08 ottobre, 2007

Uguale per tutti

Ho visto lo scorso giovedì sera la trasmissione di Santoro in televisione. Quel che trattava è stato riportato dai giornali: la situazione di diffusa e gravissima illegalità, di stampo mafioso, in Calabria e che sta attraversando i confini e entrando in Basilicata, i giudici, dedicati a un lavoro durissimo, che la seguono con complesse inchieste, la loro difficile vita, gli attacchi della politica, del ministro della giustizia Mastella in primis, la posizione di Prodi, le possibili responsabilità e gli atteggiamenti verso la giustizia della poltica partitica e di tanta parte del centro-sinistra, locale e anche nazionale, la presenza bella, forte di tanti cittadini, in particolare giovani, a fianco a chi vuole legalità davvero.
A me Santoro non piace. Credo in un giornalismo fatto con sobrietà anglosassone. Fatti. Inchieste. Pochi commenti. Esclusione delle interpretazioni omnicomprensive. Non credo nel circo degli applausi e del tifo nel quale egli si bea. E ho un vero problema con Travaglio. Non mi piace affatto il metodo fondato sulla conferma di qualcosa che si presume già che sia stato precostituito da qualcuno per ragioni linearmente evidenti, le tesi spiegate al volgo sulla base di tale costrutto e che portano inevitabilmente a conclusioni chiuse e certe e la retorica che accompagna il tutto. Della serie: è sempre il solito unico disegno. Se la storia umana fosse questo non sarebbe altro che macchinazione. E non lo è.
Poi credo nelle procedure. Quando vedo giustizialismo o anche mancato rispetto, minuzioso, delle procedure io mi inquieto. Anche in questo ho una cultura anglosassone: saltare le forme o essere sciatti nelle forme è inamissibile. Dura lex sed lex: meglio annullare la sostanza nel nome di una forma specchiata che rischiare il contrario. Sempre.
Ciò detto, emerge – dalla trasmissione ma, ben più in generale - un quadro di contesto in Calabria (e in tutte le regioni meridionali, ma non solo) che invita tutte le persone oneste e serie a riproporre la questione della giustizia che deve essere e poter essere percepita dalle giovani generazioni e da tutti noi come davvero uguale per tutti. Risorge, infatti, con grande evidenza la necessità della difesa della indipendenza della magistratura. In particolare quando si toccano potentati veri, legati alla grave illegalità criminale diffusa o anche all’abuso di potere.
E si deve ribadire oggi che le nomenclature politiche, una volta garantite ferreamente le procedure, non possono considerarsi a priori intoccabili o fuori dalla responsabilità sulla base della mera difesa della politica tout cour o di suoi componenti.
Questo è il tema. E sarà ben presente nei prossimi mesi.

18 commenti:

Pietro Spina ha detto...

caro marco,
condivido interamente quanto hai scritto. specialmente la parte sul giornalismo, sul rispetto delle regole procedurali (nell'idea che la democrazia è principalmente un metodo) e su Travaglio. Aggiungo solo che nonostante la boria saccente con cui certi personaggi credono di rivelare la verità "obiettiva e scientifica", non mancano errori e superficialità gravi, che la retorica del contesto trasforma in vere e proprie menzogne. ad esempio NON E'VERO che Mastella è riuscito a fare la separazione delle carriere, realizzando così il programma della P2, come Berlusconi non era riuscito a fare. conosco abbastanza bene la riforma dell'ordinamento giudiziario per dire che non è affatto vero che realizza una separazione delle carriere, anzi, semmai ha impedito che ciò si realizzasse con l'entrata in vigore della legge Castelli (esattamente il contrario di quanto hanno detto Travaglio e Santoro). la riforma Mastella in realtà è un disegno di legge che è stato solo presentato dal Ministro, ma poi ampiamente riveduto dalle commissioni parlamentari e approvato con voto finale di entrambe le camere, contestato dalla destra e dall'avvocatura su posizioni berlusconiane. la legge, che secondo me e secondo l'associazione giuristi democratici di cui faccio parte, è una legge abbastanza buona, è stata peraltro appoggiata da Magistratura Democratica, da DS e PRC e da tutti i magistrati presenti in parlamento e in particolare dal senatore Di Lello (che era relatore in commissione giustizia), ex componente del pool di Falcone. quindi dire che la riforma della giustizia è stata fatta da Mastella è non corretto ed è poco professionale per un giornalista; dire poi che separa le carriere (naturalmente senza spiegare cos'è la separazione e perchè è negativa) significa ingannare le persone (in primis i ragazzi e le ragazze dei movimenti calabresi) e rendere un cattivo servizio all'informazione e alla giustizia.

certo che se la sinistra è ridotta a grillo e santoro/travaglio, se al ragionamento si preferisce regolarmente la retorica e la demagogia... nonc'è da meravigliarsi se qualcuno comincia a dire "aridatece er puzzone"... retorica per retorica, inganno mediatico per inganno mediatico, meglio l'originale.

franco cuomo ha detto...

Beh! c'è di che restare allibiti!!La difesa d'ufficio di Mastella e di Berlusconi sul tuo blog quasi quasi te la meriti.I miasmi mefitici del PD ammorbano l'etere e la stampa. Come è chic e democratico dire che si preferisce la sobrietà anglosassone: mi dici- Marco chi la pratica in Italia?- e siccome a mio avviso non la pratica nessuno, non vedo perchè questa levata di scudi contro Santoro -che neanche io apprezzo- ma che per lo meno ti fa vedere facce meno colluse e sporche, facce oneste.Il giustizialismo, altra parola parolaia diessina exdiessina democratica: ma tu la faccia di De Magistris l'hai vista bene o mentre guardavi Santoro pensavi alla tua candidatura? E hai visto quella di Scotti E la denuncia raggelante dell'impiegata della Why not con la drangheta che gli pedina la famiglia e la sua attenzione a non dire una parola di troppo? Ti sei persa pure quella? E il fratello di Borsellino?Pure lui è un giustizialista? O forse sono tutti giustizialisti?. Mi conosci credo abbastanza per sapere che non credo che nelle piazze vocianti alligni la verità, ma non si possono fare sofismi di fronte alle testiminianze di chi sta pagando e continua a pagare sulla propria pelle la perversa commistione di mafia-drangheta e politica.Quale è stata la scorrettezza di Santoro? dare espressione e vooce a questi volti? A questa gente? A questo giudice? Ci indignamo per questo e non del fatto che il centrosinistra non abbia ancora fatto una legge sl conflitto di interessi o una sulla riforma televisiva e sull'informazione e poi tacciamo di fantapolitica Marco Travaglio ( che sarà pure arrogante, ma tra la sua e quella di Mastella preferisco la sua), quando parla di una trama occulta e di Licio Gelli. la storia uman a sicuramente non è riconducibile fortunatamente solo a questo, ma è oggettivamente anche questo, soprattutto in Italia e gli anni'70 dovrebbero averci insegnato qualcosa.Quindi non storcerei il naso solo perchè ora ti sei candidato e ti allinei al coro delle voci clamanti.che prodianamente richiedono il rispetto delle procedure.Se le procedure si devono rispettare, le devono rispettare prima di ogni altri chi ha incarichi e compiti istituzionali.Dura lex sed lex, ma in Italia questa antica massima va fatta valere sempre e solo per i poveracci. De re vestra agitur, dicevano i latini, tanto per restare nella deriva verbosa ed ipocrita del linguaggio dei democratici.

la sorella di pandora ha detto...

Neanche a me piace santoro, soprattutto in questo momento:è stato zittito per cinque anni, per parcondicio dovrebbe stare zitto altri cinque e non creare uno squilibrio nell'informazione.
Se capisse almeno questo sparerebbe meno a zero,anche se si tratta di quello sbruffone di mastella che fa di tutto per far parlare di sè ed a volte gli va molto male.
Ritengo che santoro sia il rappresentante di un'altra casta, quella dei giornalisti , sa di avere potere e lo usa tutto, fino in fondo,senza andare troppo per il sottile.
E mi fa ridere quando i "poveri" magistrati dicono di sentirsi attaccati perchè toccano i poteri forti.
Perchè essi sono un potere debole?
La verità è che stiamo assistendo ad uno scontro tra due poteri forti,e alla fine s'intenderanno, perchè così funziona, perchè "il cane mozzica solo lo straccione"

edoardo cosentino ha detto...

Da elettore dell'attuale governo sul tema della giustizia ancora aspetto la riforma delle leggi vergogna del governo precedente.
Ma quando si parlava di vergogna ci si riferiva al fatto che quelle leggi le avrebbe volute fare il centro-sinistra e che Berlusconi le ha anticipate?
Trovo paradossale che in un paese come l'Italia si vadano a fare le pulci a Santoro, Travaglio e De magistris anche se mi sono cordialmente antipatici!
Quanto allo scontro tra poteri mi pare che la Magistratura abbia perso da un bel pò di anni.
Si chiamavano Falcone e Borsellino se non ricordo male!
Di politici morti ammazzati non ne ricordo molti...

Lucia Cirillo ha detto...

Mi scuso per l'intrusione...è solo che le analisi (e anche le controanalisi) sono tutte di estremo interesse per me, che ancora non ho un'idea veramente chiara di cosa si intenda per giornalismo "serio". Il fatto è che a me Santoro è mancato tantissimo e l'idea che lo si dovrebbe zittire di nuovo mi irrita tremendamente. Se si hanno argomenti per controbbatterlo, lo si faccia, semplicemente. Se così non è, allora forse il suo modo di fare informazione (e di ragionarci sopra) è quello giusto.

franco cuomo ha detto...

Bravo Edoardo Cosentino!!! Ricordiamolo:Falcone e Borsellino erano due magistrati. Qua sembra che tutti stiano perdendo la memoria a furia di inseguire chimere liberal in un paese totalmente illiberal.

Norberto Gallo ha detto...

Se interessa ecco il video dell'iniziativa sulle primarie del PD fatta da Adinolfi e generazione U all'arenella. Ci sono Adinolfi, Marco Giordano, Osvaldo Cammarota, io e Marco Rossi Doria.
Seguitelo e poi mi dite se sono strano io che ne parlo male, non voto alle primarie e non li voto neanche alle prossime elezioni o se per caso qualcosa di curioso c'è se tutti ne parlano male come e peggio di me ma poi invitano a votare lo stesso...
http://www.napolionline.org/podcast/podcast/incontro-con-mario-adinolfi-i-video.html

franco cuomo ha detto...

A Norberto Gallo: ho visto il video e l'ho postato sul mio blog sperando che lo vedano altri. Non sei strano tu, sono tutti gli altri, compreso Rossi Doria, che, chi con disivolto giovanilismo e atteggiamenti da compagnone, chi con compassato distacco, di chi ne ha viste tante, che continuano ad usare un linguaggio taroccato e ipocrita. fai bene a non dare la tua delega, il tuo voto, perchè è una presa per il culo, come hai detto tu. Anche quelli che fanno gli alternativi sono funzionali a questo Moloch, servono proprio per far vedere che all'interno c'è un dibattito.
http://interfaceworld.splinder.com

la sorella di pandora ha detto...

A proposito di sobrietà anglosassone,se uno vuole sapere le scelte politiche di norberto gallo si va a guardare il suo blog...
E a proposito di sobrietà anglosassone nessuno vuole zittire santoro,questo lo fa solo la destra fascista di berlusconi.
Era solo una provocazione.
E' che se uno ha la responsabilità di un grande potere, così, per sobrietà, è meglio che ne lascia un poco inutilizzato, come si faceva una volta che si lasciava nel piatto il "mozzillo della creanza".
E questo vale anche per mastella e i politici in generale, per i magistrati ecc
A proposito di sobrietà anglosassone,a quanti mettono in mezzo gli eroi e i martiri ogni tre e quattro...
Quelli sono le eccezioni, non sono la regola e, per sobrietà ed anche per rispetto, si dovrebbero lasciare in pace.

edoardo cosentino ha detto...

Cara sorella di pandora non credo che sobrietà significhi non ricordare chi ha dato la vita per un bene comune sopratutto in un momento critico come questo.
Ricordare è sempre un esercizio utile visto come vanno le cose. Si parla di rapporti di potere tra politica e magistratura; ebbene quale potere ha fermato il lavoro di molti magistrati se non quello politico? Di chi è la responsabilità? Chi sarebbe questa mafia? Chi li ha abbandonati?
Quindi non venirci a dire che è poco sobrio ricordare Falcone e Borsellino se oggi governatore della sicilia è un uomo che attaccava Falcone e che i mafiosi giudicano un buon interlocutore politico! Ricordarli non è, pertanto, mai retorico a condizione che a farlo non siano i "cetto la qualunque di turno".

franco cuomo ha detto...

Caro Edoardo Cosentino, mi permetti se ti dico caro? Hai perfettamente ragione. A me questi garantisti, come la sorella di Pandora mi fanno girare...la testa. Il "mozzillo della creanza" sarebbe meglio pretenderlo da quei signori che ha nominato in seconda battuta e non dai giornalisti o dai magistrati.A sentire i tg di ieri sera c'era solo da vergognarsi: il comitato di vigilanza, che è lo stesso di quello quando c'era Berlusconi e se non è lo stesso nei nomi di certo ne segue bene l'eredità e guarda caso i giornalisti "processati" sono sempre gli stessi e questa volta non dalla Bulgaria, ma dall'Italia.

la sorella di pandora ha detto...

A questo punto i democristiani dovrebbero citare Moro ogni qualvolta arrivano bombe in quella direzione.
Io penso che una regolata ce la dobbiamo dare tutti; se questo significa essere garantisti, lo sono.
Dopo di che non me ne frega niente di infilarmi nella classica dinamica da campagna elettorale "chi non è con me è contro di me", che non porta da nessuna parte.

edoardo cosentino ha detto...

Caro franco cuomo anche io la penso come te.
Cara sorella di pandora, intendiamoci : che significa garantismo? Secondo la lingua italiana essere garantisti significa essere fautori di prassi politiche e amministrative che assicurino il massimo di regolarità ed affidabilità. Detto questo non ho capito dove sta il problema. Per De Magistris Mastella ha chiesto il trasferimento. Su questo punto il diritto prevede che sia il CSM a pronunziarsi cosa che farà il 17 dicembre. Ma ritornando al rapporto tra poteri a me pare che, per il momento, chi già ha dimostrato di essere poco garantista sia stato, per esempio, l'ex presidente della regione Calabria Chiaravalotti che, sapendo di essere intercettato, si autocompiaceva nel dire che De Magistris è un cornuto, che affiderà la gestione delle sue cause civili alla camorra napoletana, che lo devono ammazzare (metaforicamente) e che la reazione alle azioni del PM che(sulla cui leggittimità sapremo a dicembre) quando esploderà sarà adeguata. Quindi cara pandora a me pare che ciò che si tira in mezzo ogni tre e quattro sia questa concezione depravata di garantismo dietro cui in passato si nascondevano le vergognose pronunce del giudice Carnevale. Quindi cosa è garantismo? Non rendere pubblica la sensibilità istituzionale di un uomo politico di livello che sa, tra l'altro, di essere intercettato? Dire, come ha fatto Prodi, che la trasmissione di Santoro è stata poco garantista anche se si ammette di non averla vista?
Per me non è questo il garantismo! Non so per te...

n3m0 ha detto...

A me ciò che da fastidio a pelle è il voler vedere sempre il dito e non ciò che indica.
Santoro ha lo stile che ha, puo piacere o meno, certo... Dovrebbe però essere giudicato sulla base di ciò che smaschera e racconta, di come conduce la trasmissione. Sarà poco anglosassone, ma riesce ad imporre le basilari regole della convivenza civile ad uno come Bondi. Lo ha costretto più di una volta a non minare sistematicamente la discussione impedendo ogni confronto, con le sue solite calunnie dette col sorriso sulle labbra.
Travaglio non sarà anglosassone, ma i suoi articoli sono al 90% fatti, ricostruzioni fattuali.
E' facile dirsi "anglosassone", ma per la mentalità anglosassone certe questioni di lana caprina non si pongono nemmeno. Perchè la forma in inghilterra non inficia la sostanza come accade in italia.
Bisogna potersela permettere la mentalità anglosassone.

Pietro Spina ha detto...

personalmente non do molta importanza allo "stile", in questo campo e non sono un ammiratore degli anglosassoni per la loro presunta dote dell'impassibilità. è questione di merito che anche tra i commenti di questo blog è sempre più negletto.
Travaglio, che secondo alcuni esprimerebbe fatti oggettivi al 90%, ha detto che la riforma dell'ordinamento giudiziario che lui attribuisce tout court a mastella realizza la separazione delle carriere, secondo il programma di Gelli e meglio di quanto fosse riuscito a fare Berlusconi. questo è grave perchè è SBAGLIATO (come dice chiunque legga in buona fede la legge) e perchè è stato detto come se fosse un dato di fatto, mentre è una valutazione personale. si vede che questa cosa rientrava tra quel 10% di fesserie che si concedono anche a lui, bontà vostra.
se poi dire questo mi costa l'accusa di difendere mastella, io lo dico lo stesso. e aggiungo che faccio bene a tenermi alla larga da chi preferisce applaudire (o essere applaudito) piuttosto che fare la fatica di informarsi e distinguere.

n3m0 ha detto...

guarda che puoi anche citarmi, non mi offendo. Eh sì che la cosa più importante ed urgente era una riforma della giustizia, di questa riforma della giustizia...

Pietro Spina ha detto...

non ti ho citato perchè non mi riferivo soltanto a te e comunque non voglio farne una polemica personale.
la riforma dell'ordinamento giudiziario, secondo me (e non solo) è certamente una delle cose più importanti che poteva e doveva fare questo parlamento. e non solo perchè l'organizzazione di uno dei poteri dello stato è senza dubbio una delle cose più importanti che può fare un parlamento (e un governo) ma anche perchè è una riforma che si attende da più di 60 anni (la legislazione previgente risaliva ad epoca precostituzionale).proprio per l'importanza di una tale riforma rifiuto di attribuirne la paternità a mastella, perchè si è trattato di una legge dalla gestazione lunghissima che ha coinvolto il CSM (il cui parere ampiamente positivo si trova sul sito istituzionale), la magistratura e l'avvocatura associata, le forze politiche e la cd. "società civile", che ha portato anche rilevanti modifiche in parlamento del progetto governativo. insomma una cosa seria, per una volta.
e nello specifico tale riforma era una priorità assoluta,di gran lunga più urgente dell'abrogazione delle leggi "vergogna" berlusconiane sulla prescrizione ecc. perchè se non fosse stata approvata entro luglio di quest'anno sarebbe entrata in vigore la tremenda legge castelli (quella sì separava le carriere) di cui il presidente della repubblica aveva già avallato il rinvio per un anno, avvertendo che non avrebbe tollerato altri rinvii.
continuo ad attendere le altre riforme, comprese quelle sulle leggi vergogna, e anch'io sono preoccupato per la vicenda de magistris (su cui aspetto un intervento chiarificatore del CSM), ma non per questo rinuncio a dare giudizi positivi sulle cose che ritengo positive.

mario mastrocecco

Pietro Spina ha detto...

comunque, sono d'accordo che la riforma dell'ordinamento giudiziario
non giustifica un eventuale abuso nei confronti di un magistrato come de magistris, nè voglio dire che santoro avrebbe dovuto citare anche i provvedimenti buoni attribuiti o attribuibili al governo e a mastella in particolare. dico solo che lui e travaglio, specialmente, potevano anche evitare di imputare questa legge a mastella come atto di esecuzione del programma di gelli. se non l'avessero tirata in ballo loro la riforma non starei qui a polemizzare.