18 giugno, 2008

Tempi bui davvero. E una poesia

Purtroppo il Berlusconi III non sarà il terzo tempo dello statista a cui chinarsi con il cappello in mano, come ha annunciato Bassolino.
Tutt’altro. La banda Berlusconi è quella cosa brutta – arroganza anti- liberale, distruttiva dei fondamenti della nostra fragile Repubblica, forza violenta con i deboli e debolezza con i forti, ignoranza greve e diffusa nella sua compagine per cui succederanno cose terribili…
Che iniziano a succedere, nel grande – come si vede innanzitutto dall’attacco ai più deboli, dall’idea dell’esercito per le strade e di continue e gravi leggi liberticide di emergenza (approvate dai nostri governanti campani), e poi dalle faccende che riguardano l’attacco alla magistratura per difendere i fattacci suoi, che fanno più scandalo ma non sono così gravi.
Ma anche nel piccolo. E nel piccolo (che piccolo non è) ecco una lettera ricevuta oggi che riguarda gli esami di maturità (in fondo io mi occupo prevalentemente di scuola), prova scritta di Italiano di stamattina:

Domani – e ce lo auguriamo – si scateneranno sui giornali le voci autorevoli dei critici di Montale per irridere l’analisi del testo offerta agli studenti nella prima prova dell’Esame di Stato. Ma varrà la pena anche di sottolineare la condizione in cui si sono trovati gli insegnanti di italiano che stamattina, nel rituale dell’apertura della buste, hanno visto spuntare l’ “osso” montaliano Ripenso il tuo sorriso. Una poesia molto bella, assente in genere dalle antologie scolastiche e, di conseguenza, presumibilmente non conosciuta dagli studenti. Anche a chi di noi quei versi non fossero immediatamente presenti nella memoria non potevano non apparire evidenti le incongruenze tra quel testo e le domande che guidavano l’analisi, imperniate per lo più sul ruolo salvifico della donna nella poesia di Montale. Ma chi ricordasse quella pagina degli Ossi di seppia, aperta per altro dalla dedica “a K”, inspiegabilmente omessa dal testo ministeriale, e la riconoscesse come una poesia dedicata al ballerino russo Boris Kniaseff, conosciuto dal poeta a casa dell’amico Francesco Messina, non sapeva davvero se, leopardianamente, far prevalere “il riso o la pietà”. E’ prevalso naturalmente il senso di responsabilità nei confronti degli studenti che non abbiamo voluto turbare con la notizia che quella che dovevano percorrere era una pista grottescamente falsa per l’analisi del testo. Ed abbiamo lasciato che impiegassero le loro menti giovani e fertili per rispondere a domande che chiedevano ragione delle immagini relative “al ruolo salvifico della donna” presenti nella prima strofa della poesia o di interpretare “la ‘pensata effigie’ della donna”. Per non dire del così detto “approfondimento”, in cui si chiedeva di sviluppare il tema del “ruolo salvifico e consolatorio della figura femminile” presente in altre opere di Montale o di altri scrittori. Quando gli studenti sapranno in quali condizioni sono stati messi stamattina, non potranno non riflettere sulla sfasatura tra l’attenzione e il rigore con cui, in generale, la scuola li abitua a leggere i testi letterari e la cialtroneria che presiede alla compilazione delle prove di un esame tanto ancora retorico e pomposo nella forma quanto becero nei contenuti culturali sigillati nelle buste ministeriali. E non potremo che rispondere che la filologia, nel suo senso più alto di accertamento del dato, di rigore metodologico, di cautela, non appartiene a chi ci governa. Bologna 18 giugno 2008

Gabriella Fenocchio, Barbara Rosiello, Maria Luisa Vezzali, Paolo Ferratini

L’unica cosa che lenisce, ma solo un po’, è rileggersi la poesia di Montale.

A K. Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida
Scorta per avventura tra le petraie d’un greto,

esiguo specchio in cui guardi un’ellera i suoi corimbi;

e su tutto l’abbraccio d’un bianco cielo quieto.


Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,

se dal tuo volto s’esprime libera un’anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua

e recono il loro soffrire con sé come un talismano.


Ma questo posso dirti, che la sua pensata effigie

sommerge i crucci estrosi in un’ondata di calma,
e che il tuo aspetto s’insinua nella mia memoria grigia
schietto come la cima d’una giovinetta palma…

5 commenti:

livia ha detto...

e vogliamo parlare della prova di greco o di quella di inglese? vabbuò tanto po' uno che se n'adda fà e sta cultura....tutti comunisti!

monica ha detto...

i quattro versi centrali li vorrei sulla mia tomba, please ... (e nun fa niente si so' femmena!)

Anonimo ha detto...

THE GOLDEN AGE


http://www.youtube.com/watch?v=f8gGUv17XGE&eurl=http://essedigi.987mb.com/viewtopic.php?f=9&t=1665


AUGURI ! CENTO DI QUESTI ANNI !

franco cuomo ha detto...

perchè sull'episodio tutti parlano del tradimento filologico e nessuna di una non celata affatto omofobia? Forse quelli del ministero sapevano tutto, ma non si poteva chiedere ad uno studente di parlare della figura salvifica che un giovane maschio aveva per un anziano poeta, per giunta premio nobel per la letteratura.

Anonimo ha detto...

No, mi dispiace, sbagli. L'anziano montale se la faceva con la Cima. Tanto per la precisione filologica, nothing personal.