07 marzo, 2008

E’ difficile votare


La mia lontananza da questo Pd la vado ripetendo. Veltroni pareva promettere qualcosa di un po’ meglio anche per noi. Ma così non è.
E’ una lontananza amara ma obbligata. Per chiunque abbia un po’ di onestà intellettuale, giri per le nostre strade, conosca come funziona qui la cosa pubblica, ne sappia di storia del Mezzogiorno e delle sue clientele passate e odierne e creda in un briciolo di dibattito di merito e di ricambio nella rappresentanza. Casini e De Mita: non me lo si può chiedere. L’arcobaleno: nemmeno. Perché il conservatorismo di sinistra non è nelle mie corde da troppi decenni; e perché è stato ed è un pilastro fondamentale del bassolinismo.
Così, è davvero dura andare a votare. Anche per chi è devoto a un diritto conquistato dai padri, conosce il valore delle elezioni per il Parlamento e ci tiene a tenere Berlusconi lontano da Palazzo Chigi.
Norberto propone il voto comunque utile, con argomentazioni ragionevoli. Ci vuole molto disincanto però. E si deve voler guardare molto agli equilibri della politika e nella politika. Come mondo a se stante, separato. Discutiamone ancora (come molti sollecitano nei commenti su D.I.).
Ma a me piacerebbe anche poter usare la campagna elettorale per discutere di rifiuti, di budget della sanità fuori controllo, di fallimento formativo di massa, di esperienze partecipative o della loro assenza, di tassi di povertà più alti d’Europa e di rifiuti tossici mostrati – da oggi nelle sale - nel bel film "Biutiful Cauntri" (il cui regista, impressionato da quel che ha visto e filmato, in una secca intervista sui Rai due ha chiesto pubblicamente le doverose dimissioni di Bassolino).
Le elezioni sono, certo, cosa che attiene alle alchimie della politika. Ma altrove nel mondo sono anche occasione per parlare della vita sociale e civile.
Mi verrebbe – se non sapessi quanto è difficile organizzare alcunché - da proporre un’assemblea dal titolo: “E’ difficile votare qui” oppure “E noi?”.

29 commenti:

antoniovergara ha detto...

secondo me tu e molti altri siete troppo severi verso il pd. i cambiamenti si ottengono nel tempo. mandela ci ha messo 30anni.

Federica ha detto...

si può aspettare 30 anni quando si vede un desiderio un movimento...un battito d'ala.....Ma in questa palude stagnante Antonio...tu mandela dove lo vedi???

eddi ha detto...

Anche qui, a Novara, è difficile votare: dichiarano che vogliono fare in modo che non si venga candidati per cooptazione e poi vedi che nei circoli del PD ci sono: in un quartiere il padre, nell'altro la madre, in un'altra lista la figlia. Li conosci, sai che fanno fatica a mettere 2 parole in croce e dici BOH! Ma a che serviranno questi circoli? E gli eletti nei circoli percepiscono qualche retribuzione? Nei miei utopici sogni io vedevo i circoli come una sorta di oratori laici, che potessero avvicinare i giovani all'impegno civile. Va be', mi riaddormento e cambio sogno.

pirozzi ha detto...

avevo scritto un post ma è scomparso: qualche traccia? lo avevo in anteprima e poi è scomparso come un qualunque candidato delle società civile. si può riciclare o è irridemiabilmente indifferenziato?

elettricista ha detto...

Spiacente Pirozzi.
Qui non risulta nessun commento smarrito.
Sai... il buco nero del cyberspace...
Tocca ritentare

Oblomov2000 ha detto...

Anche un mio commento è stato risucchiato dal "buco nero".
Cercavo di dire che non solo in Campania è difficile votare!
Forse troppo concentrati sulla nostra specificità regionale non facciamo tanto caso alle rimostranze di Cacciari in Veneto, a quello che diceva Travaglio ad AnnoZero su personaggi "discussi" presenti nelle liste siciliane.
...E a quello che scrive Eddi più sopra. Forse è il caso di dire che in tutta Italia la "novità" democratica ha prodotto profonde delusioni!

francescomincone ha detto...

Io sono perfettamente daccordo con Marco sulla questione Campana: qui diversamente che in altre regioni, nelle quali ci sono forti e profondi elementi di novità che fanno ben sperare, è mancato il coraggio per tutto. Vi invito a dare un'occhiata al post sul mio blog.

ottantacento ha detto...

Caro Marco, tu sei fra quelli che avrei volentieri visto candidato nel Pd. Insieme a persone come Amendola, Leonardo Impegno, Belliazzi, magari un Cesare Moreno. Però non è da te dire che non voti Arcobaleno (e già così tradisci un pregiudizio, perché era più naturale dire la Sinistra), dicevo non è da te che non voti lì pe via del "conservatorismo di sinistra". E' una formula pigra. Puoi trovare altri 100 motivi validi, tu. Ma non quello slogan elettorale. Salvi e Villone: bassolinismo? Scotto (numero 1 a Campania 1) e Mussi: bassolinismo? Erano la parte migliore dei Ds prima, e ora sono conservatorismo? Sodano: bassolinismo? Certo, Sinistra Arcobaleno è schieramento eterogeno. Lì c'è pure dell'altro. Ma non meno del Pd. In fondo è da apprezzare che in Campania stavolta non siano presentati né Pecoraro né Diliberto né Caruso, e pure Tecce non ce la farà. Ma come ha scritto Salvadori su Repubblica, sono ancora attuali e forti le ragioni di questa sinistra debole. E non credo che il Pd se ne faccia portatore.
Con la stima di sempre, 80/100

Confucio ha detto...

"Forsan et haec olim meminisse juvabit".
Ci sono cose per le quali vale la pena vivere, ci sono altre per le quali si deve necessariamente soccombere.
La differenza fra una vittoria ed una sconfitta, entrambi intese rispettivamente quali risveglio delle coscienze o morte di ogni residuo senso civile, può essere data semplicemente dal tempo in cui l'una o l'altra avvengono.

A volte è meglio perdere per estirpare un male nefasto... La Campania oramai è una regione morta...chi fa o produce qui o è un eroe o è un incosciente...

Non si può avere pietà per un personaggio come Bassolino... la pietà per chi distrugge la nostra vita ed il nostro futuro è peccato... anch'essa è un crimine insopportabile...

la sorella di pandora ha detto...

comm'è bello Zapatero...io mi trasferisco in Spagna!!!
Corpo: Ecco,la sinistra vince in Spagna.... e in Francia alle comunali......
Invece in Italia ce tenimmo a Berlusconi....e Fini...
Che consolazione!!!!!!
A Napoli ce tennimme a monnezza , al nord la Lega....più o meno siamo lì...ma la Lega ha qualche attributo che è una garanzia...ed è già una cosa...
Boselli apre a Mastella...Mastella rifiuta....ed io non ho parole...
Invece Berlusconi ha aperto la campagna elettorale strappando il programma del PD e per Fini questo è normale...'o fascista è fascista...
D'altra parte,come ha detto Santanchè,pure il Papa è fascista,e che volimme più...
A proposito di Santanchè...ma si è rifatta le labbra?
Ecco,si può aprire un dibattito sulle labbra della Santanchè,si chiama così?
Sarebbe l'argomento politico più serio di questa campagna elettorale....
Le cose sono due,ci attrezziamo con alcol ed altro per sopportare cinque anni di berlusconi e fini....o prendiamo baverattelle e ce ne andiamo in Spagna?

Anonimo ha detto...

Roberto Vallefuoco
Si Marco, ci vuole molto disincanto. E però non è solo passione per gli equilibri della politica e nella politica. C'è anche un conflitto, difficile da risolvere, tra il bisogno di affermare un'alterità, una diversità e, dall'altra parte, il desiderio di influire in qualche modo anche ad un piccolissimo cambiamento, fare qualcosa di concreto. In questo senso le tesi di Norberto sono interessanti.

P.s. caro Marco, mi piacerebbe sapere come interpreti certi accosatamenti(tu, Leonardo Impegno, Belliazzi..:-))
roberto

pirozzi ha detto...

provo a riprendere il mio defunto post
1. io non voto ma mi faccio la mia campagna
http://it.youtube.com/watch?v=mhLnxiSxp24
2. veramente non ho quasi mai votato, e quando l'ho fatto mi sono turati il naso, e chi oggi invita a farlo non elabora di molto questa argomentazione
3. veramente c'è chi propone il voto in base a calcoli tattici, del tipo: la nostra piattaforma è "via bassolino", scegliamo chi e dove votare in base a questo obiettivo. un'impostazione così classica della tattica, e della politika, presupporrebbe una visione altrettanto classica di una strategia, ma addostà? a meno che non scambiamo per stategia i giuochini para (nel senso di "sembra") machiavellici di tanti demitini e bassolinini.
3. mi piace invece molto l'uso tattico che mrd propone delle erezioni - così la sorella di pandora può commentare - per continuare a discutere di cose che le i tempi delle elezioni trascendono. ne aggiungerei una, che è ppi una questione di metodo che, mi affanno a continuare a credere o almeno a sperare, dovrebbe caratterizzare la pur annacquata Dec Ins: come contano i cittadini? ossia: come si INIZIA, provando al di là degli slogan, a costruire una cultura politica deliberativa?
4.e avrei anche una proposta di nostra partecipazione al dibattito elettorale.
4.1 SE ALLORA la premessa sarebbe: la Politica non è solo quella che - cognitivamente, organizzativamente, moralmente - impone il ceto politico, ma è qualcosa di molto più complesso che abbraccia tutte le forme di mobilitazione e partecipazione
4.2 ALLORA vi proponiamo dei nomi, con questa storia e questi saperi, che dovreste inserire nel vostro staff, persone legate a questa cultura. persone, cioè, capaci di costruire pubblicamente i problemi, di settarli nella loro complessità, di saperli settaredeclinare, laddove serve, localmente in dialogo con le mille pratiche sociali, coi saperi non esperti, non guru ma intellettuali senza becchette e tecnologie magiche? facciamo dei nomi? li sfidiamo a renderli pubblici prima del voto? a parte dalle veline, dagli stati di famiglia anche di quelle di fatto, dei loro consulenti?
ovvio: questa proposta dovrebbe contenere anche una proposta sul "modello deliberativo e civile" delle consulenze.
ma il post defunto era più bello, mannaggia

ottantacento ha detto...

@ roberto vallefuoco

Be', se il 14 ottobre Marco era nella lista delle primarie con la Carloni, penso che non sarebbe risentito di una candidatura al Parlamento accanto a Impegno, Belliazzi... (e avevo aggiunto Amendola... l'hai dimenticato)
... però magari mi sbaglio
... sì, interessa anche a me sapere come la pensa Marco

francescomincone@ottantacento ha detto...

Ti voglio ricordare che appena 3 o 4 anni fa, Bassolino stava con Mussi e Salvi, quindi non sono poi così esenti da colpe, visto che bassolino governa in Campania da circa 12 anni... Sicuramente avrai tante altre buone ragioni per votare la presunta "Sinistra" Arcobaleno, ma di certo non per il fatto di essere esenti da colpe in Campania!
www.francescomincone.ilcannocchiale.it

Anonimo ha detto...

roberto vallefuoco

X ottantacento

bè un po hai ragione. in fondo si è presentato anche alle primarie PD. anche se sospetto che nemmeno con la Carloni avesse molte affinità.
Detto questo mi piacerebbe sapere le affinità che ci vedi tu in questi accostamenti...
roberto

Federica ha detto...

Ma l'avete visto REPORT ieri sera? E vi viene ancora voglia di votare dopo averlo visto? A me no....e mi spiace pure non farlo. Ma onestamente molto molto onestamente non c'è altra soluzione....da Roma chiudono gli occhi e tappano le orecchie dando così via libera ad i nostri carnefici....Ma siamo matti a premiarli pure????

franco cuomo ha detto...

D'Alema dice che non possiamo parlare male di Bassolino perchè è come se parlassimo male della nostra storia. Avete visto "Terra Bruciata" ieri a Report?

oblomov2000 ha detto...

...e allora, se è vero quello che dice Report, non dobbiamo nemmeno dimenticare che ci sono politici come Sodano (presente, mi sembra, nella lista della Sinistra) che queste cose le ha denunciate, portandole all'attenzione dell'opinione pubblica! Non so se Sodano è un "conservatore"..., penso che comunque il suo operato debba essere apprezzato!

ottantacento ha detto...

@ roberto
Le affinità. Intanto, secondo me, non è necessario trovarne, se è vero che il Pd è un partito moolto moolto eterogeneo anche su temi importanti: se pensi che si va da Binetti ai radicali, da Rutelli a Bersani.
L'affinità che mi interessa in quella rosa di 5 nomi (e non ho messo le 5 donne...) è che sono persone delle cui idee mi fido. Di Marco non c'è bisogna che dica. Di Cesare Moreno uguale. Enzo Amendola è uno di quei napoletani sufficientemente non-napoletani per fare il bene della città, ed è comunque un cervello sgombro di pregiudizi. Da Impegno ho sentito parole moderne e innovatrici sulla necessità di alcune liberalizzazioni (per esempio i tassisti a Napoli), finanche in contrasto con la Iervolino, e pure questo non è poco. Infine, ogni volta che sento Belliazzi parlare, c'è sempre un riferimento all'anticamorra, a una battaglia di pulizia da fare nei comuni di retrovia, tra le ombre che circondano i grandi collettori di voto in provincia. Tema molto caro anche a Marco.
Ecco. Voterei Pd se dessero la possibilità - con le preferenze - di scegliere la persona che ti piace dentro un campo che è mooolto mooolto eterogeno.

@francesco mincone
Non ne faccio una questione di colpe. Perché - estremizzando - ne avremmo finanche noi che abbiamo votato. E peraltro non ho detto che voterò Sinistra. Ho solo detto che "conservatorismo di sinistra" è una formula pigra - non da Marco - per definire l'azione politica di persone (per esempio) come Mussi, Scotto, Villone e Salvi. Tutto qui.
Ma grazie, grazie, grazie per l'attenzione che mi avete dedicato. Magari ci si potesse confrontare sempre così...

franco cuomo ha detto...

@oblomov2000
infatti io non ho detto niente contro l'operato di Sodano e pur non essendo di Rifondazione, apprezzo quello che sta facendo.

Oblomov2000 ha detto...

@Franco Cuomo

Prendendo spunto da quello che scrivevi, contestavo amichevolmente a Marco la formulazione proposta nel suo post, quando definiva la sinistra arcobaleno irrevocabilmente "conservatrice"...

Anonimo ha detto...

roberto vallefuoco

daccordo cone te 80/100. mi piace l'idea di un partito che comprende diverse sensibilità, culture e opinioni e ne favorisce il confronto. ma non era questo il tema. oltre la dignità e la rispettabilità di ognuno con le sue idee c'è la politica. quella parlata ma pure quella, come dire, esercitata. ora Diego, con tutto il rispetto per le sue idee, tanto per fare un esempio, non è un marziano. nemmeno un opinionista. è stato ed è parte importante della classe dirigente dei DS e del partito democratico da 15 o più anni. è stato segretario provinciale dei DS per diversi anni nonchè interprete convinto e, ripeto legittimamente e dignitosamente, rappresentante di quelidea della politica che Marco chiama "bassolinismo". come dire: fa parte della squadra. se non stabiliamo che uno dei principali punti che vogliamo sia presente nel PD sia il principio di responsabilità, non possiamo far finta di niente. convengo che, in questo senso, il discorso potrebbe essere diverso per Amendola. ma fino ad un certo punto.
ora, secondo me, c'è un'alternativa chiara tra quello che rapopresenta Marco e quello che, sempre solo per esempio, rappresenta Belliazzi. trovavo curioso l'accostamento.
tutto qui.
roberto

franco cuomo ha detto...

@oblomv2000

Marco Rossi Doria dice che la sinistra arcobaleno è conservatrice ma lui non riesce più ad accorgersi di quanto siano reazionari ( uso il termine come lo si usava dopo il congresso di Vienna)i democratici. Nel suo rifiuto della sinistra arcobaleno, c'è un'acrimonia ideologica simile a quella che si riscontra in giuliano ferrara:sono sempre gli incendiari che poi diventano pompieri.Quando si era giovani lui era un rivoluzionario comunardo ed io un militante del PCI: per lui ero un venduto servo dei padroni.Oggi lui cita Isaiah Berlin, io amavo allora karl korch e non stavo già bene nel vecchio PCI.Voglio dire con questo che pur non condividendo uomini e idee della sinistra arcobaleno, penso a Pecoraro Scanio,Diliberto,lo stesso Bertinotti, certamente Sodano è una persona che credo stimabile e seria e tra lui e D'alema, preferisco lui. In Campania e in Italia stanno facendo passare i democratici come innovativi, la verità è che Veltroni è un opportunista insieme alla sua nomenklatura ( scusatemi il linguaggio )che una volta si sente socialista zapateriano e un'altra barak obhama.

Oblomov2000 ha detto...

@franco cuomo

Ho meno sicurezze di te! Sia sul Partito Democratico che sulla Sinistra Arcobaleno! Credo che nel primo caso sia andata persa un'occasione, perchè quel processo di ridefinizione della politica è stato nel complesso superficiale e non è andato a toccare i gangli vitali del "vecchio modo" di organizzare il consenso. Un esempio per tutti: che senso ha organizzare le primarie a “liste chiuse” e con il vincitore già deciso? Una nuova attualità della “democrazia”dovrebbe trovare ben altre modalità... fondarsi su ben altre “pratiche” su cui, penso, Marco Rossi Doria potrebbe sicuramente dare il suo contributo. Non credo sicuramente che lui stesso possa essere d'accordo con queste modalità che piuttosto che essere di “democrazia deliberativa” sembrano piuttosto di “democrazia plebiscitaria”. C'è dunque molto conservatorismo (o un cattivo “nuovo”) anche nel Partito Democratico e al momento, soprattutto in Campania, non mi sembra ci siano spazi per cercare di cambiare questo indirizzo, su cui sono critici proprio quelle personalità “uliviste”, come Parisi, che hanno lottato per un reale rinnovamento.
Che lo “statalismo” della sinistra radicale abbia supportato il bassolinismo non credo possa essere contestato e chi, in questi anni, ha avuto a che fare con assessori di questa area politica avrà notato una loro scarsa considerazione per le pratiche “dal basso” e una pretesa (molto bassoliniana) di gestire tutti i processi esclusivamente dall'alto, evitando "buone" pratiche di negozazione e partecipazione. Questo non toglie che trovo paradossale che qualcuno tenti di scaricare solo su questa parte della Sinistra la responsabilità della crisi campana. Credo piuttosto sia un loro merito, come dicevo più sopra, aver denunciato per primi quello che stava avvenendo e di aver contrastato scelte che alla prova dei fatti sembravano affrettate o sbagliate.
Il conservatorismo purtroppo lo vedo dappertutto e mi sembra ingeneroso pertanto addossarlo solo a una parte della sinistra di cui, si è visto, c'è ancora bisogno. Le forze più critiche non dovrebbero dimenticarlo!

Marco Rossi-Doria ha detto...

Grazie per il dibattito. Un po' solleva il fatto che si possa fare.
Comunque resta o no difficile votare e trovare il modo di farlo utilmente qui da noi quando sai che la nostra parte ha governato male fino all'inverosimile e per tanti, tanti anni e che Berlusconi non è un conservatore qualsiasi (Sarkozy non avrebbe mai accolto uno che si dichiara fascista nelle sue liste, mai avrebbe detto che il 14 aprile e non il 25 sarà la festa della “vera liberazione” e Bush non ha mai strappato il programma elettorale dell’avversario per dare avvio alla campagna elettorale)?
Abbiamo qualche settimana ancora per parlarne.
Così, non faccio l'agit prop per il Pd né milito furiosamente contro. Provo a capire e a aprire spazi, nel mio piccolo. Dico quando ho valutato male. Rifletto a alta voce.
Allo stato penso, anche banalmente, che il Pd campano non regge alle promesse minime.
Sarebbe, sì, un contenitore più largo e variegato – cosa che piace anche a me. Ma piacerebbe molto di più se solo aprisse le porte davvero ai liberi e agli infedeli, ai provvisori e soprattutto un po' ai conoscitori e competenti che non hanno fatto politica di partito e di corrente o che non dichiarono preventiva fedeltà ma che ne sanno delle cose possibili da fare (mi annovero, immodestamente, tra questi, rispetto ai miei campi di conoscenza). Aprire davvero: ai processi decisionali. E prevedere luoghi pubblici di confronto. Così oggi non è. Almeno qui da noi. Con tutto il rispetto per Novara e per i dubbi anche a livello nazionale… dove, comunque, è un’altra storia. Qui non si aprono neanche i circoli senza il la dei capuzielli. Le porte sono sigillate. Al più puoi stare acquattato in un angolino, zitto e buono.
Per ciò che riguarda l'arcobaleno. Ma sì: chiamiamola sinistra. A questo punto confesso: vorrei che fosse un'altro luogo aperto, meno liberista del Pd, più solidale, capace di fantasia propositiva di tipo alternativo. Un riformismo radicale e fatto di azioni pacifiche e diffuse. Se così fosse, potrei scegliere. Perché chi mi conosce sa che sono un liberale di sinistra, riformista sì, ma che non pensa che le cose sorgano sempre e solo dalle istituzioni o dalle mediazioni con i potenti. La forma della mia militanza professionale e politica lo dice, credo.
Ma - lo vogliamo ammettere almeno un po’? - la sinistra italiana è più statalista che solidarista. E’ poco partecipativa e molto decisionista e gerarchica. E' protezionista in economia e contraria per principio anche a un po' di concorrenza vera. Vuole la scuola rigidamente standard per tutti anche quando è evidentemente nemica dello sviluppo di ciascuno a partire da chi ne ha più bisogno. Non ama il merito ma favorisce ogni volta la mera distribuzione assistenzialista e anche quella parassitaria, anche in barba al principio marxiano " a uguale lavoro, uguale salario". Insomma: non ha come bussola il principio della responsabilità individuale e tanto meno della corrispondenza libertà-responsabilità. E non fa neanche politiche pubbliche basate sul principio solidaristico della discriminazione positiva a favore da chi sta peggio. Tende piuttosto a difendere il welfare per i già garantiti o organizzati: più il pubblico impiego che gli operai, più gli operai stabili che i precari, più i pensionati che i giovani in cerca di lavoro, più i sindacalizzati che quelli fuori dalle organizzazioni tradizionali, più i disoccupati organizzati che quelli che provano a fare qualcosa in proprio, ecc. E’ conservatrice – sarà pure una “formula pigra” - in tutti questi sensi.
Infine: la sinistra italiana è conservatrice - e nostalgica - nella concezione dei rapporti internazionali. E' - per i più vecchi tra noi - tecnicamente “kautskiana”. E dunque non valuta appieno il prevalere della contraddizione e della complessità e riduce a uno il senso dei conflitti in un mondo che è, invece, pluricentrico, nel quale orientarsi è difficile. Inoltre la bussola per analizzare le cose sta nel nemico e non nei diritti. Così la sinistra crede in un super-imperialismo unico, nemico immutabile dell'umanità. E sostiene, infatti - nella sua maggioranza - una catena di sillogismi indimostrati: che ci sia il "pensiero unico", che corrisponde al mercato liberista, che è sempre e solo controllato in realtà dalle centrali finanziarie, che corrispondono sostanzialmente agli interessi strategici dell'imperialismo americano. Tanto è vero che tutti coloro che sono nemici degli USA sono potenzialmente oggetto di comprensione se non di sostegno. Spesso in barba a ogni cultura dei diritti. Al fondo c'è un'idea dialettico-hegeliana del mondo per cui nulla si salva fin quando non ci sarà una sintesi tra tesi e antitesi, la attesa "negazione della negazione", il salvifico. E ciò derermina un paradigma fondativo di ogni posizione: o da questa parte o dall’altra. Importante non è salvaguardare diritti uguali e dunque esplorare il mondo per come è complicato ma essere “di parte” – come dice, infatti, lo slogan elettorale. Anche a costo di continua e umiliante schizzofrenia: i diritti dei gay sono importanti da noi ma meno a Cuba, le donne sono decisive per il bene universale ma non in Afghanistan dove la loro difesa dal ritorno dei talibani è molto meno importante della sconfitta degli americani, i nazionalismi ceceni e albanesi fanno schifo e quello serbo o pan-slavo è comprensibile, i curdi sono cattivi in Iraq quando c'è Saddam ma non nella Turchia schiava degli USA, la libertà di stampa e i diritti dei lavoratori sono una cosa inalineabile ma guai a interrogarsi sul fatto che non hanno quasi cittadinanza nei paesi arabi mentre in Israele sì, l'indigeno è "ricchezza culturale da sempre" del Chapas ma è stata "aberrazione reazionaria" da eliminare fisicamente in Tibet o presso i popoli della Siberia, ecc., ecc. E' un'idea paranoica e anche pericolosa del mondo. Estremamente conservatrice, dall’orizzonte angusto e tale da spiegare molto poco. A cui non preferisco certo il pensiero conservatore speculare, altrettanto paranoico e, in più, risentito e razionario, alla Giuliano Ferrara. Che aborro tal quale.
Sono per la strenua difesa dei diritti e la difficile navigazione nella complessità del mondo. Con il rischio di abitare molti dubbi.... un po' distante, però, da questa sinistra "di parte".

E così avete anche capito perché pur leggendovi sempre non rispondo ai commenti: non solo non sono capace, ma quando lo faccio scrivo più a lungo che in un post. Grazie a tutti.

franco cuomo ha detto...

@ marco rossi doria

sono d'accordo con te sulla complessità del mondo e sulla critica che fai alla "sinistra istituzionale" - quella arcobaleno per intenderci- ma non venirmi a dire però che tutto quello che non farebbe la sinistra arcobaleno o istituzionale lo farebbero i democratici italiani. Il vero problema è che i nostri politici, e in parte anche noi o siamo la caricatura di qualcun altro o non siamo:Berlusconi non è Sarkozy ma la sua caricatura così come Veltroni lo è di Obhama e Bertinotti di Zapatero. I nostri politici - e in parte noi - o sono caricature appunto o semplicemente non sono.

daniela ha detto...

noi parliamo insieme di cose simili a quelle di cui si discute qui sabato 15, alle ore 17 in piazza Cavour 123 (ospiti di Fraba). Senza pretese, s'intende, ma se voleste partecipare ...

luca ha detto...

@antoniovergara
si però Mandela era in carcere e in sudafrica c'era l'apartheid :)
@pirozzi
il tuo ragionamento stimola interesse e andrebbe approfondito
@ Marco e gli altri
ma possibile che ci si continui ad appassionarsi su chi votare?
la domanda vera è...
Una legge elettorale schifosa di cui tutti i partiti approfittano(chi la voleva e chi no) ha consentito a 4 o 6 persone di nominare ed eleggere i parlamentari infischiandosene bellamente della partecipazione, delle primarie, della base, del popolo, degli elettori e noi che si fa? ci concentriamo su chi votare?
forse la discussione dovrebbe vertere su altro per eseere produttiva o no?

Umberto ha detto...

Caro Rossi Doria le tue riflessioni sono condivise da molti di noi. Finora abbiamo votato tante volte con la molletta sul naso. Ma come facciamo a continuare a votare? questa è, come diceva Luca, una legge elettorale schifosa di cui tutti i partiti hanno ed approfittano (chi la voleva e chi no). I parlamentari pensano a sè stessi. sembra che per le prossime elezioni il Consiglio dei ministri abbia stabilito la data del 13 aprile anzicchè quella del 6 aprile perchè votando il 6 di aprile, i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione. Votando invece come stabilito il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la pensione. Una pensione di platino, per servi dei partiti che hanno seduto in parlamento per pochi mesi (24, se ci ci sono andati con assiduità) senza far nulla. Un costo enorme quando poi si finge di voler ridurre le spese della politica e fare l’election day per risparmiare!
e i partiti attualmente presenti in parlamento continuano ad essere finanziati per ancora 2-3 anni. Ma non si era vinto un referendum contro il finanziamento pubblico dei partiti?... Insomma un'oligarchia dispotica ed arraffona.
E la chiamano democrazia!
Leopardi:
Or poserai per sempre,
Stanco mio cor. Perì l'inganno estremo,
Ch'eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
In noi di cari inganni,
Non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
Palpitasti. Non val cosa nessuna
I moti tuoi, nè di sospiri è degna
La terra. Amaro e noia
La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo
T'acqueta omai. Dispera
L'ultima volta. Al gener nostro il fato
Non donò che il morire. Omai disprezza
Te, la natura, il brutto
Poter che, ascoso, a comun danno impera
E l'infinita vanità del tutto