13 marzo, 2007

Anche gli anonimi hanno ragioni

Ha ragione Marassi: qualcuno dovrebbe rispondere. E ha ragione l’anonimo: quel qualcuno sono io. Mi scuso davvero per la lunga assenza dovuta a tre cose: il solaio di casa mia si è dovuto rifare e tutti i fili, anche dei computer, sono per aria da giorni, mia mamma, che ha 85 anni, sta passando un momento di difficoltà, sto lavorando molto intensamente al M.P.I. sul nuovo obbligo di istruzione che parte a settembre per tutti/e le/i ragazze/i che hanno finito la terza media a giugno.

Non tolgo l’opzione “anonimo” perché non saprei come fare, ma anche perché sono persuaso che, nella bella varietà del mondo, ci vuole anche questa opzione. Tanto è vero che spesso ho risposto agli anonimi e lo faccio anche oggi.
Il convegno Chance. Non è organizzato da me: sono capace di fare una cosa alla volta e o faccio Chance (cosa che mi ha preso per dieci anni, coi ragazzi, con il quartiere, con i docenti e gli educatori, ecc.) o faccio un lavoro tecnico per la istruzione pubblica. Il convegno si farà e ne sono contento e spero che vi sarà un dibattito non autocelebrativo ma teso a vedere come integrare le diverse occasioni di offerta formativa dentro i diversi tipi di scuola. Ci si può andare. Ci saranno gruppi di lavoro. Le istituzioni, come ho scritto su questo blog il 13 febbraio, fanno le passerelle. E noi tutti cerchiamo di provocare ogni volta il fatto che entrino nel merito delle questioni. E’ un lavoro costante, faticoso, anche scocciante. Ma indispensabile. Perché le istituzioni esistono. In questo caso c’è un’occasione: Chance non è più un progetto. Sarà una scuola, con un preside e rientrerà nella norma ordinaria, superando la straordinarietà tipica di ogni innovazione sperimentale. La sua sperimentalità dovrà continuare entro un assetto ordinario. Il fatto che ciò avvenga rappresenta una occasione per quei ragazzi che non riescono a stare nella scuola ordinaria e possono accedere a una II occasione ma entro un tessuto stabile dal punto di vista normativo. Non è qualcosa di ambiguo o strapalato, caro anonimo. E’ quel che ci dice di fare l’art. 3 della Costituzione della Repubblica, la Convenzione di New York sui diritti dei bambini e dei ragazzi, la raccomandazione del Parlamento e del Consiglio dell’Unione europea in materia di educazione permanente trasmessa al nostro Governo e Parlamento – come a quelli di tutta la Unione europea (gazzetta ufficiale della UE del 30/12/2006): fornire occasioni ulteriori a chi non le ha potute o sapute utilizzare prima. Jaques Delors la metteva così: dare una occasione diversa e ulteriore. Nessuna doppiezza dunque. Semplicemente diritti dati a chi è più debole entro la vita vera che è complessa. Vi saranno altre scuole italiane simili a Chance, ognuna con la sua storia e i suoi assetti – come, del resto, accade in Europa e altrove - a Verona, a Trento, a Reggio Emilia, a Torino e a Roma che da tempo si sono messe in rete in seguito a lunghe esperienze di aiuto a chi a scuola non ci va. Vi è un bel volume che si può ordinare presso l’Iprase del Trentino che si chiama Ricomincia da me e che riporta dati monitorati e dettagliati su queste esperienze, Chance compresa. Oppure lo si può acquisire al convegno.
Poi Chance, come tutto, ha difetti e cose migliorabili. Sono felice di averci dedicato dieci anni di vita. Ora sto qui a cercare di dare una mano all’elevamento dell’obbligo. Anche questa è una cosa imperfetta e migliorabile.
All’anonimo comunque offro un caffè e così ci vediamo, parliamo e discutiamo dei suoi dubbi. Trova, come ho detto varie volte, il mio telefono sull’elenco e resto a disposizione. L’altra volta che mi sono offerto era perché un anonimo aveva insinuato che avessi intascato non so quanti milioni di euro da alcuni malvagi imprenditori per battermi contro le magnifiche sorti e progressive della Iervolino e aprire la strada alla reazione. Allora non ho naturalmente ricevuto telefonate. Forse andrà meglio questa volta.
Proverò a intervenire presto. E ritornerò per parlare dei poteri speciali alla sindaca e della colmata di Bagnoli.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Anche gli anonimi hanno ragioni, infatti.
Ho appena postato una risposta a marassi nel post precedente prima di leggere questo.
Comunque al di là delle provocazioni, che pure servono e che sono il sale del democratico dibattito,ritengo che non vi possa essere una scuola della prima e della seconda opportunità, ma una scuola unica che sia in grado di sostenere tutte le esigenze e che preveda ogni tipo di disagio.
Ho paura che la scuola della seconda opportunità sia un mezzo per stornare l'attenzione da quella "tradizionale"che non ha risolto annosi problemi, questo a prescindere dalla stima che io posso avere per quanti si sono occupati di certe problematiche inerenti al disagio giovanile.
Mi aspetto anche che, questi ultimi, se sono riusciti a sperimetare nuove strade, siano disposti a porsi il problema della scuola "tradizionale" pressando i politici locali e non.
Ma il discorso è troppo lungo, complesso e non mi sembra il luogo, effettivamente...

marassi ha detto...

In verità a me non è parsa una risposta. Ma un insolenza
La risposta è quando uno risponde alle domande.
Ma non ha importanza

marassi ha detto...

Mi riferisco alla presunta risposta dell'anonimo nell'altro post, ovviamente.

Anonimo ha detto...

Gentile marassi,
sono stata insolente, lo ammetto, ma con MRD, tra l'altro con un commento poco efficace tutto centrato sul doppio, una inutile forzatura che dava spazio a distorte interpretazioni.
Mi sono lasciata prendere più dal gioco che dalla sostanza di quello che volevo dire.
ma non sono stata insolente con lei, perchè non ritengo un'insolenza non essere d'accordo sulle sue opinioni.
Se poi non sono entrata nel merito è semplicemente perchè mi sembrava scortese, nei confronti del blogmaster, iniziare una discussione tra me e lei su argomenti non pertinenti.
Se lei ne fa una questione personale, mi dispiace e posso risponderle.
Dire "rigore inopportuno e non richiesto... soprattutto in un periodo in cui ce n'è poco" è, secondo me,come dire che il furto a Napoli è meno grave che altrove o che la vita di un cinese vale meno di quella di un italiano o che durante una guerra la vita umana ha meno valore...o che se i politici a napoli sono dei bastardi è meno grave perchè qui a naploli ecc..
Che poi è quello che succede veramente...e forse è questo il problema.
Che poi è il famoso relativismo che la chiesa condanna tanto tranne poi a allearvisi quando si tratta di questioni di potere e di interessi di parte.
Ma questa è solo la mia opinione.
Forse ho capito male le sue parole e comunque finiamola qui per i motivi già detti.
Tanti saluti
l'anonimo..anonimo come il segreto di pulcinella.

marassi ha detto...

Ovviamente non ho detto, nè non avevo intenzione di dire, nulla che anche lontanamente richiamasse ciò che l'anonimo intende attribuirmi. Ma appunto, non ha importanza.
In quanto al segreto di Pulcinella, non saprei. Io non conosco neanche lui.

clark kent ha detto...

col permesso del Maestro

Meditate gente....Meditate.....
il nuovo post di clark kent su

http://riflettiamoinsieme.blogspot.com/

cordialmente
clark