20 agosto, 2007

L’estate sta finendo

L’estate sta finendo – diceva la canzone. Sono restato in zona. Mi sono occupato di mia mamma. Che perde la memoria. Faticoso, difficile. Certe volte quasi poetico. Un lavoro ulteriore. Come per tanti della mia generazione. Dovremmo parlarne nella rete.

Comunque: poco tempo per vero riposo.

Ho scritto cose di vita napoletana su “La Repubblica Napoli”: la crisi del mercato del pesce di Porta Nolana, l’estate dei poveri in città. Il merito delle cose è sempre più importante ai miei occhi. I balletti della politica di apparato sempre meno. Anche per questo il PD non attrae molto per come lo si sta facendo. E non attrae neanche la cosa di sinistra radicale o altro, in verità. Come più volte ho scritto si può sempre essere democratici senza partito. Certo, si è tutti un po’ meno liberi e più handicappati nei diritti partecipativi in una democrazia in cui si allarga la forbice tra la rappresentanza e la vita quotidiana e i suoi problemi. Si deve lottare contro questo. Ma tale battaglia non può significare una resa di fronte allo stato intollerabile delle cose. Il “PD pur che sia” non sta, francamente, nel mio orizzonte umano e culturale. Faccio una testimonianza per un PD migliore ma se nasce male poi… amen. Ci saranno altre stagioni.

Ho seguito la storia dell’ecomostro di Alimuri e ringrazio Franco Cuomo per il commento qui e soprattutto per l’ottimo avvio alla polemica, proseguita a lungo sul Corriere del Mezzogiorno e ripreso dalla stampa nazionale …

E per una volta sola non farò finta di niente; e non ringrazio il commentatore (uso il maschile per regola grammaticale) del giorno 27 luglio, tanto anonimo quanto faticosamente astioso e dalla scrittura ormai sgamata per i temi ossessivi, lo stile e il lessico che si ripetono: sarei un venduto al potere, per denaro o carriera. Già 18 mesi fa invitai chi scriveva così a venire a prendere un caffè a un bar e vedere i termini della mia carriera e della mia busta paga. L’invito naturalmente non fu raccolto. Almeno stavolta è stata la polemica durissima tra Bindi e Fioroni a smentire la costruzione paranoica che impedisce al commentatore di stare allo scoperto, dialogare, polemizzare in modo adulto. E di capire un po’. Ripeto quel che scrissi allora: una città mal governata è anche una città dal dibattito pubblico povero, rigato di astio e perenne dietrologia, che fa crescere il numero di persone – così è anche nel web partenopeo - incapaci di credere agli altri fino a prova contraria e di entrare, appunto, nel merito. Sì, nella rete napoletana sono in aumento e sono pervicaci le persone alla ricerca di nemici, trame, tradimenti e infamità varie e poco interessate a ascolto, polemica argomentata, sorpresa, attesa, speranza. Peccato. Ma tant’è.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Gentile maestro,
le confesso di avere moltissima ammirazione per lei. Anche se non vivo a Napoli città,sono interessata da molto tempo alla sua attività (trovo il suo modo di far politica del tutto aderente alla mia idea "immanente" di fare Politica...eppure...mi chiedo dove trova tutta questa forza di continuare a crederci...Ho poco più di 30 anni e l'unica conclusione a cui sono giunta è quella di avere una visione "ombelicale" della vita, nell'acritco rispetto di (poche) regole di buona educazione civica. Considerando anche i suoi illustrissimi natali, mi chiedo se non avrebbe potuto pretendere di più dalla vita e dalla sua città. Con immensa stima,
Lucia

Franco ha detto...

L'estate sta finendo anche per me-anzi è gia finita- sto lavorando dal 27 agosto. anche io mi sto occupando di mia madre che perde la memoria. Io però non lo trovo poetico, ma molte triste non lo so , forse è come un suo deliberato allontanarsi dal mondo:insomma mi angoscia e mi affatica. Mi sono occupato di Alimuri ma non volevo diventare un esempio morale, sono cose che non ho mai smesso di fare alla faccia della politica apparata guadagnona e affaristica ormai in auge.Sto scivendo molto:un mio secondo romanzo e un saggio su neo imperialismo e forme irriconoscibili di opposizione che pubblicherò per Dedalo e mi ha cercato la Gabanelli. Vorrei fare ancora qualche bagno e odio sempre più la mediocrità.

Norberto Gallo ha detto...

Il PD non mi piace e non mi piace perchè a Napoli rappresenta gli interessi di chi si porta sulla coscienza lo stato in cui viviamo. E non mi riferisco soltanto ai soliti Iervolino e Bassolino...

http://www.napolionline.org/rubriche/warning/magnifica-gente.html

Luigi Rispoli ha detto...

Egregio Maestro,
le scrivo, in ritardo, a proposito del suo articolo apparso su Repubblica Napoli del 31/07 u.s. ed avente ad oggetto il Mercato di Porta Nolana.
In particolare mi ha molto colpito la parte in cui lei affermava che vi era stata una "istigazione da parte di esponenti importanti della politica locale, di opposizione di governo ... promettendo il sostegno alla semplice riapertura di quel luogo in quelle condizioni, oltraggiando così un giudice, esponente di un altro potere dello Stato che ha dovuto supplire alla decennale inadeguatezza della stessa politica locale".
Le scrivo solo ora ed a distanza di tempo (potendo avrei replicato stesso mezzo tempestivamente) perché il nostro sostegno, mio e dei colleghi di AN alla Municipalità, alla lotta dei venditori di Porta Nolana non voleva essere un oltraggio al magistrato, ma semplicemente una dura condanna alla incapacità degli amministratori del Comune di Napoli esattamente così come ha fatto lei.
Non è un caso che negli atti ufficiali che il Comune ha prodotto da luglio ad oggi si parla sempre di “mera dimenticanza” per giustificare il mancato inserimento dello storico mercato di Porta Nolana nel Piano Commerciale che è poi l’elemento fondamentale posto a base del provvedimento della Procura.
L’altro aspetto che mi preme sottolineare è che in tutti questi mesi, contrariamente a quanto lei affermava, ho sempre cercato di sostenere la necessità di cogliere l’opportunità per mettere in relazione l’esigenza dei venditori di poter riprendere nel breve le loro attività con l’interesse, altrettanto legittimo, dei residenti di poter vedere la loro zona interessata da un serio intervento di riqualificazione.
Io non credo che lei si rivolgesse a me in particolare –anche perché non mi considero un “esponente importante della politica locale” quanto più semplicemente un manovale della politica che cerca di dare un senso alla sua presenza nelle istituzioni- ciononostante mi preme precisare che l’obiettivo del nostro impegno andava esattamente nella direzione opposta di quello posto a base delle accuse che ci sono state mosse anche nel suo articolo.
Debbo però anche informarla di tutto quello che è stato, e che è ancora, il calvario cui ci siamo sottoposti insieme ai commercianti per trovare una soluzione al problema che andasse nella direzione auspicata da tutti.
1. Il Comune di Napoli, l’assessorato competente, a settembre –dopo un mese(!!!)- fa preparare un progetto di riqualificazione agli uffici competenti ma di fronte alle risorse necessarie (un milione e mezzo di €uro) fa marcia indietro e chiede di predisporre un intervento di minima che possa garantire le condizioni igienico-sanitarie per consentire la riapertura del mercato;
2. l’intervento previsto, presentato ad ottobre, costerà, al netto, 130.000€uro e prevedeva la rimozione del basolato e la sostituzione, in via temporanea, dello stesso con l’asfalto;
3. di fronte alle mie perplessità sulla rimozione del basolato il dirigente comunale, autore del progetto, mi comunicava che quest’intervento era l’unico capace di rispondere ai tempi rapidi ed alla economicità richiesti salvo fare poi repentina marcia indietro quando la Soprintendenza, che pure era stata presente alla riunione in cui si decisero questi lavori, successivamente ci ripensò e bloccò i lavori;
4. oggi i lavori sono ripresi e prevedono l’asfalto solo a Via Carmignano, nel tratto tra la 2^ e 3^ trav. Garibaldi, mentre per la restante parte dell’area del mercato si procederà, così come avevo proposto io sin dal primo momento, con interventi parziali per risistemare il basolato laddove necessario per garantire almeno il deflusso delle acque nella garitoie –e siamo a novembre-;
5. adesso è iniziata la battaglia per chiedere che il Comune, nel mentre si completi l’intervento, prepari il bando per l’assegnazione degli stalli, ultimo stadio per una definitiva regolarizzazione del mercato.
In tutto questo ogni giorno ci siamo dovuti scontrare con la Polizia Municipale comandata a presidiare la zona in maniera costante che, irretita probabilmente da “tanto improvviso lavoro”, in alcuni casi si comportava in maniera assolutamente provocatoria nei confronti di soggetti che loro malgrado, come abbiamo visto, erano impediti a svolgere il proprio lavoro da luglio scorso.
Voglio dirle, inoltre, che tutte le nostre preoccupazioni circa i tempi di riapertura del mercato, conoscendo come funzionano le cose a Napoli, erano legittime perché in questa città si trovano ingenti risorse per fare tutto, ma proprio tutto, tranne quello che serve realmente alla città.
In conclusione le dico che se ho sempre molto apprezzato, in un uomo di sinistra come lei, la capacità di analisi e di critica nei confronti di chi governa la cosa pubblica in questa parte del paese mi consenta di dire, però, che non mi sembra giusto che si voglia mettere in un unico calderone centrosinistra e centrodestra anche quando quest’ultimo, che pure ha grossissime responsabilità nell’economia generale della qualità della politica, non ha alcuna responsabilità.
Luigi RISPOLI
Capogruppo di AN alla Provincia di Napoli