19 settembre, 2006

Alcune risposte e pensieri

Devo un ringraziamento a Roberto Vallefuoco. Non certo perché mi ha difeso, ma per il come… per le cose di buon senso, laiche, delle quali difende le ragioni, cose che sono sempre più necessarie in una città dove, a fianco a tante persone che si indignano per come viviamo e si impegnano, senza visioni mitologiche, a far avvenire il cambiamento, ve ne sono troppe che, anche su queste mie pagine, cercano capri espiatori, traditori, maghi che non hanno saputo rispondere alle aspettative assolute… e che, al contempo, però, non dicono niente, per esempio, sulle proposte di delibere di giunta sulla manutenzione ordinaria (nove anni a una sola ditta e senza controllo, sull’aria fritta intorno a Napoli Est e Bagnoli, sulla scandalosa gestione neo-centralistica delle municipalità che erano state descritte come la nuova frontiera della democrazia in città e che sono solo oggetto del perenne balletto spartitorio. Per non parlare di camorra e di mancanza dei diritti minimi di cittadinanza – giustamente ricordati da Giovanna Grimaldi. Avete visto sul Corriere della Sera nazionale di ieri con quanta amarezza padre Fabrizio Valletti di Scampia parla della negazione della libertà a Napoli? Per non parlare di quel che va emergendo sulle pratiche delle assunzioni nella nostra città.
Oggi, insomma, a Napoli sta emergendo in tanti e diversi ambienti la grande questione politica che abbiamo sollevato in campagna elettorale senza mai aver pensato che si potesse esaurire in campagna elettorale e che chiama a un ricambio della classe dirigente della città, pena la fine di ogni speranza di vita civile.
Su questo non ci sono mie o nostre posizioni chiuse. Abbiamo promosso proposte per i giovani a cui hanno risposto in molti. Vogliamo batterci per le vere municipalità, riprendere la battaglia sui rifiuti, fare una grande iniziativa pubblica su camorra, sicurezza, spazio pubblico, che ho preannunciato nella intervista di domenica scorsa sul Corriere del Mezzogiorno.
La campagna elettorale è finita. E’ un’altra fase. Il risultato vede una maggioranza plebiscitaria e le cose da fare a cui noi teniamo e per le quali prenderemo iniziative. Finiamola con questa storia che non faccio autocritica: chi perde in democrazia lo dice (ho detto appunto di aver perso) e poi ne descrive le ragioni (l’ho fatto il giorno dopo le elezioni… andate a vedere su decidiamoinsieme). Ma poi c’è anche il diritto della minoranza – grande risorsa della tradizione liberale – per la quale si può fare opposizione e continuare a indicare altre analisi e altre soluzioni.

Ho già risposto una volta a Francesco De Goyzueta su questo e, legittimamente entrambi, non siamo d’accordo. E mi dispiace che, insieme a Angela Colucci d’Amato, voglia andarsene da un movimento che deve a breve riunirsi e decidere e che ha tutto il potere di smentire le mie analisi perché è munito di uno statuto democratico… e di proporre altro. Ha ragione Paolo Pantani su questo: stiamo preparando un’assemblea.

E, a proposito, è del tutto ovvio e scontato, cari immancabilmente anonimi del 18 e del 19 settembre - che, come in ogni processo democratico, il nostro gruppo dirigente si presenta naturalmente dimissionario. Lo abbiamo peraltro deciso con il voto durante l’assemblea dell’ 11 luglio e, contestualmente, abbiamo chiamato, infatti, a esercitare i diritti democratici interni chiedendo di scrivere documenti che saranno la base della nuova fase di Decidiamo insieme.
E dunque sono costretto a riportare testualmente quanto avevo già scritto qui il 13 luglio:

abbiamo stabilito che, entro il 2 ottobre, ognuno potrà dare il suo contributo scritto sugli indirizzi da prendere in modo da determinare il nostro movimento nelle sue scelte di metodo e merito. Le posizioni, a tal fine, si devono confrontare apertamente. Ci vuole un processo di esplicitazione delle idee, del metodo, delle priorità che ciascuno sceglie di proporre a D. I.: quale idea del contesto nel quale ci troviamo, quali azioni prioritarie, quali temi aggiuntivi, quali attività concrete, quale modello organizzativo, ecc. Si è, insomma, decisa una procedura condivisa che permette di arrivare nella chiarezza delle diverse opzioni e posizioni a una conferenza che abbiamo deciso di tenere entro ottobre. E’ sulla base di tali documenti che sarà anche eletto un nuovo comitato di indiizzo – appunto un gruppo dirigente di D. I.

Scriva Francesco un documento. Ci sarà un confronto sul che fare e come che implica, necessariamente, anche visioni divergenti su cosa si sarebbe potuto fare di diverso e con chi e quando. E, aggiungo, sullo stato della città. E che porta, nel merito, a un confronto da cui emergerà la elezione di un nuovo gruppo dirigente.
Ma perché si fa tanta fatica a accogliere o anche semplicemente a registrare, come in questo caso, le più ovvie procedure democratiche quando queste vengono esplicitamente proposte e decise? Credo che anche questo sia un amaro risultato dell’assenza di procedure democratiche generalizzate, una assenza tanto diffusa che alcuni non riescono proprio a credere che D.I. farà un’assemblea e che deciderà secondo maggioranza sia sul cosa fare che sul gruppo dirigente.

C’è dunque una sete di confronto. Personalmente sono per andare dappertutto e per parlare e confrontarsi con tutti. E dunque Decidiamo insieme ci deve andare eccome all’assemblea per il partito democratico: ascoltare, dire la sua. Telefonerò al mio amico Cammarota. Esiste, infatti, appunto la questione dello spazio pubblico in città e del come si governa Napoli ed è una questione che implica un dibattito ampio.

Sono, poi, d’accordo con Pina Coppola, Ileana e gli altri almeno nel porre seriamente la questione del rapporto tra l’evento “notte bianca” e tutto il resto… non è che non si possano fare le notti bianche (infatti è pur vero che vi sono normali aspirazioni di occasioni così come a Roma o altrove a cui i giovani, i cittadini aspirano) ma la questione di tutte le altre notti, quelle non bianche, è una questione fondamentale, che richiama il rapporto tra straordinario e ordinario. La forma di come fare valere questo convincimento e da trovare: protesta, contro-proposta, dibattito pubblico? So che abbiamo un disperato bisogno di sostegno straordinario alla ordinarietà, alla normalità, alle cose che funzionano, al lavoro fatto bene di tanti, alle azioni civile quotidiane… compresi i docenti che, sì, devono poter accedere con procedure specchiate a fondi utili all’innovazione e alla lotta alla dispersione… come ha scritto qualcuno. E credo o almeno spero che la forte intenzione del governo di lavorare al nuovo obbligo e, al contempo, a sostenere un’autonomia vera delle scuole come diritto costituzionale porterà a superare anche la straordinarietà dei progetti, come dicevo l’altra volta e come, in fondo, auspica l’intervento di Giuseppina Rossi e può aiutare a dislocare i fondi in modo più rigoroso ed equo nelle scuole che si innovano. Non ho mai deciso io dei fondi e dei criteri di assegnazione e così sono d’accordo con chi ha scritto che non ci deve essere velo sulla questione dei fondi, delle scuole, delle procedure specchiate. C’è una battaglia da fare, non sarà facile né dai risultati immediati ma uno spazio si apre oggi con il nuovo obbligo e dobbiamo allargarlo.

11 commenti:

PaoloPantani ha detto...

Bravo Marco,finalmente!

Bisogna andare oltre tutte le ideologie dell'ottocento(liberalismo,socialismo, popolarismo) e occorre che il popolo delle primarie si guardi in faccia, si conosca, si saluti, ritrovi lo scopo democratico delle elezioni: il ricambio delle classi dirigenti.

Perciò facciamolo questo partito democratico,ma proprio noi, ma che abbiamo da perdere?

Anzi siamo più liberi di altri, ma guardate che facce da governicchio, da indultino,un altro soffio di vento e ne vedremo delle belle a Napoli.

Alla povera Napoli, giunta all'apice del suo declino, anche lo "sfizio" delle primarie ci hanno tolto quei due del tandem che ci governa, anzi è un "troika", c'è anche quell'altro stratega della tolleranza e del perdonismo...

Dopo la difesa della costituzione, bisogna cambiare la"porcata" della legge elettorale, guardate se non rispondono alla petizione si va al referendum, ormai è deciso e sarà un'altra vittoria sicura!

Certo, occorrerà fare i bancarielli e raccogliere le firme, ma mi dite cosa di politicamente nazionale e di altro possiamo fare?

Per la sicurezza, non temere cara Giovanna, diamoci prima le nostre regole,il nostro "idem-sentire", serriamo le fila, troviamo le sedi, elegiamo i nostri quadri dirigenti e vi assicuro sarà la prima battaglia che faremo a Napoli: Legge E Ordine.

Sono stufo di sentirmi addosso, come dire, questa "censura additiva", percepibile ovunque fuori di Napoli, perchè sono Napoletano.

Non molto verace però: non bacio la teca, non porto "cuorni" in tasca e non faccio il simpatico.

Naturalmente il quadro politico che ha espresso questo disastro, dovrà fare un passo indietro e se non lo fa, proviamo a farcelo fare noi, o no?
Non esistono più i Fouche(uomo per tutte le stagioni), non a caso ministro di polizia a cavallo di quattro regimi: Repubblica, Direttorio, Impero e Restaurazione.

roberto vallefuoco ha detto...

approfitto per segnalare un pericolo. una delle capacità di cui è capace il potere (quello vero) è di fare proprie tutte le istanze che emergono. quando proprio non si può più occultare, omettere o fingere che tutto va bene diventa conveniente cavalcare persino le critiche, mettersi alla testa anche delle accuse che gli vengono rivolte. rappresentare sempre e comunque tutto. avete visto l'affondo di De Mita a Bassolino di ieri? che ne pensate?

Anonimo ha detto...

I napoletani sono sempre stati bravissimi a :’parlare parlare parlare parlare parlare……parlare’ …ed oggi più che mai tutti noi dobbiamo dire la nostra.

Oggi più che mai è una continua esternazione…ore alla tastiera per scrivere articoli e relazioni ……tempo e soldi a palate in convegni, seminari , incontri, laboratori…..Blog e chat imperversano…(ogni riferimento è puramente casuale!).

Comunicare ed esprimersi, osservare, partecipare e prendere posizione costituiscono di per sé un fatto positivo e non mi augurerei di tornare a qualche anno fa quando solo pochi intellettuali e giornalisti coraggiosi parlavano ai sordi e scrivevano editoriali ed articoli come gocce nel mare, ma c’è un ma…..

Tutto bene se tanta riflessione e tante osservazioni e critiche producessero almeno per un terzo azioni e cambiamenti dentro e fuori di noi…..se ognuno si impegnasse a far seguire un’ azione positiva , un gesto operativo e concreto, il cambiamento di un proprio solo difetto per le 1000, 100000 o 1000000 parole che riesce a tal scopo a pronunciare!

Se ognuno facesse bene e con impegno il proprio lavoro senza doversi per questo trasformare in ‘stakanovisti', ma anche senza aspettare solo il classico 27 e senza dedicare più tempo del lecito a pause caffè - sigarette - giornali……se si prendesse iniziativa senza aspettare il comando o temere il controllo, se si pensasse al bene comune come a un bene proprio…..

Se si guardasse prima ‘la trave nei nostri occhi…’….e non si facesse come si dice ’ fa il prete…’…(poveri preti!).

Se si smettesse di pensare solo al proprio interesse e si smettesse di cercare scorciatoie per trovare ‘il posto’ ,se si smettesse di vendersi a destra e a manca… se si smettesse di rincorrere solo i beni materiali……se ci si fermasse al rosso del semaforo e se ci si rifiutasse di essere conniventi con chi fa il furbo, con chi imbroglia e sfugge la legge ….Chiacchiere e omertà ed il voto per paura, stanchezza, convenienza, ignavia…..

Basta…non voglio cadere preda dello stesso difetto che addito e cadere in contraddizione…a presto ..torno al mio lavoro ed al mio progetto per i giovani:’Cacciatori di barriere!’….c’è tanto, tanto, tanto lavoro da fare….

P.S.……..e cerchiamo più misura nelle comunicazioni solitarie ed a distanza…incontriamoci per prendere contatto con una stretta di mano, per guardarci negli occhi , per sorriderci o anche per guardarci ‘brutto’…..un po’ più di tempo per scendere come una volta sotto al palazzo per fare due chiacchiere con un amico, due passi e respirare l’aria aperta….’a rischio di rapine’ direte voi…si, anche a rischio di rapine….per questo combattiamo: per non perdere la possibilità di vivere nella ns città liberi e sicuri , per non lasciarla ai disperati rapaci e doverci ritirare nelle nostre tane come topi!

Accidenti ci sono ricascata!...
A presto
Ileana

Ah..sono sempre disponibile per organizzare una protesta ed una provocazione intelligente per la ‘Notte bianca’…ma presto ..è già tardi!
Ileana

ileana ha detto...

.....non sono 'anonimo' ...ho solo sbagliato a cliccare prima di inserire il mio commento....ed invito tutti a denunciare la propria identità anche se può essere spiacevole dire 'le proprie verità'e può farti dei nemici; ma a che serve partecipare nascondendosi dietro un'anonimo'(?!?),il messaggio perde l'80% della sua efficacia....ma si sa, io sono un pò dinosaura e non capisco la logica dei bloggisti (o bloggers)!
ciao
ileana

giovanna grimaldi ha detto...

riguardo la manifestazione-notte bianca

come dice eliana c'è grande fermento in giro, la trasmissione di ieri di santoro ha piantato chiodi numerosi sulla bara della "falsa napoli", di cui fino a qualche giorno fa la Sindaca sentiva neanche l'olezzo.

perchè non linkare questo fermento, letteralmente, e ciascuno elenca i siti e i blogs che sono attivi a riguardo ?
forse può bastare metterla giù semplice, semplice scegliere un luogo e poi chi c'è, c' è - sul passa parola

Anonimo ha detto...

vallefuoco, mi sembri quello che più di altri coglie veramente il senso di ciò che sta accadendo. è per questo che sono scettico sull'associazione per il partito democratico che si riunisce domani a Napoli: Bassolino e la Jervolino ospiti d'onore??????? guardatevi il programma dei lavori: http://www.perilpartitodemocratico.it/default.cfm?channel=5&id=519

PaoloPantani ha detto...

Dopo il "cahier de dolance", già fatto, anche il cittadino luigicapeto era presente alle prime riunioni, poi gli stati generali, poi "la palla corda" e poi,conseguenzialmente,la presa della bastiglia e la fine dell'"ancien regime".

Ma credete che la nostra terra sia dinamica, bradisismo docet, ma inspiegabilmente, solo noi umili umani siamo fermi?

Non solo, mentre il mondo va avanti e ci supera?

Anche il papa sta soffrendo e credete che solo i nostri baciapile periferici sopravviveranno?

Il monopolio del potere,
per regola mai efficiente, checchè ne dica qualcuno, porta solo conseguenze nefaste.

E' il destino dell'Italia mediare i conflitti e nel caso e per paura, proprio perchè non se ne può fare più a meno, segnare il destino dell'umanità: umanesimo, rinascimento,ecc.,( aimè,anche il fascismo purtroppo, è una nostra invenzione).

Lo dico da cristiano, il nostro scopo,la nostra missione è quella di cambiare in fretta e in meglio, definiamoci e facciamo i democratici e basta.

Bassolino e De Mita, finalmente, troveranno un interlocutore.

Guardate Zaparero in Spagna ha quarantuno anni, in Italia sarebbe un gragario di Capezzone e,io lo conosco, anche lui è un giovane.

PaoloPantani ha detto...

Scusate se insisto, la ex povera Spagna anche se monarchia, è il paese più giovane di Europa, alcuni miei interlocutori hanno 25 anni e sono anche belle ragazze e governano gli stessi processi che governiamo con tanta fatica di noi cinquantenni italiani, quando gli chiedo che fine ha fatto Fraga Ibarne dicono che è in pensione, del resto ha 80 anni e se la ridono forte delle mie domande stupite;

Iglesias,non il cantante,bensì il successore di Santiago Carrillo dopo essere ritornato in miniera, (unico caso di leader europeo),fa il ristoratore, anche perchè ha una grave patologia del lavoro minerario.

Queste allegre colleghe spagnole, di un anno più vecchie di mio figlio, lavorano, ridono e ballano e sono sorprese anche loro di conoscere un "Tano" (diminuitivo di Napolitano) che "parece un Ingles, como Ernest Hemingway".

daniela ha detto...

Proviamo a discutere della notte bianca e, magari, a pensare una piccola iniziativa (anche light) da promuovere per il 30?
Ho inserito un riassunto delle opinioni fin qui espresse sul sito di decidiamoinsieme, e proporrei di spostare la discussione lì, dove non sarebbe OT!
Come al solito: l'indirizzo è http://www.decidiamoinsieme.it. Oppure direttamente notte bianca

PaoloPantani ha detto...

E vabbè, parliamo di nottebianca.

Sono stato al convegno a palazzo partanna su impresa e libertà ieri 25 c.m.con Daniele Capezzone, presenti Cozzolino e Lettieri.

Mentre Capezzone, da presidente della commissione parlamentare, pensa a semplificare le leggi per gli insediamenti produttivi, Cozzolino. assessore campano alle attività produttive, pensa a un tuthor regionale per dirigere e guidare l'insediamento.

" Pegio el tacòn che el buso", dicono a Venezia, si pensa a un'altro carrozzone regionale dispendioso mentre neanche la legge per lo sportello unico per le imprese è stata applicata nei 526 comuni della Campania e io ne so qualcosa, visto che fatto il commissario ad acta proprio per insediare gli sportelli unici nei comuni indempienti, alcuni li ho anche fatti finanziare.

Inutile dire che Cozzolino, non ha risposto al mio intervento, è tutto registrato da radio-radicale e denaro-tv.

Questa è la patologia campana: asimmetria informativa e finta informazione.

Non si entra nel merito dei problemi e non si risponde,punto.

Mi sono immediatamente pentito di non averlo attaccato sulla nottebianca con i fondi per il sostegno al commercio,pensavo di essere fuori tema, ma ho sbagliato, tanto non avrebbe risposto comunque.

Anonimo ha detto...

francamente no sarei andato alla notte bianca semplicemente perchè non mi interessa, non mi diverte (mi piace assai divertirmi) eanalogamnte mi stavo scocciando (mi scoccio assai di scocciarmi) di questo dibattito sulla notte bianca. andare sempre al rimorchio...giocare al moralismo un po' accattone...sempre il ragionamento binario (triste e solitario): da là la notte bianca della falsa città; di qua la notte buia della vera città. e beppe grillo mi fa la palla quasi quanto benigni.
ripeto: io non andrò, neanche se - giustamente - vorrà andarci mia figlia 14nne. ma spero che chi ci andrà si diverta e faccio il tifo che non succedano guai.
forse il problema non è il ragionamento binario triste e solitario. la città avrebbe bisogno di essere vissuta (a me mi piace molto di più stare a casa con amici e grandi vini e formaggi di nicchia e belle chiacchiere, che poi uno si incazza pure, un po' di musica, anadre al cinema coi poppicorni senza 50mila festivalllll) anche di notte e forse la notte bianca colomba bianca vola dovremmo chiederci se serve a far rivivere le notti o no, se rimette in moto un meccanismo di socievolezza (Simmel, La socievolezza: grande), se la notte bianca non poteva servire a stimolare la produttività culturale di tante risorse napoletane e non solo della hit parade; se la notte bianca colomba bianca vola diglielo tu non poteva essere un'occasione per la sicurezza...
la sicurezza...
che a Napoli ci sia un'escalation di ferocia, al di là delle statistiche mastelliane. è vero. ma altrettanto grave è l'aumento del sentimento di insicurezza, che corre il rischio di diventre la classica profezia che si autoavvera. la notte bianca forse è più vicina al bisogno dei progetti Robertino (Troise) "Va, iesce, tuocca 'e femmene. pure se è mia figlia, pacienza, è la vita - o ll'uommene)di tanti moralismi. io dietro i moralismi sento puzza di bruciato, il desiderio delle gated communities, tanti cancelli, tante luci, tanta polizia (meglio dei primi due). il sogno di un mondo senza relazioni tra dispari, ma solo tra pari
Ma forse scendo pur'io, vedo di toccare qualche femmina...
robertino Pirozzi
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