12 giugno, 2007

Due cose: A e B

A. Sono contento per la promozione in A del Napoli. Ho gioito della gioia mia, dei ragazzi del mio quartiere, di quella di mio figlio. Ma anche perché non fa bene a nessuno che in una città ci sia depressione e mancanza di speranza su tutto proprio tutto. I sentimenti e il cuore sono intelligenza e possibilità e possono sempre stare con tutto il resto, compresa la rabbia e la battaglia per una città vivibile. Avviene nei processi di apprendimento umano e avviene per le città. Senza passioni non si può neanche immaginare - figuriamoci costruire - il futuro.

B. A proposito di raBBia, battaglia e faticosa costruzione del futuro abbiamo una iniziativa sui rifiuti – ragionarci, capire, dire la nostra - da non mancare:
Venerdì 15 giugno 2007 ore 18
Napoli la Feltrinelli (via San Tommaso D’Aquino 70-76)

Il sistema dei rifiuti in Campania
a partire dal libro-inchiesta di
Alessandro Iacuelli, Le vie infinite dei rifiuti. Il sistema campano
ne discutono
Francesco Bassini un blogger attento ai problemi della città
Antonio Risi urbanista, esperto di questioni ambientali
partecipano Marco Rossi-Doria (decidiamo insieme) Massimo Mendia (operatore del settore) Sabina Laddaga (rete campana salute e ambiente).
sarà presente l’autore

4 commenti:

peacepeacebaobao ha detto...

ho fatto tardi x parlare del napoli. i post di DI sono intasati. chiedo ospitalità. sn + giovane di forse 25 anni, ma mi piacciono le sue parole. sn d'accordo. sn stato a roma contro bush, cn tanti amici (compagni?) e a pensarci c'è qualcosa che unisce le manifestazioni di roma e la gioia per il napoli: non si inventa una partecipazione, nn si creano delle forme, ma si applicano copioni già scritti (e visti). segno di una gioia forse nn tanto goiosa. ci tengo a dirle ke nn sono 1 moralista e mi emoziono a veder giocare e a veder vincere, nn è, come ho sentito stasera a ballarò, che si potrebbe provare gioia anche a manifestare contro l'immondizia. il fatto è ke la gioia dovrebbe produrre forme nuove. invece mi pare ke tutti interpretano cose vecchie. a me e i compagni del collettivo di socio pare un fatto importante da studiare. scusate i paroloni: ame pare un immaginario colonizzato, quanto quello dei moralisti. le vorrei kiedere: ha a ke are tutto ciò con napoli e la politica? io credo di sì, ma nn so spiegarlo e qui a socio ci fanno studiare sempre le solite palle, 1 mio amico la ha sentita alle sissi e ha detto che lei dice cose originali

Alessandro ha detto...

Caro Dott. Rossi-Doria, ho sempre apprezzato le iniziative della associazione cui fa parte. Anche se non sono della provincia di Napoli leggo spesso le news dal sito di Decidiamo Insieme.

Mi spiace affermare che la presentazione di ieri sul libro di Alex è stata una grande delusione, ho scritto qualcosina a tal proposito spero in una sua risposta, magari sul mio blog..
questo il link della mia riflessione:

http://www.proveditrasmissione.net/archivi/532

bruno esposito ha detto...

Marco, scusa l'off topic clamoroso ma vorrei chiederti una cosa.
Che ne diresti di aprire un parentesi ( odio la parola dibattito ) su quello che nell'ultima settimana è stato scritto sul Mattino da Antonio Pascale, Silvio Perrella, Sergio De Santis e Antonella Cilento ?
Sono articoli che parlano del catastrofismo della letteratura partenopea e pieni di accuse, nemmeno tante velate, a Roberto Saviano, pur senza mai citarlo direttamente.
Trovo assolutamente scandalosi quegli scritti che dicono, papale papale, che la colpa di quello che accade è di chi scrive di camorra e rifiuti, non della camorra e dei rifiuti.
E su Saviano si sta ripetendo quello che accadde 50 anni fa con Anna Maria Ortese, all'uscita di quel capolavoro assoluto che fu "Il mare non bagna Napoli". Stanno diffamando e cercando di isolare la più grande risorsa di informazione che abbiamo in Campania ( e in Italia ), colui che potrebbe essere per questo disperato paese il nuovo Pasolini.
Mi sento indignato e disgustato e non vorrei che questo scandalo di disonestà intellettuale passasse inosservato. E non è solo per affetto verso Saviano. Io stesso sono un autore che scrive di camorra in maniera apocalittica, anche se mi muovo nell'ambito della minuscola editoria, e mi sento colpito in ciò che mi è caro e che porto avanti con tutti i rischi che ne conseguono e rimettedonci di tasca mia.
Se puoi e vuoi, fai, te ne saremo grati in molti.

Luigi ha detto...

il nuovo Pasolini? Ma suvvia Bruno, ma un minimo di decenza culturale. Senza nulla togliere a Saviano, ma che c'azzecca con Pasolini?! Questo è qualunquismo, basta che si associ in Italia la parola periferia alla parola morte e subito è arrivato il nuovo Pasolini...mah, roba da matti!