11 dicembre, 2011

Muoversi

C'è da insistere sul cambiare, in meglio, la scuola.
La sua funzione pubblica è difendibile solo se migliora, se sta sull'agenda vera. Venerdì su questo è uscita una mia intervista a Repubblica Napoli. Sabato mattina sono stato con il ministro a Napoli, ho incontrato il presidente della Campania, Caldoro e il sindaco di Napoli, de Magistris.
Si è parlato di cose concrete: ottimizzare l'uso dei pochi soldi che ci sono per ricerca e università, rimettere in moto un po' di soldi per l'edilizia scolastica, partire da ciò che funziona e migliorarlo, aggredire povertà minorile e dispersione scolastica.
La strada non è facile ma è ora di muoversi, dare segnali, presto. Poi bisogna vigilare che le cose vengano attuate e sui tempi. Muoversi.

7 commenti:

Giovanni ha detto...

Gentile Marco
credo nella possibilità di cambiare.
Credo - come insegnante nella paritaria - che le scuole non statali non possano danzare sulle ceneri di quelle statali. Credo che il mio servizio sia pubblico e che possiamo iniziare a costruire insieme, lasciando le storture ideologiche a chi ha tempo da perdere.
Grazie per le tue parole, nell'intervista, che rilancio sul mio blog.
Resistere. Giovanni

Stefania Grosso ha detto...

Sono perfettamente d'accordo.
Credo che la cosa più importante, in questo momento, sia dare un segnale forte sull'importanza e sulla solidità della scuola pubblica, sulla professionalita dei molti che ci credono, sul ruolo indispensabile di un'educazione alla persona ed alla cittadinanza attiva! Tutto questo utilizzando al meglio le poche risorse che ci sono! E si può fare! Tutti noi, che lavoriamo nella scuola, dobbiamo fortemente crederci! Buon lavoro! Stefania Grosso

SILVIA Peca ha detto...

Gentile Marco Rossi Doria, Ciò che lei dice e si propone, è giusto e condivisibile. Dopo decenni di un sistematico schiacciamento verso il basso della nostra SCUOLA (così evidentemente sistematico da far sorgere il sospetto di una deliberato e mefistofelico progetto politico, ma di ciò, vi prego parliamone a casa mia e non in un blog...), dopo decenni di ciò, dicevo, ecco che si torna a più "miti consigli". Mi scuso per il "miti consigli", in verità trattasi di una sfida epocale: tornare -e uso il passato non a caso- a parlare di scuola come luogo ricco di umane risorse che alimenta risorse umane è una magnifica presa d'atto che qualcosa, evidentemente, non ha funzionato. Tornare a connettere che la "licenza poetica" non è il licenziarsi dai propri doveri di cittadini, mi emoziona. Io Ho 46 anni sono cresciuta in quella scuola imbevuta di ideologismi che ci hanno reso ignoranti. Ora che non ci sono più destre e sinistre e avanti nè indietro... per favore, lavoriamo sodo, perchè la vita è una e crescere come degli idioti che lanciano slogan ci rende brutti e scemi. Con tutto quello che questo comporta. Mi picerebbe parlarne più diffusamente, l'argomento mi sta a cuore particolarmente. Grazie, per ora per lo spazio concessomi e buon lavoro. Marco Rossi Doria, da me si senta sostenuto. Io ci credo nel suo progetto. Silvia Peca

Anna ha detto...

Anch'io ho quasi 46 anni come Silvia ma non sono cresciuta in una scuola imbevuta di ideoligismi ma di valori e di ideali. Miracolata? Forse.
La lezione del passato può servire ma bisogna risolvere il presente.
Ieri ad una riunione del Consiglio di Istituto nella scuola media di mio figlio, mi sono avvilita per l'ennesima volta. Insegnanti incattiviti, burocrati, irrigiditi sulle loro posizioni ed ignoranti.
Se non credessi nella funzione sociale della scuola, a prescindere, ritirerei mio figlio e lo farei presentare da privatista agli esami di terza media. Com'è possibile che la scuola sia caduta così in basso?
http://parolestrapazzate.blogspot.com/

Fabio ha detto...

Egregio Maestro,
La prego, cortesemente, di spendere due parole in relazione allo stato in cui versano i diplomati magistrale, da oltre 12 anni "confinati", sebbene abilitati, nelle graduatorie di III fascia ed ai quali, adesso, il ministero nega anche il valore abilitante del diploma, sancito per legge, ma volutamente ignorato.
Confidando in una Sua risposta, la saluto cordialmente.
Fabio

Fabio ha detto...

Egregio Maestro
Le sarei davvero grato se potesse fornire un recapito email a cui poterLa contattare al fine di affrontare seriamente il nodo dei diplomati magistrale. Dopo un governo che ha fatto della barriera impenetrabile la sua forma di dialogo, confido che tale volontà di dialogare e chiarire trovi invece posto in chi, come Lei, ha vissuto "dal basso" la scuola e ne conosce la realtà.
Sarebbe auspicabile che il confronto si spostasse dalle aule giudiziarie al dialogo civile e costruttivo. Sono migliaia id iplomati magistrale che il MIUR definisce "non idonei" e "non qualificati" pur possedendo un titolo che la Legge stabilisce avere valore abilitante permanente per l'insegnamento nella scuola elementare. Gli stessi maestri che ogni anno sono chiamati a svolgere con dedizione la loro professione, sia nelle scuole statali che non statali, e che da anni sono relegati nelle graduatorie dei cosidetti "non abilitati". Sappiamo tutti che questo è assolutamente scorretto: il diploma magistrale conferisce un'abilitazione, concetto ribadito anche dalla Corte Costituzionale oltre che Leggi, Regolamenti e Circolari. Abailitazione che non si conseguiva con il concorso (che peraltro non interssava chi intendeva lavorare nelle scuole non statali) che era invece una procedura selettiva per l'accesso ai ruoli, non più operata dal 1999. Le rinnovo l'invito a far si che sia possibile un contatto ed un dialogo.
Cordiali saluti.
Fabio

Roberto ha detto...

Egregio maestro,
Credo sia il momento per il Ministero di dare un segnale forte di non continuità su tutto quello che riguarda l'inclusione dei bambini e ragazzi disabili. Come forse sa, negli ultimi anni e' stato condannato 4 volte da Tribunali civili (compreso quello di Napoli) per discriminazione verso i bambini disabili cui di fatto ha impedito di usufruire del loro diritto allo studio e centinaia di volte dai TAR di tutta Italia per aver loro impedito di avere un adeguato numero di ore di sostegno.
Mi auguro che la sua sensibilità verso gli ultimi possa indirizzare tutta la struttura verso una linea differente di dialogo e non di guerra continua contro docenti e genitori impegnati quotidianamente nell'educazione e inclusioni di tali bambini e ragazzi.