13 febbraio, 2012

Parlare ai ragazzi. E con i ragazzi.

Venerdì sera sono stato su La7 nella trasmissione Otto e mezzo, per parlare insieme a Roberto Vecchioni e Lilli Gruber di scuola e giovani.
Ho provato a dire la mia per quel che riguarda le difficoltà, ma anche i punti di forza dei ragazzi. E ho cercato di raccontare le sfide quotidiane e le fatiche dei miei colleghi insegnanti.
Per chi se lo fosse perso, questo è il video della puntata:



Parlare ai ragazzi nel modo giusto significa per me utilizzare un linguaggio di verità, senza voler annullare le differenze tra vite, ruoli ed età molto distanti. Significa insomma parlare prima di tutto “con” i ragazzi.
Io ci ho provato rispondendo a due bravi giornalisti di 11 anni, alunni dell’Istituto comprensivo Ristori di Napoli: ecco qua le mie risposte. Ma soprattutto le loro domande.





9 commenti:

Giulio Pascali ha detto...

gentile Marco Rossi Doria, le segnalo questo dibattito che stimao conducendo sul portale Idea360
http://www.ideatre60.it/i-forum-di-ideatre60/eduskill/2-mediamorfosi-la-metamorfosi-dei-linguaggi-tra-oralit%C3%A0-e-ipermedia#comment-8088

Giulio Pascali ha detto...

Pardon "stiamo"
2 in ortografia.....

clab ha detto...

Gentile Marco Rossi Doria,
l'intervista a La7 è stata molto interessante, ma alla domanda di Lili Gruber sulla continuità rispetto agli interventi (non utilizzo volutamente il termine "riforma") Gelmini siamo raggelati. Davvero continuerete su quella linea?
Nelle scuole stiamo disperatamente cercando di resistere al decadimento, ma mentre a noi cadono i soffitti in testa (anche nella mia scuola è successo, per fortuna di domenica) nelle scuole private i finanziamenti arrivano a fiumi e le iscrizioni sono aumentate del 10%. Noi chiediamo di ripararci il tetto, chiediamo un montascale per le sedie a rotelle, chiediamo più insegnanti di sostegno. La risposta è sempre la stessa: non ci sono soldi.
Claudio Berretta (insegnante di sostegno da 20 anni)

luigi iacobelli ha detto...

Gentile Marco Rossi Doria,
sono un maestro come Lei. Non le nascondo la mia iniziale felicità, nel sapere che Lei era entrato a far parte del governo. Pensavo:"Finalmente una persona competente, dopo tanti ignoranti". Ma non le nascondo, ora, la mia totale indignazione nel leggere le sue proposte shock (un anno di scuola in meno), le sue false notizie (i tagli sono finiti), le sua reticenza (circa la consistenza delle prossime assunzioni), le sue mancate proposte (vogliamo tornare alle compresenze?).
Capisco che dopo tanti sacrifici, l'incarico di governo venga visto da Lei come un premio più che meritato. Ma se Lei crede veramente nella scuola dovrebbe dimettersi, come in passato hanno fatto Ianes e Canevaro, quando si sono accorti che al governo della scuola non importava nulla.
Però magari lei la pensa come i TECNICI (che Dio ce ne scampi) e allora non prevedo per Lei nessuna crisi di coscienza.
Luigi Iacobelli

Giovanna ha detto...

Gentile Professore,

lavoro per un consorzio di banche che per statuto promuove l’educazione finanziaria in Italia. Occupandomi di una materia pionieristica, che rappresenta una parte ormai indispensabile del bagaglio culturale di ogni cittadino consapevole, lavoro a stretto contatto con gli insegnanti e scopro in loro una enorme ricchezza umana e professionale che, malgrado le difficoltà della scuola di oggi, permette di fornire ai ragazzi competenze fondamentali per il loro futuro. I nostri progetti sono continuativi, sistematici e capillari su tutto il territorio nazionale. Sono totalmente gratuiti e rappresentano un caso virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato. Sono attivi in tutte le regioni, ma abbiamo un’attenzione particolare per le aree del Sud, generalmente meno interessate da progetti di questo tipo. Sarebbe bello che, anche con il suo aiuto, questi progetti, che silenziosamente lavorano ogni giorno a vantaggio del Paese, fossero meglio conosciuti e valorizzati per far sì che tutti ne possano usufruire. Grazie, Giovanna Boggio Robutti

eva maio ha detto...

A Clab e a Luigi Jacobelli
oltre che al Maestro ora sottosegretario Signor Marco Rossi Doria,

le scelte di vocaboli non sono mai neutrali. Sono una spia di ciò che si pensa in profondità.
Già in uno dei primi pezzi letti sul blog avevo sentito odore di
liberismo ....che se fa da aura pervasiva a qualche briciola di Utopismo,per me è più pericoloso ancora.

Chi è ingenuo si prende le briciole linguistiche di utopia e se ne accontenta...intanto le scelte che contano vanno tutte da un'altra parte.

Anonimo ha detto...

Gentile signor Rossi Doria,
sono uno studente di magistrale in Filologia Moderna a Catania immatricolatosi nel 2011/2012, con i cfu perfettamente in regola per poter in futuro insegnare alle medie e nei licei. Ho notato che nei requisiti dei Tfa non si fa mai menzione agli immatricolati di questo anno accademico ma solo a quelli del 2010/2011, e chiedendo delucidazioni all'Urp e a Max Bruschi ho saputo che il ministro Profumo dovrà decidere di noi.
Ci sono due ipotesi: farci slittare alla futura laurea abilitante per l'insegnamento o concederci una proroga della fase transitoria dei Tfa in modo da permetterci di fare i test. Le dico in tutta franchezza che la prima ipotesi è assurda e lesiva di tutti i nostri diritti: in primis perderemmo un anno di studi e rallenteremmo ancora di più il nostro percorso (con conseguente dispendio di tasse universitarie), in secondo luogo si creerebbe una guerra tra laureati di triennale che vogliono proseguire i propri studi e immatricolati alla magistrale 2011/2012 finiti in un limbo e impossibilitati a proseguire il proprio percorso per un semplice disguido burocratico. Un disguido risolvibile senza arrecare danno alle migliaia di matricole che, in questo anno accademico, continuano a studiare inconsapevoli del fatto che il loro titolo potrebbe non farli abilitare mai all'insegnamento.
La prego in una sua risposta.
Grazie.

Roberto Zito.

Anonimo ha detto...

Gentile signor Rossi Doria,
sono uno studente di magistrale in Filologia Moderna a Catania immatricolatosi nel 2011/2012, con i cfu perfettamente in regola per poter in futuro insegnare alle medie e nei licei. Ho notato che nei requisiti dei Tfa non si fa mai menzione agli immatricolati di questo anno accademico ma solo a quelli del 2010/2011, e chiedendo delucidazioni all'Urp e a Max Bruschi ho saputo che il ministro Profumo dovrà decidere di noi.
Ci sono due ipotesi: farci slittare alla futura laurea abilitante per l'insegnamento o concederci una proroga della fase transitoria dei Tfa in modo da permetterci di fare i test. Le dico in tutta franchezza che la prima ipotesi è assurda e lesiva di tutti i nostri diritti: in primis perderemmo un anno di studi e rallenteremmo ancora di più il nostro percorso (con conseguente dispendio di tasse universitarie), in secondo luogo si creerebbe una guerra tra laureati di triennale che vogliono proseguire i propri studi e immatricolati alla magistrale 2011/2012 finiti in un limbo e impossibilitati a proseguire il proprio percorso per un semplice disguido burocratico. Un disguido risolvibile senza arrecare danno alle migliaia di matricole che, in questo anno accademico, continuano a studiare inconsapevoli del fatto che il loro titolo potrebbe non farli abilitare mai all'insegnamento.
La prego in una sua risposta.
Grazie.

Roberto Zito.

luigi ha detto...

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