16 ottobre, 2006

Ci si può credere o no

Stavolta un po' di risposte a chi viene e commenta.
Giovanna: con "yé-yé" non volevo intendere “paperetta” bensì “di grido”. E comunque se è percepito come offensivo me ne scuso. Ma il punto è – ci crediate o no – che io sono preoccupato quando vi è il rischio che un qualsiasi lavoro collettivo viene rappresentato al singolare e quando la dimensione eroica può nascondere la complessità del lavoro reale a favore dell’ inclusione sociale delle giovani persone in crescita. Chi mi conosce nel lavoro sa, Giovanna, che, come tutti, commetto una montagna di errori e ho molti difetti… ma non quelli che sospetti tu. E forse hai ragione che sono presuntuoso ma non per quello che dici tu ma perché si dovrebbe prima vedere il prodotto e poi criticarlo e io, invece, ho esternato preventivamente la mia perplessità e forse non va proprio bene. Comunque grazie per le osservazioni.
Trovo ottima l’idea di Federico sull’associazione soprattutto perché penso che le persone che si mettono in gioco su un progetto di impegno civico oggi a Napoli fanno una cosa santa e che le strade per farlo sono le più diverse e possono apprendere le une dalle altre. Forse Roberto Saviano si può rintracciare ma non così, per evidenti ragioni di sicurezza. E, a tal proposito, voglio ricordare l’appello per non lasciare Roberto solo, che sta girando e che sta anche sul sito www.decidiamoinsieme.it e a cui penso si debba dare grande seguito.
Giovanna Grimaldi pone la questione di una più seria informazione da raccogliere sugli sprechi. Credo che Decidiamo Insieme ci stia già lavorando; so che oggi Norberto Gallo mi ha mandato alcuni dati, che Daniela Lepore è andata a vedere i siti delle municipalità di altre città italiane. Propongo una commissione a termine o gruppo volontario che costruisca un libro bianco su questa cosa, capace, da un lato, di denunciare ma, dall’altro, anche di proporre soluzioni. Nel mio piccolo, in un articolo su la Repubblica sulle municipalità (si può leggere insieme ad altri nella rassegna stampa su Decidiamo Insieme) ho provato a muovermi in questa duplice direzione anche grazie ad alcuni preziosi suggerimenti di Monica Tavernini. Una commissione che giri, che chieda ai cittadini, che proponga come fare un decentramento partecipativo, prendendo suggerimenti anche da altre città, contenendo le spese e soprattutto rendendole funzionali.
E ho deciso di rispondere più lungamente a chi si firma quella di rif.(ex) che è la persona che mi ha attaccato in modo più forte. Alcuni amici dicono che non devo rispondere alle lettere offensive ma io non sono d’accordo. Perché penso che il clima in città vada svelenito e che si debba e possa poter parlare tra persone per quello che fanno, che pensano, che dicono. Nel merito.
Precari: sono assolutamente d’accordo con quanto l’anonima di rif. (ex) dice sullo scandalo del precariato. E ho risposto esattamente in tal senso alla intervistatrice di la Repubblica il 10 ottobre, semplicemente riportando quanto è scritto nella Legge finanziaria e quanto in più circostanze - e contro gli attacchi della destra, quella vera, e anche contro la volontà di tagli ben più massicci da parte del Ministero dell’Economia - il ministro Fioroni ha detto in queste ultime settimane: i precari devono tutti essere assunti e messi in grado di svegliarsi la mattina e andare a lavorare con tranquillità… Il ministro ha, su questo tema, una posizione molto seria. Infatti si tratta dell’assunzione di 150.000 insegnanti precari. E finalmente, aggiungo!!! Nessun governo ci aveva mai pensato seriamente. E tanto meno in periodi di “vacche magre”. Se rif. (ex) rilegge l’intervista con temperanza noterà che questo dice il mio virgolettato e che poi riporto quanto deciso dal governo… ossia che non si vogliono fare gli errori del passato e che non si creerà altro precariato perché si accederà all’insegnamento per concorso con graduatorie che scadranno dopo due anni in modo da evitare proprio la sofferenza del precariato e per non creare nuove illusioni, una volta sanata, però, la situazione entro il 2010. Aggiungo che in queste settimane si sta facendo uno screening di verifica che ha il compito di mettere in ordine i dati stessi sul numero dei precari che – altra mancanza scandalosa – non conosciamo con certezza come dovremmo. Per fare un solo esempio: si sta verificando che molte migliaia di persone ancora risultano precari perché la legge non prevede che se entri di ruolo in una graduatoria sei fuori dalle altre o almeno devi scegliere. Così, rispetto alle cifre complessive sul precariato, vi è una quota parte, da accertare, che è in realtà già di ruolo perché assunta in una classe di concorso diversa da quella per la quale si è stati considerati e dunque contati come precari. Insomma, io leggo e riporto dalle proposte di legge e dalle dichiarazioni ufficiali che si sta lavorando – l’amministrazione e anche il sindacato - per mettere ordine nei numeri, procedere alle assunzioni evitando esclusioni e per chiudere bene questa terribile storia del precariato in Italia, facendo entrare di ruolo i colleghi con cui abbiamo lavorato fianco a fianco. A riprova voglio ricordare che il giorno 18 settembre, durante una trasmissione televisiva RAI 3 – se ne può chiedere la registrazione - ho condiviso queste posizioni pubblicamente con una collega del coordinamento nazionale dei precari della scuola.
Allora… con calma. Mi dispiace che di fronte a questi problemi e alla chiarezza della mia posizione che, nel metodo, riportava quanto scritto in Finanziaria e nel merito sosteneva l’assunzione di tutti gli attuali precari, mi si debba accusare di dire l’esatto contrario di ciò che io ho detto più volte e pubblicamente. Mi dispiace perché è un metodo – ripetere il falso e alla fine qualcuno ci crederà - che purtroppo, in buona o cattiva fede, è usato in politica troppo spesso e che, però, ha avuto dei teorizzatori nel secolo scorso i cui nomi fanno tremare i polsi.
E, in aggiunta, mi dispiace che ci si debba esprimere con tanto astio e, sempre protetti dall’anonimato, che si debba offendere il mio lavoro passato o presente, cosa che personalmente non faccio con nessuno – anche quando sono in forte disaccordo - e che non mi piace subire perché credo che una persona che lavora alle volte fa bene e altre no e per ragioni sempre alquanto complesse ma che abbia il diritto di essere rispettato come persona e come lavoratore. Lo dico per l’ennesima volta e mi ci soffermo così a lungo perché trovo davvero che il clima della città stia facendo saltare anche il minimo buon senso e rispetto per il metodo democratico e per l’altro da sé in quanto altro. Si può polemizzare anche con durezza ma nel merito di quel che l’altro dice e non di quello che non ha mai detto e nel rispetto comunque del lavoro e della dignità delle persone. Sempre. Poi se rif. (ex) mi vuole venire a trovare nel mio nuovo lavoro o vuole informarsi su come ho lavorato a scuola e per quanto e fino a quando prima di Chance o a Chance o su come sono entrato nella scuola o su come nella mia famiglia – altra cosa che penso si debba tenere rispettosamente fuori dalle mischie - s’intendeva e s’intende il percorso verso il lavoro e la eticità dello stesso o se intende capire su cosa sono effettivamente esperto e perché o su cosa non sono affatto esperto, beh – ci si può credere o no - a me farebbe vero piacere poterne parlare con misura con rif. (ex), pubblicamente o prendendo un caffè. Mi può scrivere una lettera al mio indirizzo privato che trova sull’elenco telefonico.
Insomma, ben al di là di un commento a un post, si deve cambiare metodo oggi a Napoli. Altrimenti la politica – nel senso di preoccupazione propositiva per la città – muore. Parlare, riconoscersi reciprocamente anche se a fatica, litigare con rispetto e magari scoprire che su delle cose si è finanche d’accordo.

6 commenti:

tillj ha detto...

Credo che stia dando troppa importanza ai post di anonimi che usano girare x vari blog e sono riconoscibili.
Non deve giustificare il suo operato agli anonimi che probabilmente avranno problemi d'identità.Perchè le accuse e le critiche si fanno, in genere, con il proprio nome e cognome e il proprio viso.

Quando i grillini cercavano Saviano la bufera non era ancora scoppiata, lo cercavano x la notte bianca.

C'è il blog di Saviano, volendo, forse lo legge. Qualche quotidiano lo potrà leggere, il pc lo potrà usare, userà qualche nick.Non credo sia in una torre senza pane e acqua.

Tutta questa rabbia contro Rossi Doria mi fa pensare" meritate chi vi governa, li avete voluti, tinitavell'" i risultati elettorali erano noti, figuriamoci, ma sul coraggio si sputa sempre soprattutto se la faccia su cui sputare non è la nostra.

Marco guarda e passa, non c'è più possibilità di dialogo in questa città. C'è dittatura e si spara a uomo.
Se ce la facevi, oggi avresti ovazioni a tutto spiano.
Ti cito Checov:
"Meglio perire per mano di uno stupido che averne elogi".

Per la prossima volta che deciderai di rispondere ad un anonimo ti lascio questa:
"Non discutere mai con uno stupido, ti porta al suo livello e ti batte con l'esperienza".

ignorali.

Anonimo ha detto...

Caro Marco hai ragione,ma questo non può valere solo quando qualcuno dice cose non vere su di te o offende te.In questo,e in altri blog simili (vedi Napolionline ad esempio)si sputano veleni e si offendono un mare di persone tutti i giorni!Allora... hai detto che vuoi rassettare il tuo blog?E allora comincia a non inserire più i commenti di quelli che offendono o affermano cose che non possono essere provate, non solo di anonimi ma anche di persone che si firmano.Perchè vedi...altrimenti chi legge il tuo blog pensa che queste persone fanno parte della "tua" squadra. Lo stesso vale per Norberto Gallo e i suoi affezionati commentatori...che poi sono sempre gli stessi!
Grazie e buon lavoro.Antonio Fusco
antoniofusco@libero.it

serbiss ha detto...

non mi risulta che si sputi veleno su nessuno né qui né su napolionline.
se poi ti riferisci al copia e incolla di articoli provenienti dalla stampa cittadina, non sarebbe il caso di chiedersi come mai da tempo le notizie positive sono di gran lunga inferiori a quelle cattive?
sarà il famoso complotto della carta stampata contro la sindaca?
mah.....

roberto vallefuoco ha detto...

siccome sono un lettore di questo blog e di napolionline, e visto che si firma (perchè a me piace sapere con chi sto parlando), vorrei chiedere al signor Fusco a cosa si riferisce quando parla di offese. le opinioni possono non essere condivise senza essere considerate offese. se poi si riferisce a giudizi su chi amministra, riferiti essenzialmente al "come", questo è da considerarsi prerogativa normale e democratica.chi si spende pubblicamente si espone a questo. E', ripeto, la democrazia questa.
capisco che si fatichi a comprendere l'idea di "decidiamo insieme", ma la rassicuro, non esiste una squadra che si organizza per scrivere qui o su napolionline. si rassegni all'idea che le persone possono convergere su alcune opinioni, dissentire su altre, ma non tutti hanno bisogno di capi o, al contrario, di adepti per manifestarsi.

Anonimo ha detto...

Quella di rif ex ha detto

Gentile prof.Rossi Doria

su una cosa siamo d'accordo:"la famiglia va lasciata rispettosamente fuori dalle mischie" e mi fa piacere che c'è arrivato anche lei.

Qualche anno fa abbiamo già avuto uno scambio di opinioni riguardo la scuola e altre questini di principio e le posizioni reciproche erano molto distanti o non ci siamo capiti (che per me è la stessa cosa).

Ciò nonostante avrei volentieri partecipato a un movimento nuovo e innovatore, come lei annunciava con Decidiamo insieme, ma già i primi passaggi non mi sono piaciuti.Gliel'ho detto anche firmandomi col mio nome, il risultato è stato lo stesso, male parole ed insulti(questo per placare chi mi accusa di essere anonimo).

Riguardo gli articoli su repubblica e le polemiche intorno alla scuola le chiedo: ma lei veramente crede a quello che va dicendo il ministro?
Io spero che veramente seranno assunti tanti precari, ma mi chiedo, perchè cambiare le cose in modo tanto drastico?
Perchè bloccare tutto col 2010?
Chi è dentro è dentro... e chi è fuori?
E perchè non dare delle illusioni ai giovani che nella scuola portano una ventata di entusiasmo tra docenti vecchi, stanchi , disincantati e demotivati?
I giovani vanno orientati, vanno educati a gurdarsi bene intorno e ad investire su vari fronti e non su una cosa.
Non ho volutamente frainteso la sua posizione,ma ancora una volta non sono d'accordo.
E' veramente sconcertante sentire RIPETERE delle affermazioni così banali e superficiali da uno come lei senza un minimo e dignitoso senso critico!
E credete di garantire la giustizia sociale con i concorsi pubblici? la pacchia di eminenti personaggi che organizzano corsi privati per la preparazione ai concorsi a cifre esose e accessibili a pochi. Ma dove campate?
Non le sembra di partecipare alla solita tarantella dei buffoni di corte, utile a distoglire l'attenzione DAI VERI PROBLEMI DELLA SCUOLA che invece non vergono artatamente toccati?

Lasciate in pace i precari e fateli lavorare senza la spada di Damocle del 2010, che a loro girano le palle.
Se lei, professore, ha voglia veramente di fare proposte coraggiose, me lo dica, che possiamo parlarne.
Altrimenti... cerchi di essere meno rumoroso.
Cordiali saluti.
QUELLA DI RIF.EX

Anonimo ha detto...

senza pensare che rossidoria conti qualcosa, mi piacerebbe però capire come gli è venuto al ministero di stabilire che una delle maniere con le quali si ridurrà la spesa passi attraverso la riduzione dei bocciati...
che vuol dire? seguirà circolare?