28 dicembre, 2005

Facciamo plurale?

Molti mi spingono (e così anche Clark e Norberto) a trarre le conseguenze delle mie analisi. Francamente leggo anche un che di ingeneroso, dato che non è peccato prendere in parola la promessa di primarie e aspettarsi comportamenti conseguenti.
Sì, non sono un dietrologo e do credito fino a prova contraria. Insomma ci sono, non è che ci faccio. Ora è vero che le prove contrarie si stanno accumulando. E bisogna, da parte mia, decidere se essere conseguenti. Vi sono delle condizioni su cui sto lavorando:
1. "Io" deve diventare "Noi" - da soli non si fa nulla;
2. verifichiamo se ci si può rivolgere a tutta la città;
3. bisogna parlare di programma e di squadra;
4. bisogna inventarsi una procedura partecipata che serva ad attivare persone, idee, competenze, aggregazioni vere, il che significa impegno e responsabilità plurali, tra molte persone che vivaddio non devono pensarla uguale su tutto.

7 commenti:

clark kent ha detto...

bene...lavora...verifica e.....


facci sapere!!!!

Norberto Gallo ha detto...

facciamo marco, facciamo...
a disposizione per parlare, per progettare, per discutere, per sognare e fare sognare.
facciamo diventare interessanti le elezioni di primavera.
facciamo fare le primarie.
insomma, facciamo qualcosa.
l'email la trovi sul blog...

Achille (da Milano) ha detto...

Grande marco, era ora che ti decidessi, tutto il mio anzi il nostro ...
Sempre a disposizione..

invel ha detto...

non è bello scrivere: siamo a disposizione, chiamaci, dicci...
allora, una propostina modesta modesta: creare una mailing list collettiva, a cui ci si iscrive e che tutti gli iscritti leggono. per esperienza diretta funziona per creare una comunità. poi un incontro, ma quando ci sono le idee più chiare, poi...

Norberto Gallo ha detto...

E se cominciassimo da qui?

Ci rassicurano i giornali che entro la fine dell’anno sarà chiusa la partita tra partiti (!) per la nomina dei vertici di sette Asl, quattro aziende ospedaliere, dei cinque Ept campani e delle quindici Aziende di soggiorno.
Sempre dalla lettura dei giornali apprendiamo che per gli incarichi nel turismo l’intesa sarebbe stata raggiunta. Dei venti posti previsti, cinque a testa sarebbero destinati a Ds, Margherita e Sdi ed il resto sarebbe da dividere tra gli altri partiti dell’Ulivo. Tuttavia l’assessore Di Lello (Sdi) sarà costretto a tenere ancora per un po’ la lista in tasca, fino a quando non sarà raggiunto l’accordo sulle nomine nella sanità, vero terreno di confronto tra i partiti della maggioranza, da chiudere tuttavia entro la fine dell’anno. E allora, per fare “il punto della situazione”, subito dopo una riunione a Palazzo Santa Lucia e dopo un breve colloquio con Bassolino, gli assessori Angelo Montemarano e Antonio Valiante si recano a Nusco, da Ciriaco De Mita, dove li attende il presidente della Provincia di Salerno Angelo Villani. E a Nusco, si discute degli assetti attuali e di come andranno modificati, dell’intento di sostituire tutti i manager in scadenza, del problema dell’Asl Napoli 4, da tenere fuori dal conto perchè commissariata per presunte infiltrazioni camorristiche e bloccata dal Tar che ha rinviato la decisione al 1 febbraio.
Ma le buone notizie non mancano, e così veniamo a sapere che tra le poltrone, una praticamente assegnata c’è. E’ quella dell’ospedale “Moscati” di Avellino, dove il cardiologo Giuseppe Rosato, segretario cittadino nonché consigliere provinciale della Margherita, dovrebbe sostituire Luigi Giordano.
Che c’entrano i partiti con la nomina di figure professionali? Poltrone? Voti? Ma no, è un nodo politico. Vanno soddisfatte le giuste aspirazioni dei partiti, garanti della vita democratica campana, chiariscono. Quelle dei maggiorenti della coalizione, DS e Margherita, in testa, ma anche quelle dei cespugli; dell’Udeur di Clemente Mastella e signora, dei Verdi dalle mani pulite, dell’Italia dei Valori del Di Pietro nazionalpopolare, di Rifondazione Comunista e dei socialisti dello Sdi nella rinnovata versione della Rosa nel Pugno idealmente vicina alla strada liberalsocialista tracciata dai Rosselli e dagli Ernesto Rossi.
Senonché mi è capitato proprio di recente di scovare un ritaglio di giornale di una dozzina di anni fa. "E due assessori a voi", sussurrava serioso Paolo Cirino Pomicino; "ma 'o capogruppo, chi s'o piglia?", ribatteva ruspante Aldo Boffa. Il dialogo in occasione dell'ennesima crisi a Santa Lucia, destò scandalo in tutta Italia.
I protagonisti vennero additati al pubblico ludibrio e molti dei loro amici ‘si mettettero scuorno’.

achidic ha detto...

la francia insegna:

politiche di integrazione

Qualcosa si può comunque fare, e su più fronti. Ad esempio, si può investire con decisione in capitale umano, incentivare gli imprenditori a scegliere con coraggio le strade dell’internazionalizzazione, l’innovazione e i miglioramenti produttivi. Allo stesso tempo, si possono adottare politiche attive d’immigrazione, che disincentivino davvero gli ingressi clandestini, il successivo lavoro irregolare e l’attesa della regolarizzazione. Infine, si deve liberalizzare il settore dei servizi. Con un incremento nelle opportunità di lavoro per tutti, gli stranieri che attualmente lavorano nelle piccole imprese del made in Italy non si troveranno domani disoccupati ed esclusi. Come invece accade oggi ai giovani immigrati della Francia.

Anonimo ha detto...

Sono pienamente d'accordo con lei e con la sua iniziativa, mi faccia sapere come posso contattarla per darle una mano.
prof. Enzo Amato
vamato@inwind.it