13 febbraio, 2007

Spendersi con regolarità o fare passerelle

Fabrizio, della onlus Compagni di viaggio, chiede di collaborare e ci fornisce anche l’occasione di tornare a parlare di welfare e giovani e della situazione in città su questo decisivo fronte, gliene sono grato.Il fatto che la politica, intesa come occuparsi della città, si possa concretamente tradurre in azione situata e costante del tipo “in questo posto abbiamo bisogno di persone che si spendono per fare queste cose con queste ragazze e questi ragazzi con un minimo di regolarità nel tempo” è una dimensione concreta e autentica che mi è congeniale. Le mie riflessioni di qualche giorno fa, Fabrizio, a partire da casi concreti e, insieme, da ispirazioni teoriche di cui Europa e Italia parlano – voleva sostenere appunto la centralità di questo tipo di lavoro.
Penso anche che molte persone, spesso preparate, lavorano in città su questo fronte.
Ma hanno anche rappresentanza? Hanno luoghi pubblici, favoriti dall’amministrazione, dove chi già si spende possa confrontarsi, scoprire le reciproche esperienze, rifletterci, discuterne e trovare nuove opportunità in modo condiviso?
In passato qualche volta le amministrazioni napoletane hanno favorito qualcosa che andava in questa direzione. Penso a un forum dei e con i ragazzi che si è tenuto a Bagnoli tre anni fa, al forum dell’infanzia e dell’adolescenza di cinque anni fa. Roba a cui gli assessori davano pure qualche soldino.
Altre volte le cose si sono fatte senza quasi soldi da parte delle amministrazioni. Penso alle riunioni di Napoli sociale o alle iniziative di psichiatria democratica o al convegno di quasi un anno e mezzo fa curato, insieme, dalla redazione della rivista Animazione sociale e dai diversi operatori di Napoli che cercarono di superare le differenze e anche le concorrenze per parlarsi e interrogarsi su cosa e come fare meglio. In quella occasione almeno qualche assessore si affacciò, ascoltò. In quella occasione eravamo in tanti e, d’accordo con gli amici di Animazione sociale, che hanno, poi, curato, i materiali di quella esperienza comune, avevamo organizzato il lavoro in modo che si potesse parlare insieme dei problemi e che fosse evitata la lugubre passerella dei politici in fila secondo la gerarchia o la rituale esposizione, un po’ sovietica, del Piano sociale quinquennale che annunciava il dettaglio della compilazione cartacea di ciò che “dovrebbero fare le politiche sociali”. Ma oggi, invece, la “politica politicosa” e i pur avvertiti tecnici delle amministrazioni sono miseramente tornati indietro. E ci risiamo con le passerelle autoreferenziali che altre città hanno imparato ad evitare come la peste con i politici che (regione-provincia-comune) prendono il 30% del tempo, con un altro 40% almeno del tempo preso da qualche grande programmatore che espone il mondo che verrà con piglio hegeliano, senza che vi sia fase seminariale dedicata al lavoro sociale vivo e con ognuno che ritorna alle sue prassi, sconsolato e più solo di prima.
E’ così che oggi Napoli conosce – oltre la crescita della povertà delle persone e la pauperizzazione delle risorse per il sociale – anche l’impoverimento dell’analisi, la decrescita delle occasioni di vero confronto, lo strapotere di mediocri capuzzielli di apparato.
Forse è ora di ribellarsi e di ripartire con le proposte di chi sta in campo.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Marco,
ti ringrazio per la sensibilità e tempestività; ed anche pr i link...ci ho messo un po' per capirlo?!
Hai ragione, purtroppo.
Benchè la nostra esperienza sia angraficamente ridotta, non posso che rispondere in maniera "disperata" alle tue domande.
La nostra sede è a casa mia, così risparmiamo.
Ovviamente ciò col tempo si rileva un grave limite, proprio perchè non c'è possibilità di incontro stabile con il mondo fuori di noi.
Incotro non fugace, intendo.
A Napoli mancano gli spazi? non credo proprio; ma analogamente a quanto soffriamo noi per la realizzazione delle PO(STAZIONI) negli ospedali, per avere un piccolo spazio, bisogna chiedere molto ed a molti.
Così accade che alla fine sicuramente si dovrà ringraziare "qualcuno".
Ahimè le passerelle di cui ci hai parlato oramai sono come una volgare mancia; il vero problema, a mio avviso è il conto.
Cioè quel normale giustificare in funzione del ringraziamento, il regalino elettorale, che poi si dovrà fare.
Correttamente, più sostanzioso il pasto, più gravoso il conto.
Noi perseguiamo, tar le altre cose, la realizzzione di una rete di solidarietà tra le associazioni.
Mia personalissima visione:
piccoli gruppi di pesone...libere...idee chiare, semplici.
Piccoli, ma meno difficilmente realizzabili, progetti.
Alla fine, tantissime associazioni e tantissimi progetti realizzati.
Piccole cose fatte, ma estermamente diffuse.
Insomma ricostruiamo un tessuto strappato.
Se siamo venuti a bussare alla tua porta, senza perifrasi di circostanza, è stato per due motivi.
Il primo sentiamo che abbiamo più di una cosa in comune con te; che possiamo fare un po' del nostro viaggio......insieme.
Il secondo che il tuo progetto è gia ben solido, forte, variegato.
Il 1 e 2 marzo, è dietro l'angolo; come, dove e quando incontrarci?
Fabrizio Capuano

Fossero solo passerelle concesseknet òò

socioweb ha detto...

Per favore, puoi cliccarmi e leggere questo intervento? Si tratta di prendere posizione. Grazie

la sorella di pandora ha detto...

C'è un evidente disegno politico dietro l'oggettivo impoverimento dell'analisi.
E lo dimostra il fatto che, a fronte dei vari episodi di violenza giovanile, non c'è stato un dibattito in cui si è cercato di capire, interrogandosi anche su cosa i giovani possono investire le energie che altimenti diventano carica distruttiva.
In questi ultimi anni, mi è sembrato di capire, il messaggio della politica e dei grandi apparati economici è stato:scatenatevi nelle discoteche, nelle corse sfrenate con le auto imbottiti di droga, negli stadi affollati e straripanti di ogni tipo di stronzate, noi chiudiamo un occhio...ma non mettete le mani e gli occhi su certe cose che vi massacriamo di botte.
E a dimostrazione di ciò li hanno massacrati di botte prima a Napoli, poi a Genova.
Ieri c'era il presidio a piazza del Gesù contro la base a Vicenza e tutto il centro storico brulicava di polizia...Cinquanta ragazzi e duecento poliziotti.
Allora, ce lo diciamo chiaramente che questi ragazzi, appena accennano ad un pensiero, appena danno un minimo segnale di voler far funzionare il cervello, vengono circondati e schiacciati come volgari delinquenti?
O vogliamo continuare a dare la colpa ai piani quinquennali ed ai coministi, come berlusconi ci ha così ben insegnato?
Se la politica è una farsa al servizio dei grandi poteri economici, è chiaro che diventa una passerella, un teatrino grottesco.
E poco importa se si è creto un sistema di potere perverso dovuto alla catena di chiamate dirette che ha premiato la fedeltà a svantaggio della competenza.
Quali amici fedeli ed incompetenti può far fuori un presidente o un dirigente di una pubblica amministrazione?
E così si attacca lo stipendio degli statali e non le consulenze miliardarie...ma apriamo un altro capltolo...

Anonimo ha detto...

Caro Marco cosa ne pensi degli aumenti e arretrati della bolletta dell'acqua e della tangenziale e delle assicurazioni ecc. forse per te questi fatti non sono importanti da discuterne?
grazie

Maestro S.M.

bruno esposito ha detto...

Ho conosciuto un paio di mesi fa Fabrizio. Siamo entrambi reduci dalla partecipazione al blog farsa Napoliamo, gestito dagli assessori Di Lello, Cozzolino e Gabriele ( gli ultimi due scomparsi il giorno dopo il varo del blog, è rimasto solo Di Lello e cercare di imbonire i partecipanti ). E con lui altri due amici, anche loro "reduci" da quella breve ma significativa ( abbiamo capito diverse cose ) esperienza.
Sto cercando di dare una mano a Fab nel mio piccolo, con l'apporto che il mio lavoro in campo bancario può dargli. Spero sia utile. E la partecipazione a questo blog è arrivata per me come per lui, in maniera quasi naturale. Perchè siamo gente che qualcosa la vuole fare, nel proprio campo, con passione e tenacia, con poca speranza di riuscire ma con la consapevolezza che provare significa anche fare, che è l'unico modo per cercare di scardinare questo monolitico blocco di potere che soffoca ogni iniziativa nata al di fuori del sistema.
Ciao Fabrizio.

Anonimo ha detto...

Sono sempre Fabrizio...
La comunicazione attraverso internet è di un fascino strabiliante ed oggettivamente il mezzo aiuta molto in termini di abbattimento dei tempi e delle distanze (noi per primi, di Compagni di Viaggio, lo usiamo per i nostri porgetti).
Poi però penso che nulla può sostituire le emozioni che il contatto diretto, il guardarsi negli occhi, l'osservare ogni movimento del corpo e dei muscoli facciali,danno.
Perchè costui ci allieta con questa dolce novella...vi starete chiedendo?!?!?
Perchè penso che Noi che stiamo nella stessa città siamo un po' folli, quasi "criminali", se sostituiamo il piacere dell'incontro, con il mezzo High-Tech solo perchè ce lo abbiamo.
Ma nel caso di Bruno devo fare un 'eccezione; se domani passassi nel suo ufficio per abbracciarlo in silenzio, non lo ripagherei di quel che merita.
E' vero, ci siamo conosciuti in un altro blog, che poi ci ha molto deluso; ma dal mio punto di vista l'aver conosciuto una persona come Bruno mi ha ripagato abbondantemente con cospicui interessi, delle amarezze per l'ennesima fregatura degli attuali dirigenti politici amministrativi che ci abbiamo sulla testa.
Come discutevo con Federica (concentrato di angeliche virtù in soli 188 cm di distanza punta alluce-punta capello), ci sono attimi della nostra vita in cui siamo particolarmente sensibili a talune tematiche, ed è in quel momento che per incanto ci si incontra e che dobbiamo stare insieme...non per sempre...
Così è capitato con Bruno,seppur grazie ad un operazione meschina, fine a se stessa e di facciata, quale quella della triade(non faccio nomi, sarebbe ingiustificata pubblicità).
Federica mi diceva che del patrimonio elettorale raccolto da Marco, una parte si è disperso; lo diceva con sofferenza.
Non so se è la tipologia di strumento mediatico, ma mi sembra che i blog finiscano con l'essere chi più chi meno, dei contenitori, degli archivi di lamenti e sfoghi personali (molto ma molto intimistici); senza nessuna voglia di giudizio, li vedo come dei giganteschi lettini da psicoterapeuta.
Invece credo che moltissime persone stiano
cercando un bel "pentolone" in cui ribolle un succulento "ragù"; in cui ognuno possa sentirsi un po' cuoco.
Quanti anni mancano alle prossime tronate elettorali?
Diamoci da fare, rimbocchiamoci le maniche che il nostro ragù, fatto nel pieno rispetto dei suoi tempi e rimestato con amore e passione, dovrà essere quel dì, il migliore.
Passare da un blog ad un sito aiuta, nell'imaginario colletivo, a trasformare l'archivio in pentola???
Facciamolo...
Io incontro nel mio "viaggio" ogni giorno delusioni, aspettative sfumate, molti ostacoli di genere vario...ma tante persone che invece vogliono fare qualcosa, ma non sanno come.
Come nelle nostre PO(STAZIONI) per due-tre libri che ci lasciano per sempre per scarsa partecipazione/manutenzione...
d'improvviso ne entrano di soppiatto...di notte...dieci.
Vi lascio altri recapiti.......io sono per lavoro e per la mia "pazziella" sempre in giro............chissà potremmo incontarci da qualche parte?!
Fabrizio
cell 3356128394
fabrizio.capuano@inwind.it