06 aprile, 2008

Il corpo e la mente nella cabina elettorale

Mi misuro con la mia angoscia per il pericolo, vero, del ritorno di Berlusca. E con la ulteriore desolazione che il ritorno di pioggia e freddo dà alla scena civile partenopea. E avendo pure incontrato stamattina un mio alunno che è andato al comizio del PdL in Piazza Plebiscito, munito di bandiera – per sua opportunità e non per convinzione, ho deciso di ripubblicare (cicl. in prop.) questo mio racconto breve liberamente tratto da un meraviglioso incontro di molti anni fa in corso Sirena e apparso su Nuova Ecologia nel 2005. Attenzione, non è una indicazione, è solo un ricordo. Perdonatemi.

Nonvoto

Mi piace il suo baffo che è all’antica e ben curato ma per favore a voi altri che cercate il voto, non mi cercate, non mi convocate, non mi proponete e non vi proponete. Perché io nonvoto. E non ci vado mai più a portare il corpo e la mente nella cabina elettorale. Volete sapere perché non ci vado? Me lo domanda? E io la esaudisco e le rispondo e le spiego bello e bene e chiaro e tondo. Ma non è una sola ragione, bensì tre importanti ragioni, caro signore. Allora la prego, egregio signore coi baffi, se le vuole davvero sapere e sapere per bene e tutte e tre, deve subito trovare la carta e prendere la penna e segnare ognuna delle ragione perché io nonvoto e non ci vado mai più a portare il corpo e la mente nella cabina elettorale. Segnate vi dico. Perché è istruttivo. Segnate e segnate a futura memoria che Carlo Settembre, classe millenovecentoventi, soldato sul fronte, ferito in guerra, elettore al referendum per la Santa Repubblica, operaio saldatore, costruttore di case, venditore ambulante prima di verdure e di frutte e poi di stoffe, bottegaio di tessuti e vestiti nobilitato dalla clientela affezionata a qualità e a prezzo giusto, padre di quattro figlie femmine e due maschi, tutti onorati nel lavoro e nella famiglia, nonno diciannove volte, non vota più mai più e nessuno più. Siete pronto? Avete approntato da scrivere? No, caro il mio signore coi baffi, sia chiaro che dovete segnare le mie parole e ciascuna mia motivazione. O approntate da scrivere e scrivete o Carlo Settembre non spiega e non dice le tre ragioni. Scrivete e scrivete a futura memoria. Sissignore sono tre le ragioni perché non ci vado mai più nella cabina elettorale. Siete pronto. Bene. Ecco l’elenco delle motivazioni. Segnatelo in ordine e secondo le mie esatte parole, così come ve lo dico, secondo il mio preciso dettato, senza esitazione perché sono persuaso e sicuro che nonvoto e mai più voterò. Ecco, vedo, signor baffo, che avete approntato la carta e la penna. Bene. E allora adesso scrivete quel che vi dico e dichiaro a futura memoria e che ora con precisione io vi detto:
“Io sottoscritto Settembre Carlo nonvoto. Non voterò mai più. Per cause tre: mia condizione, bruttura di chi si propone, mistero sugli esiti. Attenzione. Prima ragione è dovuta alla mia condizione: sono persona in pensione, non faccio più nulla di utile al mondo e chi non lavora non deve votare o che sia inoccupato o che sia bambino o che sia studente o che sia in pensione non è cattivo individuo ma non produce e non deve votare. Attenzione. Seconda ragione è dovuta alla bruttura che impera: sono brutti e troppo brutti coloro che si presentano al nostro cospetto a cercare il voto, brutti nei modi, feroci nel gesto e nello sguardo, altisonanti, ambiziosi, arroganti e mal costumati perché ovunque presenti, per strada, a casa e in ogni luogo, con la televisione, le carte e i manifesti, perché urlanti e brutali, antipatici, litigiosi tra contendenti e litigiosi anche quando da soli, presuntuosi e parlanti senza ascolto né carità, impregnati di invidia, livore, risentimento e astio, brutti vi dico e brutti vi ripeto, sono brutti. Attenzione. Terza ragione è dovuta al mistero sugli esiti: chi mi dice ‘lavoro ai giovani’ com’è che saprò se ha trovato la soluzione per quel che mi ha promesso? Chi mi dice ‘casa a chi non la ha’ com’è che saprò se ha trovato la soluzione per quel che mi ha promesso? Chi mi dice ‘meno tassa da pagare’ com’è che saprò se ha trovato la soluzione? Chi mi dice ‘aria pulita nel cielo’ com’è che saprò se ha trovato la soluzione per quel che mi ha promesso? Non c’è prova che dia prova: dove fatto, cosa fatto, con chi fatto, quando fatto, come fatto? Non c’è prova né evidenza. Se è coperto dal mistero l’esito delle parole date in cambio del mio voto io nonvoto. E per favore non mi cercate, non mi convocate, non mi proponete e non vi proponete. Perché io nonvoto. E non ci vado mai più a portare il corpo e la mente nella cabina elettorale. Mi piace il suo baffo che è all’antica e ben curato e io la ho esaudita e le ho risposto e le lo ho spiegato bello e bene e chiaro e tondo perché nonvoto.

2 commenti:

lucia cirillo ha detto...

Le tre ragioni (insieme ad un mucchio di altre) sono pure le mie...ma io Berlusconi non ce lo voglio!!!!

tartaruga laboriosa ha detto...

Sabato scorso ho seguito a Roma un interessante convegno dal tema "SICUREZZA E LEGALITA'. Marco Rossi Doria nel suo intervento ha illustrato e commentato le drammatiche cifre relative ai livelli di dispersione ed abbandono scolastico nella periferia napoletana. Oltre a questi , la sua riflessione ha coinvolto temi legati alla microcriminalità diffusa tra minori della scuola dell'obbligo e le relative pene che vengono applicate a chi viene posto in arresto. Non conoscevo Marco Rossi Doria ma ho molto apprezzato il suo coraggio e la serietà per aver ammesso che la politica di questi ultimi decenni (anche quella di sinistra) non ha molto preso in considerazione i problemi legati alla istruzione nella scuola elementare e media inferiore. A mio avviso sentir parlare di abbandono scolastico e di risultati mediocri nelle pagelle dei nostri ragazzi, mi fa vergognare di vivere ancora in questo paese! E' possibile che in Italia, cuore del Mediterraneo, vivano ancora sacche di società immiserite dall'ignoranza? Si sa che l'assenza di una cultura e di una formazione di base porti un popolo alla povertà, le due cose sono unite quasi simbioticamente. Bisogna dire basta a questo status quo che a Napoli e nella sua periferia è diventato un cancro insopportabile. Credo che un primo elemento di rottura con questo tipo di amara realtà, sia la istituzione di un compartimento pubblico-istituzionale esperto nel life-long learning, nella formazione permanente dedicata anzitutto alle famiglie che vivono un disagio culturale e sociale.
I figli della Napoli degradata sono spesso vittime di genitori poco istruiti ed "immaturi" a livello professionale, ma non per questo devono essere lasciati soli ad affrontare un destino spesso scontato. Non dovrebbero altresì essere trascurati gli stessi genitori!
Un altro elemento di rottura potrebbe essere la progressiva eliminazione degli istituti professionali, che nel corso dei decenni si sono dimostrati sempre più inadeguati a fornire la giusta componente formativa per i giovani che si affacciano nel mondo del lavoro. Occorrerebbe incrementare invece gli indirizzi liceali con opportuni programmi di studio e di assistenza per gli allievi con difficoltà.
Il successo di un popolo dipende dai cittadini ed in particolare da quelli più piccoli. Il nostro futuro dipenderà presto da chi oggi frequenta le scuole dell’obbligo e se in futuro non vorremo rivedere le stesse “facce politiche” o la loro progenie, dobbiamo un po’ tutti rimboccarci seriamente la famose maniche. Oggi, genitori, insegnanti,, operatori di strada, rappresentanti delle istituzioni.
Se vogliamo costruire una società meno violenta, meno degradata, meno povera, occorrerà suscitare il piacere ed il desiderio della conoscenza e della legalità!
Rosa, puteolana di Roma