22 gennaio, 2007

Stamattina al bar: Napoli, la politica, i giovani, il welfare

Seconda puntata del tg fatto in casa, anzi al bar.
Stavolta un'intervista un po' prona e vespesca su: le reazioni all'intervento di Marco; alcune considerazioni ulteriori sulla cooptazione come costume politico; sulla condizione dei giovani a Napoli; Decidiamo Insieme sta per avere una sede.

Un video di quattro minuti che potrà vedere solo chi ha l'adsl. Inoltre con un audio pessimo, ma è la città pulsante, bellezza. E poi cercheremo di fare meglio, come si dice in questi casi.
(e.r.)

3 commenti:

Nunzio Rovito ha detto...

Come Marco ricorda al termine del suo intervento, l'associazione si è dotata di una sede che dovrebbe essere disponibile entro i primi giorni di febbraio. La sede ha un costo ed invito, coloro che non lo avessero già fatto, ad effettuare il versamento della quota associativa per il corrente anno. Le indicazioni su come effettuare il bonifico sono disponibili sul sito internet di D.I. all'indirizzo:
http://www.decidiamoinsieme.it/come-partecipare/
Scusate, ma faccio il commercialista ... è più forte di me.

daniela ha detto...

sì Nunzio, non che un po' di soldi non ci servano e anche velocemente, solo che forse la campagna iscrizioni 2007 viene meglio se parte con la sede che funziona (compreso telefono e fax). Allo stato, se gli associati vogliono comunicarci di avere pagato, e magari vogliono ritirare la tessera, etc. etc. etc., non hanno altro mezzo per contattarci che siti e e-mail...
Per cui sarei un po' più ottimista di Marco nel tiggì sui nostri tempi, ma non mi illuderei che diventiamo improvvisamente delle schegge, ahimè :-)

bruno esposito ha detto...

Infatti. Io sono uno che vorrebbe iscriversi ma non sa come fare. Rendetemi la vita facile se volete diventare ricchi, per favore.
Per quanto riguarda il filmato ( io mi sarei spostato verso la Feltrinelli, fa più chic del bar ) se posso permettermi un suggerimento io direi di non confondere quelli che sono il problemi comuni a tutte le grandi città d'occidente con le tragedie locali, radicate, endemiche, anomale, uniche.
L'episodio dell'accoltellamento a Santa Teresa o lo stupro del branco nel Cavone sono episodi che sono tristemente comuni alla nuova barbarie galoppante e che investono il mondo adolescenziale e giovanile a prescindere dall'ambiente.
Il rapporto dei giovani con la città si connota diversamente e ha ben altri rischi di quelli della violenza del branco. Non che quest'ultima sia da lasciar perdere, tutt'altro, ma si rischia di confondere gli obiettivi e creare alibi.
Quell'episodio, piuttosto, assume altre inquietanti forme quando sento parlare di colletta del clan per risarcire la famiglia dell'assassinato.
Ecco, questo è un fatto unico, che altrove non sarebbe accaduto e su questo mi concentrerei. Quel gesto di finta, ipocrita, schifosa solidarietà che offende colpevoli e innocenti, non è altro che un riaffermare il principio della camorra e dei clan come unica valida alternativa all'assenza dello stato in enormi aree della nostra città.