, per lo sviluppo della societa' dell'informazione.

Noi che ci occupiamo per mestiere o passione di nuove tecnologie potremmo fare la nostra parte! ;)

Visto il tema si potrebbe organizzare un tavolo virtuale (a partire da una chat) lasciando traccia scritta degli incontri di lavoro...

Visti i costi il nuovo Comune di Napoli potrebbe dotarsi o farsi promotore di una rete Wifi con accesso gratuito o con un costo basso per far sviluppare la diffusione di internet dal centro alle periferie.

In alcuni paesi vesuviani sta crescendo un servizio wifi che con pochi euro al mese (8 euro per la precisione / quindi dando guadagno anche alle imprese) si puo' stare sempre collegati. Le tecnologie ci sono e' mancata fino a ora la volonta' e la sensibilita' di chi ci ha governato...

Questo voleva essere un primo argomento messo su questo tavolo virtuale.

Chi vuol partecipare?

la mia email neoitc@email.it

Nazarin ha detto...

Ho vissuto con interesse ed entusiasmo la giornata di oggi; l'intervento di Rossi Doria, in particolare quando ha toccato la questione "sicurezza e opportunità", mi ha addirittura strappato applausi a scena aperta. Finchè all'improvviso, gelandomi, ha citato Giuliani, il sindaco sceriffo di New York. Per quanto le sue politiche siano state indubbiamente più complesse e articolate di come vengono raccontate, credo che in nessun modo possano essere portate ad esempio. Innanzitutto perchè i risultati reali non sono quelli millantati: numeri alla mano, la diminuizione dei reati c'è stata, ma seguendo la progressione già in atto da prima della sua "tolleranza zero". Niente di eccezionale anche sul campo dei risultati, dunque. E poi c'è dell'altro. Non ho alcun problema a parlare di "repressione". Ho sempre vissuto male la difficoltà, negli ambienti di sinistra, a pronunciare questa parola. Anzi, bastavano le iniziali, REP..., e giù una sassaiola di insulti e accuse di fascismo, sia che io volessi dire "repressione", o magari "repubblica" o più semplicemente "repulsione". Niente buonismi, ci vuole anche la repressione. Ma chi e cosa reprimere? Giuliani ha scaricato tutta la sua virulenza e voglia di legalità soprattutto sui "pesci piccoli", in barba a tutte le conquiste della cultura risocializzante moderna. Onestamente non credo si senta il bisogno di simili modelli, abbiamo le leggi e le idee per costruire un modello di intervento alternativo, che non abbia timore di usare la forza, ma che sappia distinguere tra la criminalità organizzata e le sue conseguenze, fatte di tanti soggetti che oltre che complici sono anche vittime del sistema di potere camorristico, come e più di noi. Soggetti verso i quali, e Rossi Doria in questo senso detta legge, un intervento risocializzante è certamente più utile e, consentitemelo, etico di uno meramente repressivo.

Anonimo ha detto...

Giuseppe Cocorullo

Molta gente, entusiasmo, voglia di partecipare.
Qualche problema nella seconda parte della giornata,
quella dedicata all’approvazione del documento programmatico.
Probabilmente un’erronea stima del tempo occorrente
per discutere il documento e una sottovalutazione della grande voglia che c’e’ di “decidere insieme” e per davvero, hanno creato un po’ di scontento. Poco male, un errore, suppongo legato all’inesperienza, che, sono sicuro, non si ripeterà più.

Pochi giovani, ha osservato Rossi Doria. E’ scoraggiante.
Chi oggi ha fra i venti ed i trent’anni ha conosciuto solo
il peggio della politica: quella della Milano da bere o dei
furbetti del quartierino. Sarà difficile vincerne la diffidenza.
Ma Rossi Doria può farcela, ha le qualità che servono
per guadagnarne la fiducia.

daniele coppin ha detto...

Un'altra bella giornata, anche perchè, stavolta, c'è stato ancor più confronto rispetto all'incontro del Filangieri e sono venute fuori idee, punti di vista, anche contrasti, indispensabili quando si vuol crescere. Ma, in particolar modo, è stato liberatorio sentire cadere certi tabù cari agli apparati di quella sinistra con la qale siamo costretti a conforntarci dopo averne fatto parte. Mi riferisco in particolare al pragmatismo di Marco Rossi Doria a proposito del tema della sicurezza, all'abbinamento tra necessità di costruire occasioni e l'inevitabile repressione della macro e microcriminalità. E' vero che a volta i microdelinquenti sono vittime della camorra ma l'impressione è che, spesso, la microcriminalità agisce indipendentemente dalla camorra, imitandone i metodi ma quasi per uno spirito d'emulazione, nella convinzione che quelli siano i comportamenti giusti per ottenere rispetto e considerazione nel quartiere, tra gli amici, in famiglia. Ecco perchè credo che il riferimento a Rudolph Giuliani, sulla cui opera non ho elementi sufficienti per esprimere giudizi, è comunque importante anche come segnale verso un pragmatismo che la sinistra ha troppe volte evitato preferendo atteggiamenti dogmatici più consoni ad un apparato ecclesiastico che ad una forza di sinistra. Avanti così, con un sano pregmatismo eticamente sostenuto per risolvere gli altri problemi di Napoli e non solo la sicurezza.

Anonimo ha detto...

Senza dubbio una bellissima assemblea, ma..si sono viste facce di vecchie volpi della politica il cui contributo è importante per la loro esperienza ma che, mi sembra tendano a portare dentro una mentalità da partito. Napoli non ha bisogno di un nuovo partito. decidiamo insiem e deve essere un movimento con la sua freschezza e la sua spontaneità. Altrimenti tutto diventa inutile.

Marcella M. ha detto...

Bellissima mattinata quello del 18 marzo 2006. Bravissimo Marco, attraente e piacevole la sua dialettica, interessanti i contenuti. E' stato un piacere ascoltarlo.

E' vero ci vogliono più Giovani e più esponenti della periferia. Bisogna inventare nuovi strumenti comunicativi per attirarli, per comunicare con questa target audience che poco legge i giornali e poco sa di quello che succede a Napoli. Pensiamo anche ad un evento mondano o sportivo per far conoscere Marco. Sono sicura che piacerà anche a loro.

Marcella (27 anni)

Leonardo Lasala ha detto...

L'incontro di ieri è stato importante. Le idee sono determinanti ma guardare negli occhi le persone che condividono il progetto è ancor più importante.

Non conoscevo Marco Rossi Doria, ma ieri ha trovato conferma un'idea che mi ero fatto leggendo giornali ed analizzando con attenzione la sua candidatura: è una persona onesta che rischia in proprio e rischia tanto.

Napoli è così sfiduciata che basta un secondo per passare da un cieco ottimismo ad un "raffreddamento" degli entusiasmi. Proprio per questo motivo...stimo Marco Rossi Doria, perchè ha messo la sua faccia quale garanzia di onestà intellettuale di un progetto.

Marco non ha parlato per metafore: è stato molto chiaro. Non ha lanciato facili slogan cattura appeal, ma ha citato dati, problemi e numeri.

A questo punto, tocca davvero a noi. A questo punto dobbiamo confermare che sappiamo andare oltre l'entusiasmo iniziale di ogni iniziativa.

La prima cosa da fare è darsi una organizzazione per municipalità. Io appartengo al Vomero-Arenella e non vi nascondo che stamattina ho sondato la disponibilità di associazioni "libere" fronte strada, site nel quartiere, disponibili a divenire un punto di incontro per i sostenitori di Marco. Non ho avuto ancor risposte chiare ma...non demorderò così facilmente.

Il secondo aspetto è creare un coordinamento tra i vari tavoli, in maniera tale da aggregare idee e progetti comuni. Fare tanti tavoli non è necessariamente un bene. Alcuni possono essere accorpati con delle sotto-sezioni. In questo modo è possibile davvero dare un corpo unico alle municipalità e dunque alla città.

Non ho un sufficiente bacino elettorale alle spalle (vista la relativamente giovane età)per calamitare le attenzioni del quartiere ma....sono abituato a non demordere e credo ciecamente nei frutti di una organizzazione capillare. Mi piacerebbe entrare in contatto con tutti i sostenitori di Marco della zona Vomero-Arenella (la mia e-mail è leonardolasala@virgilio.it) al fine di creare un tam tam di grande rilevanza. Tanti associati significano tante piccole quote e dunque INDIPENDENZA. Meglio 1 milione di piccole quote che 100 grandi quote: solo così possiamo dirci davvero liberi.

Come diceva un famoso slogan televisivo: basta poco che ce vo?

Leonardo Lasala
leonardolasala@virgilio.it

Anonimo ha detto...

Chissà quando si riuscirà a capire quali sono gli elementi si frattura con quello che si e' sempre fatto in questa città.
Si 'e parlato di tolleranza zero ? Come vorrei "leggerne" in dettaglio. Certo che studi diversi hanno negato quelunque influeza di quella teoria e pratica della finestra rotta con la diminuzione dei crimini. Vabbe', inutile ritornarci, internet e' strapiena di documenti dai quali si piò apprendere tutto soprattutto la morale che sta dietro questi documenti. Anzi le morali. Quella di destra che e' solo di natura nazi-fascista rivolta alla punizione, all'eliminazione, all'esclusione, quella di sinistra che e' tutta spiaccicata sul sociale, sull'educazione, sull filosofico, sul siamo tutti uguali e volemose bene cosi.
Vogliamo uscire da queste stucchevoli e stupide ideologie ?
Qui si deve spezzare la catena di corruzione e menefreghismo ambientale che va dal micro-mini-grosso delinquente passando dal pubblico ufficiale che ha l'obbligo di impedire il reato al magistrato che ha l'obbligo di punire non solo il colpevole ma anche chi omette atti di ufficio.
Non si puo piu tollerare la catena di omertà che non e' quella del cittadino che non denuncia perche' non puo diventare vittima (insieme ai suoi familiari)dei parenti dell'accusato se non dell'accusato stesso. Non so davvero chi avrà la forza e la capacità di cambiare questo andazzo quando son le stesse classi dirigenti (e non mi riferisco ai partiti) che sono omertose.
Io speriamo che me la cavo.

barbara palmieri ha detto...

caro marco al di la delle valutazioni positive sulla giornata di sabato ti ringrazio per avermi fatto sentire dopo tanto tempo di nuovo a casa

Anonimo ha detto...

Abbiamo partecipato con entusiasmo all'assemblea di ieri, ma esprimiamo perplessità sulla modalità di votazione sia per gli emendamenti che per il comitato di indirizzo. E' vero, il tempo era poco ed era necessario dare una prima struttura all'associazione, ma ci auspichiamo che nella prossima assemblea si possa con maggior chiarezza e serenità avere il tempo necessario per confrontarci. A tale proposito vorremmo sapere se il Comitato di Indirizzo verrà rieletto alla prossima assemblea.
Come è stato sottolineato, siamo un movimento di persone diverse tra loro ma ci sembra importante nella nostra diversità non perdere di vista l'obiettivo che ci ha riunito: Marco Rossi Doria sindaco di Napoli e cambiare modo di fare politica.
Buon lavoro a tutti noi,
Fabia Bellofatto e Rosamaria Boscaino

mario mastrocecco ha detto...

da oggi userò il mio nome, lasciando, con un po' di dispiacere, lo pseudonimo siloniano "pietro spina" ad altri usi... credo che sia giusto e utile lasciarmi individuare facilmente dai membri dell'associazione di cui faccio parte (tra parentesi: potremmo usare il termine "associati" anzichè "soci" che fa pensare più ad una S.r.l. che ad un gruppo politico?).

ho ascoltato anch'io attentamente Rossi Doria, specie sulla sicurezza e devo dire che anch'io come Nazarin sono rimasto positivamente colpito, anche perchè quello che ha detto corrisponde in gran parte a ciò che abbiamo scritto sulla prima bozza di documento del tavolo "sicurezza e oppotunità".
però anch'io non condivido il richiamo a Giuliani. Io stesso ho usato il termine repressione nella bozza di cui ho parlato e non ho nessuna difficoltà a ripeterlo. in un precedente incontro con Rossi DOria ho parlato di recupero da parte dello stato del monopolio della violenza, che è il presupposto delle convivenza civile e della democrazia.
però davvero non c'è motivo di richiamare l'"amaro" Giuliani. Nè per i risultati, che come dicevano altri non sono nè eccezionali nè esclusivi di quel metodo (invito tutti ad informarsi sul punto), nè tantomeno, per il significato simbolico.Ma perchè mai credete che Giuliani sia diventato famoso per l'uso della forza anzichè per le sue politiche di recupero (che pure ci sono state)? Credete anche voi, come il nostro presidente del consiglio, che sia tutta colpa del complotto massonico-comunista che domina il mondo dell'infomrazione mondiale? oppure pensate che siamo noi malfidati catto-comunisti che subito gettiamo discredito su chi usa gli scapaccioni per riprendere i discoli? La realtà è che Giuliani è un simbolo della destra mondiale perchè ha voluto esserlo, perchè ha voluto fare dell'uso esibito della violenza il tratto distintivo della destra che governa, della destra dello stato forte e dell'uomo forte, che protegge i valori sacri "dio -patria-famiglia" con il giusto braccio della forza. Che in Italia si traduce con la retorica stile ventennio della difesa della nostra gente, dei nostri valori, l'aratro che traccia il solco e la spada che lo difende, spezzeremo le reni alla criminalità...
Allora si può discutere dell'efficacia dei metodi usati e anche provare ad esportare alcune idee se può essere utile, ma perchè riferirsi ad una linea politica così distante dalla democrazia partecipativa e farlo così a cuor leggero? Se la volontà era quella di dare un segnale ad una certa parte della sinistra che rabbrividisce davanti alle parole come "rep..ressione", sarebbe stato meglio limitarsi a pronunciare quella parola senza ambiguità. Sul punto dissento anche da Coppin, con cui pure ci siamo trovati d'accordo su altre cose importanti. Se abbiamo bisogno della repressione non dobbiamo avere problemi a dirlo (io stesso ho scritto che si può pensare anche all'uso dell'esercito), ma non abbiamo certo bisogno della retorica della repressione. Per cui non abbiamo bisogno nemmeno dei simboli della destra.

Nazarin ha detto...

Caro Mario ex-Spina, vedo con piacere che cambiano i forum ma non cambia la lunghezza dei tuoi interventi! Scherzo, e condivido pienamente quanto hai scritto. Non abbiamo bisogno della retorica della repressione e abbiamo altri modelli culturali cui poter fare riferimento. Anche in questo caso l'associazione ha la possibilità e, a mio avviso, il dovere di porsi come alternativa a destra e sinistra anche da un punto di vista culturale, senza quelle ambiguità tipiche di chi non può farsi sfuggire un certo tipo di elettorato.
Leonardo, anch'io sono al vomero, ma da appena un mese e non posso offrire alcun contributo in termini di "contatti". Ma possiamo ragionare insieme sulla costruzione del gruppo. Magari ti contatterò sulla mail personale. Saluti

Anonimo ha detto...

Mi chiamo Bruno Caccioppoli, e scrivo il mio secondo commento alla assemblea del Modernissimo. Napoli ha avuto due momenti importanti nel 75 con Valenzi e nel 93 con Bassolino. Perchè si è trattato di brevi periodi che hanno portato solo cambiamenti di facciata e temporanei ? Bisogna interrogarsi su questo e la questione non si può esaurire in un breve commento. Dico solo che la città ha bisogno di una scossa forte, intensa che coinvolga un numero di cittadini enorme. Se è possibile riassumere in un o slogan il mio pensiero affermo che Napoli non ha bisogno di un altro Rinascimento ( periodo incasinato in cui napoli non contava niente ) ma di un nuovo duraturo ILLUMINISMO. Dobbiamo prendere la città e "scotoliarla", farla uscire dalla rassegnazione in cui è precipitata grazie al governo della democristiana Iervolino.
N.B. Propongo, tra il serio ed il faceto, che i soci si chiamino come durante la rivoluzione francese e napoletana : CITTADINI

Anonimo ha detto...

Nessuno vuole fare la retorica sulla repressione, ma mi sembra oltremodo sconcertante che un maestro di strada, come ama farsi chiamare MRD, che per tanti anni ha avuto a sua disposizione sostanziose risorse che gli hanno permesso di avvalersi della collaborazione di famosi nomi della Federico II e di altre università italiane e straniere, chiamati a trovare con lui risposte sulla dispersione scolastica, sul disagio giovanile e sulle strategie intese alla prevenzione ed al recupero dei drop-out, abbia come suo modello ideale lo sceriffo sindaco Giuliani e non sappia andare oltre la repressione e la sanzione.
L'unica cosa certa è che quest'amministrazione iervolino- bassolino spende proprio male i soldi pubblici.

Anonimo ha detto...

ieri a roma c'era la manifestazione per la pace.
certo non tutte le forze dalla sinistra avevano aderito, e certo "decidere insieme" non è un partito di sinistra ma un'associazione della società civile, certo...
immagino anche che scegliere una data per "decidere insieme" non sia cosa facile.
d'altro canto per chi ha ritenuto importante essere a roma, ieri si è trattato di scegliere.
caro marco, forse ci si poteva pensare, forse c'avevi pensato?

chiara

Nazarin ha detto...

Ho trovato anch'io infelice il riferimento a Giuliani, e l'ho scritto immediatamente. Detto questo, credo Rossi Doria volesse segnalare la necessità di non essere ideologici nella valutazione degli interventi concreti, prendendo di buono dove c'è da prenderne. Personalmente, credo che l'unica cosa buona sull'argomento "sicurezza" che si può imparare dalle destre, è la centralità che danno al problema. Per il resto...
Sono comunque persuaso che Rossi Doria abbia argomenti ben più solidi della mera repressione, e che la sua esperienza nel sociale gli abbia fornito una visuale abbastanza completa su pregi e limiti dell'intervento risocializzante.

Anonimo ha detto...

Dopo l'evento del Filangieri ho partecipato a numerosi Tavoli. Essi servivano per definire le linee programmatiche da presentare nella imminente assemblea. Era stato anche detto che un incaricato per ciascun tavolo avrebbe provveduto a stilare un documento di sintesi delle proposte e delle idee.

Gia' in quella fase avevo chiesto che ogni documento di sintesi fosse sottoposto all'approvazione del relativo tavolo, cosa che non ho visto.

Mi lasciava inoltre perplesso il punto riguardante l'elezione del Comitato di Indirizzo.
La e-mail diceva che bisognava presentare liste di almeno 12 persone due giorni prima, quando poi in gran parte gli iscritti non si conoscono tra di loro. Era logico prevedere che si sarebbe creata una condizione di vantaggio per coloro i quali si conoscevano gia' (tanto da poter presentare una lista di 12 nomi) nei confronti delle tante persone isolate e che necessitavano preliminarmente di incontrarsi e conoscersi, per poi formare liste.

Sono quindi rimasto di stucco quando all'inzio dell'asseblea del 18/3 ho visto che dei famosi documenti di sintesi non vi era traccia, mentre per il Comitato di Indirizzo veniva presentata una unica lista di 63 persone, sconosciute ai piu'.
Una unica lista da votare in blocco, per un organo fondamentale e per una durata in carica di due anni ! E se tra di loro c'e' qualcuno che proprio non ci piace, come facciamo a evitarlo ?

La cosa logica invece sarebbe stata quella di far prima conoscere tra loro gli associati, chiedendo poi a chi volesse candidarsi di illustrare quali idee volesse portare avanti, permettendo e sollecitando le candidature nel corso dell'assemblea, e non bloccandole due giorni prima, (secondo un regolamento deciso poi da chi ?). Permettendo inoltre di fare domande ai candidati per conoscerne gli orientamenti e la persona.

Mancando tutto cio', un Comitato di Indirizzo votato cosi' (senza dare tempo per approfondimenti perche' bisognava abbandonare la sala), puo' essere considerato solo una soluzione temporanea, per l'emergenza-elezioni. Necessitava quindi deliberare di ripetere la procedura elettiva in modo corretto subito dopo le elezioni comunali, a emergenza finita, senza trascurare nessuna garanzia democratica.

Questo e' quanto ho detto nel mio intervento ed ho poi scritto in una mozione regolarmente firmata da 5 persone e consegnata alla Presidenza. (testo della mozione: "IL COMITATO DI INDIRIZZO ANDRA' RICONFERMATO O INTEGRATO NELLA ASSEMBLEA DA CONVOCARSI SUBITO DOPO LE ELEZIONI COMUNALI, DANDO MODO AI SOCI DI CONOSCERSI TRA LORO E CREANDO UN ELENCO DELLE PROPOSTE DI CIASCUNO")

Dopo un certo tempo e' stato letto un emendamento al documento di Linee Programmatiche che sembrava una storpiatura della mia mozione: si chiedeva tra l'altro la ripetizione delle votazioni del Comitato durante la prossima assemblea . Si e' fattto notare che questo non riguardava le linee programmatiche e non lo si e' votato.
Mi sono incuriosito ed ho chiesto al moderatore di mostrarmi l'emendamento con le firme dei presentatori, ma ne ho avuto un rifiuto.

La mia mozione non e' stata mai letta.
Alla fine ho chiesto alla presidente che fine avesse fatto, e lei mi ha risposto sorridendo "Si e' persa nel nulla".
Sono poi stato avvicinato da una persona prossima al tavolo di presidenza che mi ha detto che nella lista ci sono tutti quelli che si sono impegnati maggiormente nei Tavoli e tutti quelli che hanno chiesto di candidarsi (in tutti i Tavoli cui ho partecipato non ho mai sentito nulla del genere). Comunque ha detto di non preoccuparmi, perche' la votazione sara' ripetuta come da me richiesto. Ma se la mia mozione non e' stata messa ai voti, chi e' che decide una cosa del genere ?
"E' questo il Decidiamo Insieme ?" possono pensare le varie persone disorientate.
Questo sospetto e' l'unica cosa che non possiamo permetterci e l'unica cosa che non ci verrebbe perdonata.

Giancarlo Caputi info@capmansrl.it

edvige nastri ha detto...

Allora, se ho capito bene, si può
ammettere la parola "repressione", ma non il riferimento a Giuliani (perchè simbolicamente rappresenta la destra).
E sia.
A questo punto però sarebbe bene spiegare come si intende esercitare la repressione senza fare male a nessuno? A tutti piacerebbe un mondo dove non ci fosse bisogno di ricorrere alla repressione, ma credo che tutti conveniamo che non si tratta del nostro mondo. Credo che tutti conveniamo nel ritenere che c'è sempre qualcuno che trasgredisce alle regole, e che spesso lo fa a discapito dei più deboli.Forse nessuno di voi ha ancora figli a rischio di violenza e dunque non si pone il problema.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate di Cofferati che, pur di far rispettare le regole, ha messo a rischio la sua stessa maggioranza
(proprio contro Rifondazione).
Io credo che il bisogno di rispetto della legalità a Napoli sia un'urgenza primaria e pazienza se "legalità" e "repressione" sono parole che evocano i demoni della destra.
Del resto Marco, ponendosi al di fuori dei partiti, avrà il vantaggio di poter utilizzare parole care ad entrambi gli schieramenti.
Quindi io direi di fare uno sforzo e di concentrarci tutti nel sostenere Rossi-Doria, concedendogli ogni tanto il margine di qualche errore, con la consapevolezza che non potrà mai rappresentare al cento per cento il pensiero di ognuno di noi(altrimenti dovremmo avere tutti il coraggio di candidarci a sindaco) e che ci sarà sempre qualcosa su cui noi non saremo daccordo e su cui, come il riferimento a Giuliani, se me lo consentite, si può anche sorvolare.
E non parliamo di questioni di principio perchè è per questioni di principio se Bagnoli non parte da 10 anni.

e.r. ha detto...

Per Chiara,
sapevamo della manifestazione a Roma e infatti da subito è circolato un documento di adesione alla giornata contro la guerra. Ha raccolto moltissime firme ed è stato votato all'unanimità.

Nazarin ha detto...

La carica semantica del termine "repressione" è piuttosto ampia; reprimere cosa, e come? Il modello di Giuliani io lo considero negativamente, e non perchè "di destra". Detto questo, ribadisco che non ho apprezzato il riferimento allo sceriffo ma che ciò nulla toglie alla mia adesione al programma di Rossi Doria, di cui tra l'altro ho invece ampiamente condiviso l'atteggiamento rispetto al problema sicurezza sia incontrandolo all'apposito tavolo di lavoro, sia nell'intervento di ieri. Sono perfettamente d'accordo che per essere produttivi si debba cercare di andare oltre le nostre differenze e lavorare assieme; trovo però utile confrontarsi sulle diverse posizioni.
Su Cofferati, la mia conoscenza dell'argomento è parziale; tendenzialmente, ritengo che per pretendere il rispetto della legge, sia necessario creare anche per i soggetti devianti o marginali un'alternativa reale al sistema criminale di cui in qualche modo fanno parte. Ma il discorso è complesso, e così rischiamo di arroccarci sulle nostre posizioni. Vediamoci al tavolo su sicurezza e opportunità!

Anonimo ha detto...

Mettiamola pure così... per repressione va bene intendere che se beccano un rapinatore lo arrestano e lo 'reprimono' per almeno il minimo della pena senza sconti e senza condizionali?
E se uno passa con il rosso, lo fermano, gli tolgono i punti dalla patente e la volta dopo gliela ritirano senza complimenti?
E se i ragazzini vanno in due sul motorino senza casco gli ritirano il motorino, chiamano i genitori, ecc. ecc.?
Ecco, se lo fanno sempre e per chiunque è qualcosa di simile al modello Giuliani. Non mi scandalizzo di pensare che a Napoli mi farebbe piacere vedere che accade...

Anonimo ha detto...

No, il modello Giuliani è qualcosa di diverso, ma usciamo da questo riferimento e andiamo ai fatti. Questo degli sconti e delle condizionali, perdonami sta diventando un luogo comune. Le misure alternative alla detenzione sono una conquista di civiltà; semmai, si deve lavorare per costituire organi di controllo che le rendano effettive e utili allo scopo per cui sono nate. Se invece si pensa di barattare la sicurezza delle nostre strade con un'involuzione sul piano dei diritti, allora non sono d'accordo. Anche perchè non credo nella reale efficacia di questo metodo.
A mio avviso le leggi ci sono e sono anche abbastanza buone.
Sugli altri due punti sono abbastanza d'accordo. Ancora una volta, si tratta di ragionarne assieme.

Nazarin ha detto...

Chiedo scusa, il post precedente è mio, ho dimenticato la firma

Clark kent ha detto...

"maestro" PERMETTETE???

e.r. ha detto...

"Per Chiara,
sapevamo della manifestazione a Roma e infatti da subito è circolato un documento di adesione alla giornata contro la guerra. Ha raccolto moltissime firme ed è stato votato all'unanimità."
e sia !! questo va benissimo ma.......

Un anonimo ha detto...

"(....)La e-mail diceva che bisognava presentare liste di almeno 12 persone due giorni prima, quando poi in gran parte gli iscritti non si conoscono tra di loro(.....) Sono quindi rimasto di stucco quando all'inzio dell'asseblea del 18/3 ho visto che dei famosi documenti di sintesi non vi era traccia, mentre per il Comitato di Indirizzo veniva presentata una unica lista di 63 persone, sconosciute ai piu'.
Una unica lista da votare in blocco, per un organo fondamentale e per una durata in carica di due anni ! E se tra di loro c'e' qualcuno che proprio non ci piace, come facciamo a evitarlo ?(.....)
(....)La mia mozione non e' stata mai letta.
Alla fine ho chiesto alla presidente che fine avesse fatto, e lei mi ha risposto sorridendo "Si e' persa nel nulla".(....)

E QUESTO NON VA ASSOLUTAMENTE BENE!!
ho come l'impresione di un deja vu...ho come l'impressione di una strana puzza...ho come l'impressione di....
a questo CI VUOLE una risposta(SU QUESTO BLOG) di Rossi Doria o di Daniela Lepore.
o no????

daniela lepore ha detto...

caro clark,
ecco prontamente la mia risposta, poi se marco vuole metterà la sua. Fino dalla relazione introduttiva ho personalmente chiarito che l'assemblea del 18 non era nè l'unica nè l'ultima. E che in questa fase dobbiamo tenere insieme la flessibilità di una cosa che nasce (e che si allarga di continuo) e la necessità di organizzazione che implica di avere, subito, degli organismi dell'associazione democraticamente legittimati.
Poi, sia Marco che la sottoscritta hanno più volte ribadito che si dovrà fare abbastanza a breve un'altra assemblea (si è detto in linea di max dopo le politiche), per discutere del programma (i tavoli non hanno finito, e questo è il motivo dell'assenza delle sintesi) e anche per revisionare consiglio di indirizzo e altre decisioni.
Peraltro è stato anche chiarito che la lista unica (mi rendo conto che l'espressione evoca cose non tanto piacevoli) è composta da promotori, attivisti di tavoli e blog e persone che si sono autocandidate.
Può darsi che qualcuno sia antipatico a qualcun altro, ed è certo che non ci conosciamo bene e che per conoscersi non bastano due ore di dibattito. Nelle prossime settimane lavoreremo di più, ci conosceremo meglio e magari la prossima volta, se gli associati ci tengono ad esprimere delle preferenze, voteremo in un'altra maniera; se serve, anche utilizzando il meccanismo delle liste previsto dallo statuto (che mira a garantire eventuali minoranze).

Infine, non sfuggo alla questione, è vero: si era detto che l'emendamento presentato da Giancarlo non c'entrava con le linee programmatiche e che lo avremmo trasformato in una mozione.
Poi siamo stati travolti da un'animata discussione sul punto 7 (e dalla fretta di finire per lasciare il cinema all'ora promessa) e ci siamo tutti dimenticati di trasformare in mozione l'ex-emendamento di Giancarlo, e di votarlo.
Credo però che abbiamo fatto una bella - e vera -assemblea, e che sarebbe utile un po' di diffidenza in meno.

Infine infine, e chiedo scusa per la lunghezza, ho messo sul sito dell'associazione(www.decidiamoinsieme.it) una breve sintesi e le linee programmatiche emerse dal dibattito. Come si può leggere, la questione di ritrovarci in assemblea è ben presente. Non sarebbe male, peraltro, che il dibattito post-assemblea continuasse lì.

Mario Bianchi ha detto...

Ho partecipato sabato all'assemblea, ho apprezzato l'intervento di Marco Rossi Doria, mi sono iscritto all'associazione. Due brevi considerazioni (chi è breve è bravo ma rischia di essere frainteso) Fa niente! 1) Se condivido la scelta critica verso il governo Berlusconi fatta da Rossi Doria, credo anche che Napoli vada in questa fase messa al di sopra degli schieramenti e quindi dobbiamo essere critici ma non ideologici.
2)Un suggerimento perchè non organizzare un incontro con il vasto mondo delle associazioni di vonlontariato cattoliche e laiche, li c'è un mondo fresco, nuovo, fatto di giovani e di gente che vuole cambiare e cambiarsi.

Anonimo ha detto...

Vanno benissimo le dichiarazioni di principio in materia di sicurezza circa l'intenzione di applicare un minimo di rigore contro le illegalità grandi e piccole dopo tanti anni di lassismo. Ma queste dichiarazioni di principio vanno tradotte in atti concreti e questo deve essere fatto da tutti i cittadini ma in particolare naturalmente dalle forze dell'ordine. E dato che queste saranno le stesse che agiscono oggi, cosa sarà a determinare un cambiamento radicale di atteggiamento rispetto alla tolleranza assoluta di oggi? Dal momento che la gran parte dei componenti della polizia, dei carabinieri, ed in particolare dei vigili urbani evidentemente non vogliono rischiare la propria incolumità per lo stipendio che oggi percepiscono ritenuto troppo modesto, come testimoniato dalla tipologia delle persone che spesso vengono fermate ai posti di blocco (mai le tante facce da killer delle quali è piena la nostra città), cosa facciamo, gli raddoppiamo lo stipendio o gli facciamo capire che tanto o poco che sia lorsignori sono pagati per fare questo mestiere e per controllare il territorio e che in caso contrario potrebbero anche perderlo quello stipendio per il quale troppo spesso voltano la loro faccia dall'altra parte?

Anonimo ha detto...

sabato, per tutti i partecipanti, è stata una giornata in cui si è potuto constatare la qualità dei contenuti e delle proposte. molte persone, molti interventi intelligenti ed appropriati. nell'ambito della azione programmatica, degli obiettivi e metodi, si è evidenziato competenza e entusiasmo.
però, marco nel suo intervento ha evidenziato una condiazione in cui si trovano tutti i soci che è la mancanza di un coinvolgimento più approfondito nel merito. lui ci e si chiedeva: chi siamo noi?
in questa domanda ritrovo un esortativo, una richiesta di ritrovare in noi stessi le vere motivazioni culturali, etiche che devono muovere l'agire del cittadino consapevole.
ci vuole uno scatto rappresentato dalla volontà di mettersi in gioco a tutti i livelli. proponete a voi stessi, la possibilità di entrare nel vivo, che nn significa solo partecipare, ma agire in maniera incisiva nella misura delle proprie reali possibilità.
arrivo al dunque, sono un così detto giovane, uno dei pochissimi ( almeno fino alle 12:00) che erano presenti all'assemblea, ebbene, propongo che tutti i genitori presenti, che ovviamente condividono questo nuovo modo di sentire e vivere la politica in questi giorni, motivino fortemente la presenza dei loro figli a questi incontri. nn vorrei sembrare portatore di metodi coercitivi, ma secondo me , da "giovane" quale sono, c'è bisogno di una bella doccia fredda per far svegkliare dal sonno della pigrizia, della delusione e del pessimismo il popolo del futuro.
tutto quello che stiamo facendo, difficilmente diventerà una realtà da alimentare, se i protagonisti staranno comodamente avviolti nella loro coperta, al caldo, nel mondo dei sogni.
questa è una provocazione che sento fortemente.e il motivo è duplice: da una parte c'è un reale bisogno di braccia fresche ed energiche per portare avanti una campagna elettorale che sarà asprissima( ci vogliono volontari per il volantnaggio, la comunicazione per le strade, l'organizzazione delle attività, ecc.)e dall'altro c'è bisogno di un riscontro reale trasversale nel tessuto della società civile, soprattutto nei confronti dei soggetti che hanno maggiore bisogno di credere in qualcosa.

francesco de goyzueta ha detto...

E' strano.Ho fatto un intervento che ho inviato al blog ed ora è scomparso dai commenti.
Comunque avevo espresso la mia perplessità sulle modalità con cui un comitato di indirizzo politico, così importante e delicato,si sia formato ed abbia avuto legittimazione con una votazione collettiva.Aggiungevo che sarebbe stato opportuno, in una fase nascente di un soggetto politico che sul piano del metodo è innovatore per un'affermazione di democrazia più partecipata,che si fosse impegnato un pò di tempo in più per l' autopresentazione dei candidati.Qualche minuto a testa per farsi conoscere sul palco, disegnare il proprio profilo e ed esprimere le proprie motivazioni.Poi subito dopo
votazioni ad personam per alzata di mano da parte di un'assemblea che ne avrebbe sancito una regolare elezione con una più convinta espressione di volontà .
Quanto sopra nell'intento di partire bene e con il piede giusto al fine di evitare critiche anche giuste e perchè la sfida è molto importante per il destino della città.

Anonimo ha detto...

CARO FRANCESCO
IL TUO COMMENTO E' INSERITO NEL POST "DIAMOCI DA FARE2 NESSUNO LO HA CASSATO.

Anonimo ha detto...

Sono uscita dal Modernissimo alle ore 17.00 del 18 marzo con la chiara convinzione che non è stato tenuto un comportamento corretto da parte del Presidente in carica, rispettoso delle regole.
Innanzi tutto vorrei ricordare che chi ha presieduto la prima Assemblea dei soci avrebbe una carica temporanea, dal momento che alla sua nomina ufficiale deve provvedere al proprio interno il Consiglio esecutivo (art. 19 dello Statuto), i cui membri sono scelti tra i componenti del Comitato d’indirizzo (art. 18 dello Statuto), che a sua volta è composto da membri eletti dall’organo sovrano, l’Assemblea dei soci (art. 17 dello Statuto).
Le cose sono andate come di séguito riportato.
Il Presidente, violando l’art. 16 dello Statuto punto c), ha stabilito autonomamente quale potesse/dovesse essere il numero giusto dei componenti sia del Consiglio Esecutivo che del Comitato d’indirizzo (tale numero coincide con il numero dei candidati dell’unica lista).
Il Presidente, dopo aver riferito all’assemblea che in quella lista di candidati (nella quale è compreso anche il suo nome) c’erano persone che avevano partecipato alla costituzione dell’Associazione e/o che avevano partecipato attivamente ai tavoli sui vari temi, ha dichiarato la sua intenzione di eleggerli tutti come membri del Comitato d’indirizzo e si è rivolto all’Assemblea per chiedere soltanto una ratifica per alzata di mano della sua esclusiva decisione.
Dunque non c’è stata alcuna votazione sul numero dei componenti degli organi statutari, che pure era prevista nel Programma dei Lavori, comunicato nell’avviso di convocazione dell’assemblea.
Tutto ciò mi è sembrato assurdo.
Assurdo, in primis, che sia stato ribaltato l’ordine del giorno, sempre su iniziativa del Presidente, rinviando la votazione sul numero dei componenti degli organi e la votazione del Comitato d’indirizzo a cinque minuti dal termine improrogabile dell’assemblea.
Assurdo, poi, che un Comitato d’indirizzo sia formato, per la gran parte, da membri che la gran parte dell’Assemblea non conosce (tra loro probabilmente si conoscono tutti!).
Per ovviare a tale problema, dal momento che il tempo a disposizione era limitato e che pure era importante discutere sulle linee programmatiche, sarebbe stato opportuno stabilire due appuntamenti in sede di un paio d’ore, antecedenti la data delle elezioni, in cui i candidati avrebbero potuto presentarsi agli elettori interessati.
Non è una buona partenza, almeno dal punto di vista di chi, come me, si è associato non conoscendo alcun membro del nucleo che ha operato per la costituzione dell’associazione, ma semplicemente credendo in quegli obiettivi e in quelle semplici norme di democrazia che sono presenti nello statuto.
Chi ha avuto questa brillante idea di costituire l’associazione “Decidiamo Insieme” (funzionale alla formazione di una lista “civica” per le elezioni amministrative del Comune Napoli) si è rivolto a quella parte della società civile che ha uguale orientamento politico, chiedendo supporto non solo economico, affermando che è necessaria una vasta partecipazione per realizzare il cambiamento socio-amministrativo che ufficialmente si propone.
Affinché coloro che hanno aderito all’associazione restino, appoggino e arricchiscano il programma politico, confidando nell’onestà degli associati promotori, è necessario che siano usati sin dall’inizio metodi di reale democrazia partecipata. La “base” va ascoltata e rispettata, altrimenti si corre il rischio di riproporre in tutto e per tutto il sistema che si dice di voler combattere, di generare sfiducia e di restare in 63!
Parole e concetti che “disturbavano”, assalivano la mia mente, al termine dell’assemblea: demagogia – strumentalizzazione - conflitto d’interessi - trasparenza – massa e potere – sistema elettorale e “autoreferenzialità”…
Mi piacerebbe sapere chi ha fatto le mie stesse riflessioni.
crastanadia@libero.it

Anonimo ha detto...

Nel mio messaggio precedente avevo detto

"Dopo un certo tempo e' stato letto un emendamento al documento di Linee Programmatiche che sembrava una storpiatura della mia mozione: si chiedeva tra l'altro la ripetizione delle votazioni del Comitato durante la prossima assemblea . Si e' fatto notare che questo non riguardava le linee programmatiche e non lo si e' votato.
Mi sono incuriosito ed ho chiesto al moderatore di mostrarmi l'emendamento con le firme dei presentatori, ma ne ho avuto un rifiuto."


Daniela mi ha risposto:

"Infine, non sfuggo alla questione, è vero: si era detto che l'emendamento presentato da Giancarlo non c'entrava con le linee programmatiche e che lo avremmo trasformato in una mozione."

Faccio notare che le cose stanno al contario: io non avevo presentato nessun emendamento, ma una mozione.
Questa mozione a mia insaputa e' stata trasformata in un emendamento zoppo (da ri-trasformare in mozione da parte della presidenza, se leggo bene la risposta).

Faccio presente che quando un membro di un organo presenta una mozione questa non puo' assolutamente essere cambiata dal presidente, nemmeno una virgola.
E deve essere messa ai voti. Se questa regola non vale nell'associazione vorrei saperlo.

Quindi voglio sperare che all'inizio della prossima assemblea sia letta cosi' come presentata, senza alterazioni, e che sia votata.

Ripeto il testo che non e' stato letto:
"IL COMITATO DI INDIRIZZO ANDRA' RICONFERMATO O INTEGRATO NELLA ASSEMBLEA DA CONVOCARSI SUBITO DOPO LE ELEZIONI COMUNALI, DANDO MODO AI SOCI DI CONOSCERSI TRA LORO E CREANDO UN ELENCO DELLE PROPOSTE DI CIASCUNO"

Vi sembra un emendamento ? Mi sembra chiaro che si tratta di una mozione. Che cosa ci voleva a metterla ai voti ? Perche' e' stata trasformata in un'altra cosa ?

Adesso siamo in campagna elettorale, rifare le votazioni a breve ci troverebbe ancora in uno stato di fretta, che non giova. Spero che l'assemblea voti la mozione e quindi se ne riparli dopo le comunali. Quando, speriamo tutti, avremo un sindaco che si chiama Marco ! E adesso basta polemiche, buon lavoro a tutti !

Giancarlo Caputi info@capmansrl.it

daniele coppin ha detto...

Vorrei solo precisare a Caputi che non ho fatto alcun riferimento ai simboli della destra. Ho una innata refrattarietà ai simboli ed agli slogan perché credo nel libero pensiero di ognuno. Proprio per questo motivo, non m'importa se Giuliani è considerato da molti di noi, un simbolo della destra: si sa come la pensa la destra sull'ordine pubblico. Ma credo che gli uomini vadano giudicati per ciò che fanno e per questo ho trovato interessante il discorso su Giuliani, dal momento che riferiva anche di aspetti diversi da quelli soliti della "repressione" con cui ci è stata presentata dalla nostra stampa la "ricetta" newyorkese.

Daniele Sepe ha detto...

Sono passato sabato ed ho avuto la conferma di dubbi che già al Filangieri m' avevano assalito. Ma chi rappresentiamo? Una banda di girotondini e di intellettuali che non hanno trovato adeguate sistemazioni con l' amministrazione Jervolino e speranzosi si piazzano dietro all' avventura Rossi Doria o anche altro? Le "assenze" sia al Modernissimo che al Filangieri erano avvertibili e pesanti: non un immigrato, non un rappresentante della Napoli che lavora con le mani. E allora francamente non si poteva aspettare a presentare una lista di 63 nomi che non rappresentano nient' altro che loro stessi e impegnarsi prima a lavorare per coinvolgere anche chi i "panni" se li lava ancora da solo e non c' ha le cameriere da 6 generazioni? Mi dovete scusà, ma so' rimasto fortemente classista, e 'a borghesia, anche quella educata e sinistrorsa, mi fa venì immediatamente n' atteggiamento guardingo...

Nazarin ha detto...

Ti prego di non scusarti; ho avuto anch'io le stesse sensazioni e gli stessi "dilemmi", e non credo affatto ci sia qualcosa di cui scusarsi. Siamo divisi da tantissime cosa in quest'associzione; sull'argomento sicurezza, ho sentito ad esempio posizioni assolutamente inconciliabili con le mie. Però qualcosa ci unisce, qualcosa che non è possibile, ad oggi, trovare altrove: la voglia di partecipazione. Che poi altro non è che l'essenza della democrazia, che è ad un tempo un metodo, ma anche un obiettivo. I limiti che tu evidenzi a mio avviso rispondono al vero, e allora lavoriamoci assieme. Io ci voglio provare

daniele coppin ha detto...

x daniele sepe:
Io la "cameriera" non ce l'ho e mi faccio in quattro ogni giorno per contribuire al bilancio familiare, perchè mia madre non ce la fa con una pensione di reversibilità e mio fratello ha difficoltà nel trovare lavoro. Inoltre, ho fatto anche delle consulenze per il comune di Napoli e quindi l'etichetta di "intellettuale" che "non ha trovato adeguata sistemazione con l'amministrazione Jervolino" non si addice a me ne, probabilmente, a tanti altri. L'associazione "decidiamo insieme" non ha posto alcun sbarramento. Tutti sono liberi di partecipare, se lo vogliono. I luoghi comuni e le facili sentenze pseudosociologiche lasciamoli ad altri, magari a quelli con cui chi più chi meno tra noi abbiamo avuto a che fare per ragioni professionali e non. Adesso servono idee, contributi di tempo e di denaro, da parte di tutti coloro che desiderano concretamente, e non a parole, rendere Napoli più vivibile per tutti.

Nazarin ha detto...

Scusami Daniele Coppin, è vero che l'associazione non ha messo barriere alla partecipazione di chicchessia, ma resta comunque un problema che dobbiamo porci, a mio avviso, quello della scarsa eterogeneità dei partecipanti. Lo ha segnalato tra l'altro il nostro candidato, notando la scarsa percentuale di giovani. Nessuno ha precluso la loro partecipazione, tuttavia è o non è un problema che la nostra associazione deve porsi? Magari in una fase successiva alle elezioni, che al momento necessariamente assorbiranno gran parte delle nostre energie. Penso sia inevitabile avere delle perplessità, si tratta di "decidere assieme" a persone che a volte potrebbero pensarla in maniera antitetica. Proprio perchè non ci sono preclusioni, e chiunque può partecipare, è anche difficile capire quale sarà la linea politica dell'associazione. Resto dell'idea che il vero fulcro è la partecipazione, come metodo e come valore caratterizzante questa, speriamo, duratura esperienza politica e civile.

daniele coppin ha detto...

Il problema di vincere la diffidenza di chi vive i problemi della quotidianità esiste e l'ho fatto presente, come altri, all'incontro della circoscrizione Vomero-Arenella. Tuttavia i luoghi comuni ed i pregiudizi, di destra come di sinistra, sono inaccettabili. Mi scuso per lo sfogo, ma l'intervento di Daniele Sepe aveva tutta l'aria di volerci etichettare. Come tanti altri, anch'io mi sto giocando la faccia con questa avventura, come testimonia il fatto che ho sempre firmato i miei interventi e che sto parteciando a diversi tavoli tematici e incontri, sottraendo tempo al lavoro. Quindi certe semplificazioni le trovo gratuite, anche se fatte da noti personaggi della vita artistica di questa città.

barbara palmieri ha detto...

caro daniele sepe ti rispondo perchè sono uno dei 63 nomi che rappresentano solo se stessi e quindi mi sento chiamata in causa dal tuo intervento. sono,come tu hai detto,una borghese sinistrorsa e,credo, educata.è una colpa essere nati a via carlo poerio e non alla sanità e avere perfino un piccolo aiuto nelle faccende domestiche? so anche io che non c/è giustizia in molte cose ed è per questo che da sempre cerco di colmare questa distanza. in questo momento lavoro con alex zanotelli in un doposcuola ai cristallini e in un centro per il recupero dei tossicodipendenti. non essere così prevenuto: non è che tutti gli extracomunitari sono belli e buoni e tutti i borghesi brutti e cattivi.

Daniele Sepe ha detto...

Mbè a Napoli si dice che "chi si offende è fetente". Io in ogni caso non avevo intenzione ne di etichettare ne di offendere nessuno. Detto questo se avete la grazia di passarvi una mano per la coscienza mi sembra che la composizione di classe degli incontri al Filangieri e al Modernissimo era evidente e preoccupante. Se poi a voi questo non vi sembra un gran problema o semplicemente pensate che tutti quelli a cui "bruciano le cervella" si debbano precipitare alle iniziative della lista vuol dire che vi siete persi un po di storia dei problemi della "sinistra" a Napoli negli ultimi 200 anni. Io soluzioni pronte non ne ho, però far finta che la questione non esiste mi sembra cosa grave. tra parente la democrazia diretta è cosa molto complessa e delicata, e quando dite che la lista è aperta penso non voglia semplicemente dire che se uno fa lo "scopatore" e si propone nel comitato di indirizzo o per le liste
automaticamente sia accolto a braccia aperte. O no? Mi sbaglio? Allora come non detto...

Anonimo ha detto...

Danie', se non altro, hai risvegliato l'orgoglio di classe! Accantonate le battute cretine, io credo tu abbia in parte ragione ma credo anche che sull'apertura di questo gruppo si possa paradossalmente lavorare molto più che sulle logiche di partiti che, pur pregiandosi d'essere i rappresentanti dei "lavoratori che si sporcano le mani" hanno fatto di questa città un viceregno a proprio uso e consumo, abbandonato per di più alla mercé di tutto quanto di peggio produce l'odierna società (dalla munnezza alla camorra, nulla escluso). Io sono una di quei figli di papà con le mani pulite, credo, e quindi forse mi fa comodo pensare che chi ha sporche le mani a volte ha sporca anche la coscienza, e che ci sono borghesi che si fanno un mazzo tanto tutta la vita; in più, sono troppo ignorante per affrontare una discussione scientificamente valida sulla lotta di classe, però metterci dentro a tutti i costi le persone mi sa un po' come credere al peccato originale.
Per il resto, d'accordo con te: difficile pensare di amministrare Napoli con le buone intenzioni e, soprattutto, con un punto di vista molto, troppo omogeneo forse; e fare finta che non ci siano problemi è sbagliato. Però, c'amma fa'? Amma vuta' 'n'ata vota a chesta? Ja'.. Una partecipazione "intersociale" reale non si crea in un mese e mezzo, ma si può comunque provare a ampliare vedute e contributi. Boh.
Benedetta

clark kent ha detto...

cari amici/e
oggi vi propongo un argomento "serio" e di approfondimento che in apparenza non c'entra nulla con la campagna elettorale su e per Napoli....

"Quando pensavamo di aver trovato tutte le risposte,ci hanno cambiato le domande"

il nuovo post di clark kent su
www.smclarkkent.blogspot.com
cordialmente
clark

Daniele Sepe ha detto...

Grazie Benedetta, vediamo che sviluppi piglia la situazione, qualcosa sto tentando di fa' pure io per mettere in contatto 'o prufessore con un po di realtà meno "rotary club". Se son rose fioriranno, tanto mo è arrivata la primavera...