21 luglio, 2007

La melassa veltroniana, soporifera in Italia, tossica in campania

Ieri i giornali nazionali mi davano tra i simpatizzanti di Rosy Bindi. E lo sono. Oggi su Repubblica di Napoli spiego in sintesi, in un’intervista, le ragioni della simpatia.
Qui vi racconto come è andata.
Ho un amico che si chiama Paolo che lavora nello staff della Bindi. Negli anni novanta lavorava per Livia Turco. A quel tempo ci siamo incontrati per la legge 285 di tutela dei bambini, welfare partecipativo e politiche per bambini non accompagnati e siamo andati insieme alle assemblee generali ONU a New York sui diritti dei bambini. Un tecnico e soprattutto una persona di grande valore, da cui imparo molto.
Beh, io leggo che la Bindi si presenta. Dopo che si era battuta quasi a singolar tenzone contro i regolamenti insopportabili del PD. Vedo che firma per i referendum anche se con tutti i dubbi che anche io nutro sul fatto che i referendum non disegnano certo una buona legge elettorale, ma lo fa e lo dice (a differenza di Ualder che il rischio non lo piglia e fa il solito colpo al cerchio e colpo alla botte, come nella peggiore italietta di sempre). Leggo che (lei) non vuole fare un ennesimo ridicolo ticket con insieme un ex democristiano e un ex comunista che è una cosa che puzza di compromesso storico ritrito lontano cento miglia. So che difende la proposta dei Dico, l’unica, allo stato, che abbia aperto la questione dei diritti dei gay in questo nostro dannato paese e che si è presa più strali lei dalla Cei che tutti i diessini di questo mondo, Pollastrini unica esclusa. So per certo che ha alle spalle una tradizione di grande eticità personale e di attenzione vera al merito delle questioni dell’esclusione sociale. E so che è una che viene da una porzione del mondo cattolico – mondo assai lontano da me ma che seguo – che richiama cose come la comunità di Bose e che della laicità dello stato ha un’idea che era quella di Don Milani. Certi cattolici, in questa materia, sono più affidabili dei togliattiani di terza generazione, state tranquilli. E poi – mi dico - rompe questa melassa veltroniana, una specie di ecumenismo tenuto insieme da un re vincitore annunciato. Sono tifoso del Napoli io, non della juve (j non J) come è Ualder.
Gli annunci preventivi di vittoria so bene che attirano più del miele ma – che ci si può fare? – a me fanno venire l’orticaria. E poi Bassolino neo-veltroniano dell’ultima ora? Un giorno uscirà un film: dal correntone a Ualder in ventiquattro mesi. La Iervolino, poi, cresciuta in azione cattolica che pure lei si accoda subito? E vedo la vera sostanza del “patto per Napoli” - la continuità del bassolinismo, sancito da Ualder… E tutti a cercare di fare liste che girino intorno a questo. Che cosa c’entro io con tutto questo? Infine leggo che Rosy dice che dichiara la sua cultura di provenienza ma garantisce la libertà delle altre e dunque non in modo a-conflittuale ma autentico e che vuole fare la segretaria di un partito e dunque lascerebbe per questo tutti gli altri incarichi. Vedo che spiega bene che non ama confondere stato e partito, altra cosa sovietica che unisce le culture profonde di Ualder e del neo-bassolinismo. Il contrario della democrazia.
E mi viene pure una rima: basta con questa melassa veltroniana, soporifera in Italia, tossica in campania.
Confesso anche che avevo sperato ne I Mille che avevano un’idea più a me congeniale del PD. Ma si sono divisi. Spaccati da Ualder. Finished.
E allora – mi dico – faccio il democratico senza partito ma prima fammi parlare con Paolo.
Così chiamo il mio amico Paolo. E gli racconto questi miei pensieri. Lui dice che la Bindi sta facendo una follia consapevole e che tante persone davvero ottime ne sono contenti.
L’indomani squilla il mio cellulare. Ma questa voce toscana l’ho sentita in tv – mi dico. “ Brava, ministro, ha fatto bene” – qualcosa dovevo dirle. Poi le racconto di quanto sarà dura. Perché ad averli tutti contro è dura. “So bene della sua storia a Napoli” – mi dice lei. E ripete che lo sa bene che sarà dura ma che si deve pur provare a fare un partito per le persone. Le raccomando la laicità. Mi dice: “lo dice a me?”
E’ andata così. Starò dunque a simpatizzare. E se non si può fare neanche questo, resto un democratico senza partito. Tranquillamente.
Ma la melassa veltroniana rivestita di regime campano, magari sostenendo qualche lista che timidamente esprime il famoso dissenso (altra parola che evoca roba sovietica, usata non a caso da Bassolino in continuazione negli ultimi dieci anni): no, senza grazie.

7 commenti:

monica tavernini ha detto...

Mi sembra che Marco svolga un onesto ragionamento. Del resto, uòlter ha davvero toppato a farsi indicare in quel modo, a dire che il referendum lo appoggia e però non lo firma, a farsi sostenere da chiunque, e in particolare dai nostri due eroi napoletani, il Bassolino e la Iervolino ...
Avrebbe potuto smarcarsi, dire "voglio fare una battaglia vera", ed è invece finito a fare il coperchio della pentola nella quale continua a cuocersi la solita minestra delle correnti DS e DL ...

Anonimo ha detto...

sarà mica anche questo un colpaccio per proporre la sua immagine...

si parva licet componere...

mario mastrocecco ha detto...

bravo marco.
io non sapevo che avevi preso questa posizione, l'ho scoperto ieri. qualche giorno fa ho visto sul giornale che si candidava la Bindi e ne ho provato piacere, quasi gioia. l'unica notizia buona in un orizzonte politico più che mai squallido. poi ho scoperto la tua dichiarazione di simpatia e ho pensato che c'è ancora qualcuno in Italia, a sinistra, che approccia la politica con serietà e onestà intellettuale.
naturalmente io resto del mio parere sul PD, cui non ho alcuna intenzione di iscrivermi, e questa candidatura mi lascia tutte le perplessità di prima, comprese quelle sulle primarie e sull'elezione tanto diretta quanto finta del Capo (la parola "leader" fa parte della melassa), ma nondimeno mi fa piacere che si candidi lei.
per tutte le cose che ha detto marco, perchè è una donna, perchè io sono ateo di famiglia (da due generazioni) e non mi fido di tutto questo casino sulla laicità, perchè Veltroni mi sta sulle scatole da sempre mentre la Bindi mi è sempre piaciuta, anche se non condividevo tutte le sue posizioni, è seria e coraggiosa. invece Veltroni condivide le posizioni di tutti e di nessuno, l'ideale per Bassolino, Jervolino e monnezza varia. altro che melassa, è paraculismo a livello accademico.
vincerà veltroni perchè lui è il candidato ideale di questo partito democratico, il che conferma le mie convinzioni a riguardo. ma la candidatura di Bindi è un fatto positivo e anche la simpatia che le esprime Marco Rossi Doria. elementi di verità in un gioco falso.
saluti e solidarietà.
mario

ps. Io sono tifoso della Juventus e pretendo rispetto. Uno, perchè chi è juventino (tanto più a Napoli) sa cosa significa stare dalla parte di chi non è simpatico a nessuno. Due, perchè dov'è scritto che si deve sempre perdere?!

edoardo cosentino ha detto...

Mi associo e condivido quanto detto da Tavernini e Mastrocecco

@ Mastrocecco
Vorrei dirti che il Napoli non ha sempre perso e presto tornerà a vincere...
voi, piuttosto, state attenti a non imbrogliare!
Forza Napoli!!!

Anonimo ha detto...

x mastrocecco

riguardo al tifo per la juve, è singolare pretendere rispetto dopo quello che è successo e di cui conosciamo solo una minima parte.
E' vero che non è scritto che bisogna sempre perdere, ma perchè non provarci onestamente senza telefonini agli arbitri fasulli ? (è chiaro che Collina non vi andava bene !)
Per il resto il tanfo dello snob di serie Z si avverte lontano un miglio !

Anonimo ha detto...

Rossi Doria sta con la Bindi solo perchè glielo ha detto Fioroni.
Poveraccio... tiene famiglia!

franco cuomo ha detto...

Ecomostri compatibili:Rutelli, Bassolino, Alimuri

Su tutta la faccenda Ecomostro di Alimuri ormai si sta dicendo di tutto di più e tranne Francesco Rutelli, ministro dei beni ambientali e culturali, che ne difende l'abbattimento e la ricostruzione con i soldi pubblici, con il mega accordo fatto insieme a Bassolino ed un oscuro sindaco di Vico Equense, tutti : dai verdi di Pecoraro Scanio, a Migliore e Sodano di Rifondazione Comunista, il giudice Donato Ceglie, al diessino Massimo Villone, fino ai forzisti italioti di Martusciello, chiedono di rivedere l'accordo, troppo marchianamente di parte e a favore dei proprietari della struttura, imparentati con l'erede bassoliniano, il numero uno in Campania: Andrea Cozzolino assessore della regione Campania all'Agricoltura e Attività Produttive . Il sottoscritto, che ha il modesto merito, di aver sollevato il caso con un volantino scritto di suo pugno, come coordinatore del circolo VAS locale, vorrebbe solo ricordare che tutto quello che si sta ancora tacendo sull'intera vicenda è il perchè dell'accordo. Perchè ad un cero punto si è deciso di "risarcire " i compratori della struttura e di premiarli addirittura, quando tutti sapevano che le licenze erano scadute e quell'immobile grottesco e post atomico andava solamente abbattuto, così come è stato per il Fuenti, o l'ecomostro di Bari. Io credo che la stampa non stia mettendo sufficientemente in risalto il legame tra l'affarismo e la politica e non stia denunciando il vero scandalo, vale a dire: l'operazione che vede Bassolino, Rutelli e un sindaco di Forza Italia, sottoscrivere a Palazzo Chigi un accordo compensativo milionario, fatto con danaro pubblico, tutto a vantaggio di un privato che è un parente di un politico dell'establishement di Bassolino. Con moltissimo di meno, in un paese normale, questa vicenda avrebbe fatto dimettere tutti invece qui da noi, restano tutti al loro posto spacciandosi per benefattori dell'umanità.

Franco Cuomo

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